McConnell stende Verona facendo gioire una brutta Fileni!

McConnell ancora una volta decisivo (Foto Ballarini)
Vincere giocando male. A volte accade, per la Fileni di quest’anno è la prima volta ma Cioppi ed i suoi prendono e portano a casa, gustandosi il primo exploit giunto al termine di una gara caratterizzata più da ombre che non da luci. Non era mai successo ad una Fileni che per vincere ha dovuto sempre produrre buone prestazioni ed è forse un segnale propizio da cogliere, partendo proprio dai difetti mostrati contro Verona per capire come e dove correggersi per continuare con lo stesso passo spedito del girone di andata. Seduta sul settimo gradino di una Legadue che fa fatica a produrre leadership convinte la Fileni si gusta l’ennesima prodezza di McConnell e ringrazia Di Giuliomaria, la cui prolungata polemica con un tifoso dopo essersi seduto in panchina per cinque falli costa la gara a Verona rimettendo in carreggiata con quattro viaggi felici dalla lunetta di Maggioli ed Hoover una Fileni che ritorva vigore ed arriva a giocarsi il match all’ultimo tiro. La penetrazione di MC Connell a due secondi dalla sirena ed il tiro quasi forzato che va ad insaccarsi facendo esplodere il Pala Triccoli è forse l’unico punto esclamativo di una gara che Jesi non riesce a giocare come sa e che affronta, come già accaduto in passato dopo un exploit, con una sufficienza che rischia di pagare davvero cara. Le bassissime percentuali al tiro sin dall’avvio raccontano di una Fileni che stenta costantemente ad entrare in partita, collezionando palle perse e disattenzioni difensive che pian piano agevolano il compito di una Tetzenis che arriva a Jesi con un organico da prima della classe.

Maggioli tra i più convincenti contro Verona (Foto Ballarini)
I molti spari a salve verso il canestro scaligero acuiscono una costante negativa a rimbalzo che è un pò un marchio di fabbrica per questa Fileni a trazione perimetrale,confermata da un avversario che ha più centimetri e vigore da spendere. McConnell non è il cecchino di Piacenza nè il perfetto metronomo della squadra ed i risultati si vedono, con Jesi che fa fatica ad attaccare il canestro e riesce con altrettanto impaccio a contenere la qualità che Verona può invece sprigionare sul parquet. Dopo due quarti ad elastico senza particolari sussulti il terzo parziale apre il break che Verona si illude Jesi non possa riuscire a colmare andando all’ultimo riposo su un rassicurante +9. Gli ultimi dieci giri di lancette raccontano di una rincorsa jesina neanche troppo convinta, lanciata in maniera più determinata dall’unica tripla fatturata da Hoover su 5 tentativi. Jesi prova a rifarsi sotto cercando con più convinzione Maggioli nell’area pitturata Verona da l’impressione di tenere , almeno fin quando Di Giuliomaria non decide di riaprire il match facendosi fischiare dalla panchina un tecnico sacrosanto che riporta Jesi dalla lunetta a -2. L’inerzia passa improvvisamente dalla parte jesina che risponde con Brooks al canestro pesante al 24° secondo di Porta che potrebbe uccidere chiunque. Il resto è roba da duri, con Jesi che si guadagna il diritto, a sei secondi dalla sirena, di giocare al rientro dal time out di Cioppi, l’ultimo, decisivo pallone sul -1. Hoover rimette su McConnell che decide di travestirsi da eroe andando a segnare, a subire canestro e a sbagliare intenzionalmente l’aggiuntivo per evitare rischi con 2” ancora da giocare.

Jeff Brooks, una tripla pesante (Foto Ballarini)
L’urlo del Pala Triccoli e l’immagine di McConnell sollevato in cielo dai compagni sono la più classica delle cartoline da happy end con cui chiudere una domenica inaspettatamente felice . Jesi si siede sul settimo gradino della Legadue rispondendo per le rime al successo di S.Antimo su Brescia: eh si, perchè questa Fileni, almeno per ora, fa bene più a guardarsi dietro che non a spingersi troppo oltre. Per i sogni c’è ancora tempo e saranno sicuramente più belli quando la squadra di Cioppi riuscirà a traguardare la salvezza. (Paolo Rosati)
Un super McConnell guida la Fileni al primo blitz del 2012!

Strepitoso McConnell, MVP del match (Foto Ballarini)
Piovono canestri su Piacenza! Il meteo del basket all’ora di pranzo regala un hurrà di prestigio ad una Fileni che si riscopre grande in trasferta e conquista altri due punti preziosi in chiave salvezza. Il blitz all’ora di pranzo di Piacenza ha la firma scolpita di Micky McConnell autore di una prova monstre testmoniata non tanto e non solo dai punti fatturati a referto quanto dalla leadership da veterano con cui affronta la gara guidando la Fileni verso un successo mai in discussione. Piacenza capitola a domicilio, jesi raccoglie i frutti di una grande giornata l tiro ma soprattutto di un’applicazione difensiva che tiene gli ospiti a quota 67 . Il 4/5 con cui McConnell inaugura la sua consacrazione in arancioblu è l’avvisaglia che per la Fileni possa essere la volta buona, dopo i tanti bocconi amari masticati fuori dal Pala Triccoli, con l’ultimo blitz risalente a dun girone fa, data 9 ottobre a Verona. Sulla aprticolare giornata di garzia al tiro pesante il quitnetto di coach Cioppi ha costruito una vittoria nata anche dalle gambe piegate ind fiesa, fondamentale su cui la Fileni è riuscita a muoversi di squadra costringendo Piacenzxa a moltissimi errori, nonostante quelache rimbalzo d’attacco di troppo cocnessoa d Infante e compagni. Se a Cioppi luccicano gli occhi soltanto a pensare alla prova di McConnell (37 punti , 8/9 da 2 , 5/10 da tre e 41 di valutazione) , il coach ha motivi di soddisfazione che arrivano anche dalla difesa di Marco Santiangeli, dai segnali di ripresa di Migliori, dalla chirurgia al tiro di Ryan Hoover e dalla reattività di Brooks, dentro un match che ha visto invece Maggioli condizionato dai falli. Senza Dolic costretto ai box dai noti problemi fisici la Fileni ha prodotto una gara ricca di qualità e di sostanza, rispodnendo epr le rime al blitz di S.Antimo che nellanticipo del venerdì aveva addirittura espugnato Veroli. L’hurrà di Piacenza regala due punti preziosi ed una forte iniiezione di fiducia alla squadra, minata in parte dal doppio capitombolo di inizio 2012 contro Ostuni e Veroli, ma semproe nelel corde di un gruppo che inizia ad acquisire la giusta consapevolezza della propria forza. Gustarsi un McConnell così è un piacere non solo per i tifosi arancioblu ma per gli innamorati di basket che hanno potuto apprezzare l’ampio e qualificato repertorio del play il cui passaggio a Jesi, se continuerà su questi livelli, pare destinato ad essere rapido e fugace. Un motivo di soddisfazione e di orgoglio anche per chi, quest’estate, con un budget ridotto e molto difficile da gestire, è riuscito a scovare un talento del genere ed oggi se lo coccola affettuosamente. Domenica arriva Verona, un’altra avversaria difficile ma anche una nuova occasione per scalare la classifica pur rimanendo coi piedi per terra. Questa Fleni può farcela ed ogni gradino in più è un piccolo passo avanti verso una salvezza che potrebbe rivelarsi più tranquilla del preventivato. (Paolo Rosati)
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Fileni ancora a secco: Veroli inchioda Jesi al secondo stop del 2012

Jeff Brooks, solida prestazione (Foto Ballarini)
Ancora a secco! Il 2012 continua al Pala Triccoli così com’era iniziato ad Ostuni e regala alla Fileni un altro stop, stavolta ancor più duro da digerire. Eh si, perchè se in Salento in realtà la Fileni aveva raccolto ciò che si era meritata, stavolta la squadra di Cioppi ha di che disperarsi, dopo una gara condotta per 35 minuti e buttata via in un finale con pochi particolari da salvare. Cioppi ed i suoi ragazzi avranno una settimana intera per pensarci su e per rispondere nel modo migliore ai molti interrogativi che i 40 minuti contro la squadra di coach Gentile ha acceso. Non perchè la Fileni abbia giocato una brutta gara, intendiamoci, quanto perchè la sfida contro Veroli ha detto da un lato che questa squadra ha potenzialità per sentirsi grande ma allo stesso tempo capacità per scoprirsi ricca di piccoli difetti che ne condizionano il cammino.Girare a 12 è pur sempre un bel traguardo per una squadra costruita essenzialmente per salvarsi, sta di fatto che voltarsi indietro, a girone di andata ormai archiviato, significa rivedere una piccola collezione di rimpianti per quel che poteva essere e non è stato, per ciò che poteva andare meglio ed invece ha condizionato il cammino di Maggioli e compagni.

Duelli infiniti sotto le plance per capitan Maggioli (Foto Ballarini)
Questione di givoentù ma non solo alla base di uno stop che sulla carta può starci ma che si è rivelato evitabilissimo, dentro un match in cui Jesi ha paradossalmente risentito delle rotazioni più ampie a sua disposizione senza mai trovare la chimica giusta per spiccare il volo e andarsene via. Ai segnali positivi di un primo quarto giocato in scioltezza e con buona attenzione difensiva, ha fatto da contraltare una seconda frazione in cui Veroli, serrando le fila sotto canestro, ha sporcato gli ingranaggi a Jesi ritornando prepotentemente in partita. La pazienza di Jesi ha prodotto un incoraggiante terzo parziale in cui però è mancata quella lucidità decisiva in altri frangenti per prendere le redini del match e costruire un parziale decisivo. Corso sul filo di un sostanziale equilibrio il match ha preso una piega scomoda per Jesi quando alle oggettive difficoltà offensive il quintetto di coach Cioppi ha aggiunto distrazioni dfiensive pagate a caro prezzo. Se sulla metà campo di Veroli Jesi ha finito per sparacchiare a salve, non meglio è andata nella propria metà di parquet dove Veroli ha costruito sui tiri pesanti di Rullo e sui graffi in area di Brkic il parziale di fronte al quale la Fileni, pur senza mollare fino all’ultimo, si è dovuta arrendere. In un match che finisce con un distacco così esiguo ogni azione finsice per essere decisiva Coach Cioppi ha etichettato il frettoloso contropiede di Santiangeli con Jesi avanti nel punteggio e la successiva bomba subita di Rullo come il momento cruciale che ha deciso l’inerzia del match ma è chiaro che a portare la gara dalla parte ciociara ci ha pensato anche la serata non eccezionale di Hoover, le pessime medie di McConnell su cui Gentile ha costruito il suo piano partita e tanti altri piccoli dettagli che hanno portato ad un epilogo negativo. Se Veroli può rimpiangere qualche errore di troppo dalla lunetta , a Jesi ancora brucia il canestro subito da Brkic nel finale con Maggioli a guardarlo segnare dalla panca o i troppi secondi impiegati per far fallo sia quando il cronometro segnava -28” alla sirena finale sia nell’ultima azione ospite chiusa dai liberi di Cortese.

Piccole leggerezze per un Santiangeli in continua crescita (Foto Ballarini)
Peccato perchè era un gara che si poteva portare a casa , una sfida che al contrario inchioda la Fileni alle sue piccole responsabilità e ai suoi peccati di gioventù. Mirando al prossimo avversario (Piacenza nell’anticipo televisivo di domenica prossima alle 12) coach Cioppi chiede alla settimana entrante miglioramenti fisici per un Migliori che ha sette giorni di allenamento e due sfide sulle gambe e la “metabolizzazione” di una lezione che potrà tornare utile, se fatta propria, nella seconda metà di stagione . L’obiettivo rimane sempre lo stesso, la salvezza, con la sfida supplementare che Cioppi sembra voler accettare alla grande che è quella di far crescere i giovani in rosa, utilizzando al meglio le rotazioni e puntando, com’è normale che sia, sull’esperienza di chi , con qualche primavera in più sulle spalle, in quest’ultima fase di stagione sta forse pagando lo sforzo di un torneo giocato a tutta velocità e senza pause. (Paolo Rosati)
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Falsa partenza Fileni: il 2012 si apre ad Ostuni con uno stop!

24 punti per Micky McConnell (Foto Ballarini)
Molto carbone e poche caramelle! Befana avara quella salentina per una Fileni stregata da un avversario più in palla,capace di gettare sabbia nei punti giusti dell’ingranaggio arancioblu e di costruire su un’ottima serata al tiro e a rimbalzo un sucesso ad onor del vero mai veramente in discussione. Inizia male e fa un pò arrabbiare il 2012 della Fileni che rende fin troppo facile il compitino di Ostuni e non brilla quasi mai, come invece le era successo di fare nel doppio exploit con cui aveva chiuso il 2011. Nella prima serata dell’anno, quella tra l’altro del ritorno sul parquet anche di Franco Migliori la squadra di Cioppi non ha la faccia giusta per emergere e l’avvio in vantaggio è solo una piccola illusione dentro un match che Ostuni inizia a comandare con prepotenza sin dall’avvio del secondo quarto senza lasciare più la maniglia. Lo scout di metà gara disegna artmeticamente il distacco con la differenza al tiro pesante: 5 centri per i salentini, appena 1 su 12 tentativi per Brooks e compagni. Ma è chiaro che c’è anche dell’altro a costringere la Fileni a rincorrere dentro una sfida che, anche alla ripresa delle ostilità, conferma come Ostuni riesca ad approcciarla meglio, toccando ampiamente la doppia cifra di vantaggio e aggrappandosi a gregari come Carenza, capace di pungere più di quanto non riesca ai big in canotta arancioblu. La colpa più grande di Jesi sta nell’incapacità di trovare la reazione giusta per riaprire un match giocato senza acuti, nonostante un Santiangeli su ottimi livelli che ha i lampi giusti e mostra segnali incoraggianti per coach Cioppi. Se il baby di Matelica piace, Jeff Brooks trova una delle sue serate peggiori e non va meglio a Ryan Hoover che chiude la sua sfida in Salento con appena 5 punti a referto frutto di un non troppo esaltante 1/5 dal campo. Il rientro di Franco Migliori non produce grossi scossoni e i 15 minuti di Valentini sono un passaggio quasi silenzioso dentro una gara che Ostuni si merita di vincere, per la precisione che mostra al tiro e per la maggior grinta che sprigiona sul parquet. A rovinare del tutto la prima serata di basket del 2012 il blitz a Piacenza di S. Antimo, quintetto ultimo in classifica su cui la Fileni fa la proopria corsa in chiave salvezza. La squadra di Cioppi non ha per fortuna troppo tempo per riflettere su questa brutta sconfitta, attesa com’è, domenica prossima al Pala Ticcoli, dall’ultimo turno del girone di andata contro Veroli. Guardare la classifica dei ciociari per tarare la difficoltà del match sarebbe un suicidio: alla Fileni il compito di sfatare la tradizione stagionale che vede la squadra jesina sempre al tappeto quando ha pochi giorni per preparare un match. Una grana in più per coach Cioppi ma anche un motivo più che valido per caricare di significati importanti 40 minuti che potrebbero consentire alla Fileni di girare la boa a quota 14 in classifica. Visto oggi il cammino jesino non può che sprigionare qualche rimpianto ma vale la pena non dimenticarsi che forse, ad inizio stagione, con tutte le incognite del caso, sarebbero stati davvero in molti a mettere la firma su un bilancio del genere. (Paolo Rosati)
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Natale coi fiocchi per una Fileni sempre più sorprendente!

Jeff Brooks (Foto Ballarini)

Capitan Maggioli condizionato dai falli (Foto Ballarini)
Pur con il peso di troppe palle perse ed orfana di Maggioli per tutto il terzo quarto, la Fileni resta dentro il match recuperando con importanti fiammate i tentativi di fuga di un avversario che sembra trovar coraggio dalle sfortune jesine. L’ultimo parziale regala nuovamente il parquet a Maggioli e apre la strada ad un prezioso risveglio di Micky McConnell i cui lampi da campione restituiscono fiducia ad una Fileni che affila le unghie per arrivare a giocarsi nel modo migliore il supplementare. Jesi tiene botta alla grande, Imola (che ha intanto perso Daniels per un serio problema muscolare) si affida all’uomo sbagliato, non ricevendo dalla brutta copia di Whiting i soliti contributi nella giostra finale chiusa a favore jesino dai due liberi della sicurezza messi a referto da Ryan Hoover. Bene così , a due tappe dal giro di boa (Ostuni e Veroli) la Fileni si conferma affidabile e chiude nel modo migliore un anno avaro di soddisfazioni e ricco in avvio di perplessità. Merito della squadra e merito di coach Ciopppi che in questa dimensione di costante emergenza ha trovato le alchimie giuste per far rendere la sua squadra molto più di quanto fosse lecito attendersi. Un anno fa esatto anche lui era sulla graticola, pronto ad essere sacrificato in nome di un organico che sembrava non seguirlo a dovere. In pochi lo abbiamo dfieso e, ad un anno di distanza, ho la conferma anch’io di averci visto giusto. La realtà ci racconta che i miracoli, quando muovono dalla passione, possono rivelarsi perfino realizzabili e l’auspicio è che da qui in avanti la stagione della Fileni possa regalare alla città di Jesi ulteriori sorprese e piacevoli conferme. Buon Natale a tutti voi e arrivederci al 2012! (Paolo Rosati)
Un’altra vittima illustre sul cammino spedito della Fileni Bpa!

Altra prova magistrale per McConnell (Foto Ballarini)
Debole con i deboli e forte con i forti, pazza ma per fortuna sorpendente! La Fileni che non ti aspetti, capace di segnare il passo nella tana dell’ultima della graduatoria, trova il riscatto pesante nel venerdì televisivo, aggiudicandosi con merito l’ennesimo confronto positivo contro le prime della classe. E’ una sorpresa bellissima quella che la Fileni confeziona ai propri tifosi, annichilendo con due quarti di basket davvero pregevole una Trekwalder quasi stupita di fronte alle difficoltà di un match affrontato forse con lo spirito meno adatto per ritorbnare a reggio con altri due punti in carniere. La cronaca del quinto successo in stagione della pattuglia di coach Cioppi racconta di una Fileni determinatissima fino alla pausa lunga, colpevolmente distratta nel terzo quarto costato un 5-20 che aveva riaperto il match, ma sufficientemente lucida, negli ultimi dieci giri di lancette, a ritornare prepotentemente in partita e gustarsi un successo mai come questa volta meritato.Una bellissima Fileni quella che va in tv a prendersi i complimenti di Lauro e Michelini, che trova forza come di consueto dai contributi preziosi del duo McConnell Maggioli su cui riesce a costruire una gara fatta di intensità difensiva, di ritmi controllati e di una costante ricerca della palla dentro petr sfruttare i centimetri del capitano. Reggio Emilia prima barcolla e poi si aggrappa al talento apparentemente acerbo ma cristallino di Cervi da cui ripartie per costruire un terzo quarto di rinnovata energia .

Maggioli è tornato a ruggire (Foto Ballarini)
Ci sono però serate in cui anche il massimo non basta ed è quello che accade ai ragazzi di coach Menetti incapaci, con los triscione del traguardo in vista, di rispondere con regolarità alle folate di un play che stai facendo innamorare un intero Palasport. Raccontare la prova di Micky McConnmel costringe a parlare di una leadership ormai indiscussa e di un ragazzo che sa muovere come pochi altri la palla, regalando armonia a tutto il quintetto. Dentro una gara quasi perfetta McConnell mette a referto 21 punti , 7 assist ed un eloquente 34 in valutazione che contribuiranno ad accelerare il processo di innamoramento ormai dichiarato anche da coach Cioppi nei confronti di quello che si candida ormai a miglior play della Legadue. Al suo fianco emerge la classe di Michele Maggioli (23 punti ed 8 cature) ed i lampi di lucida follia di Ryan Hoover il cui 4/7 da tre toglie parecchie castagne dal fuoco ad una Fileni che ottiene contributi importanti anche dal duo Brooks Santiangeli. La soddisfazione per il successo di lusso contro una delle candidate alla promozione in serie A fa il paio con il rimpianto per le evitabilissime sofferenze di S.Antimo , mostrando due facce diversissime di una Fileni che sta procedendo comunque spedita nella sua marcia di avvicinamento all’obiettivo dichiarato che si chiama salvezza.

Ryan Hoover (Foto Ballarini)
Considerata un’unica retrocessione è ragionevole pensare che Maggioli e compagni abbiano traguardato metà del cammino necessario a rimanere in Legadue, una quasi certezza che mette il quintetto arancioblu nelle condizioni di guardare al futuro con ottimismo e serenità. Tra la Fileni ed il Natale c’è l’ultimo ostacolo chiamato Imola per giovedì sera, ancora al Pala Triccoli, ottima occasione per farsi l’ultimo regalo prima delle feste e magari per convincersi di essere molto più forte di quanto fosse invece ragionevole pensare prima del via. (Paolo Rosati)
Una brutta Fileni “regala” due punti d’oro a S.Antimo!

Un ottimo Hoover non basta (Foto Ballarini)
“Abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare per regalare la partita a S.Antimo”. Nelle parole pronunciate in diretta da S. Antimo da Michele Paoletti sta il succo di una domenica sbagliata in cui Jesi ha pagato care imeprdonabili distrazioni, regalando due punti d’oro a S.Antimo che continua giustamente a sperare nella salvezza. Peccato davvero, perchè quello di S. Antimo non era certo un ostacolo insuperabile e questo accresce i rimpianti dentro il gruppo di coach Cioppi , brutta copia del quintetto brillante in grado di dire la propria anche al cospetto di avversari dal maggior blasone. Purtroppo è la stagione delle sorprese. Quelle positive che vedono la Fileni in palla contro le grandi, spingendola addirittura verso le final four di Coppa Italia, quelle negative che invece ci regalano una squadra sotto tono, distratta quanto basta per consegnare nelle mani di S.Antimo il big match che poteva invece regalarle un successo salvezza. In Campania sorridono e ringraziano, accorciando a 4 lunghezze il distacco in classifica, a Jesi c’è chi si dispera ancora una volta per un’occasione persa, stavolta grazie anche alla complicità di alcuni giocatori che hanno toppato la sfida. Forse il cin cin di Coppa ha allentato la tensione in casa arancioblu, sta di fatto che la squadra di coach Cioppi se ne ritorna a casa con una sconfitta del tutto evitabile, frutto più del cattivo approccio alla gara , pagato a caro prezzo dentro un match senza acuti che non dalla forza di un avversario costretto a rinunciare addirittura a George , uno degli uomini di riferimento per il quintetto campano. Match sostanzialmente equilibrato, con Jesi capace di gestire il primo quarto nonostante le difficoltà sotto le plance per la coppia Maggioli Brooks e S.Antimo in grado di stare in partita chiudendo in leggero vantaggio un secondo parziale che ha tolto molte certezze alla Fileni. Dopo un terzo quarto sostanzialmente interlocutorio in cui Jesi ha continuato ad aggrapparsi a Ryan Hoover la Fileni ha ceduto di schianto nell’ultimo parziale scivolando esclusivamente per colpe proprie fino ad un distacco che neanche la fiammata degli ultimi due giri di lancette è riuscita a colmare. Un pò di attenzione in più e la Fileni avrebbe potuto portare a casa il match,. chiduendo con largo anticipo il discorso salvezza e preparandosi nel migliore die modi alla sfida di venerdì prossimo contro la capolista Reggio Emilia.Ed invece no, leggerezze assurde e imprecisioni evitabili hanno inchiodato la Fileni ad uno stop che smorza i freschi entusiasmi di Coppa e spiega, con un bel ceffone in viso, che in questa legadue non vale affatto la pena distrarsi. I complimenti di Cioppi al termine del match vinto giovedì contro Imola, fanno il paio con i rimproveri che il coachs arà costrettto a rivolgere ai suoi , caduti non contro un quintetto insuperabile ma per esclusive responsabilità proprie, sia in fase di approccio al match, sia come lucidità nei momenti cruciali del match. Se Hoover si è dimostrato davvero all’altezza, non altrettanto è successo per altri giocatori del quintetto, col risultato di ewaltare le doti di un Moraschini salito alla ribalta negli ultimi, decisivi giri di lancette. Finisce così nel peggiore dei modi un match che si poteva anche perdere ma non in questo modo e non contro un avversario che non ha fatto meraviglie per agguidacarsi il match. S poteva assaporare il gusto della tranquillità ma è andata diversamente, un motivo in più per serrare di nuovo i ranghi e abndarsi a prendere, magari in sfide sulla carta più impegnative, i due punti banalmente persi e trasformatisi in ossigeno puro per S.Antimo. (Paolo Rosati)
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La Fileni a cena con i tifosi

Foto di gruppo a fine cena!
L’8 Dicembre il gruppo di tifosi “Insieme Possiamo” ha organizzato un momento conviviale con l’ Aurora Basket , occasione giusta per festeggiare la merita vittoria che consente alla Fileni BPA l’accesso alla Final Four di Coppa Italia. Alla cena ha partecipato la squadra al gran completo oltre ai tifosi di Insieme Possiamo ed ai ragazzi di Avanguardia; grande entusiasmo da parte degli atleti che hanno ritrovato un gruppo affiatato di amici con cui condividere una grande passione: “Ci sentiamo parte di una famiglia” hanno dichiarato all’unisono. Un bel modo per augurarsi Buon Natale e farsi l’ in bocca al lupo per le future sfide che iniziano oggi a S.Antimo e proseguiranno, prima di Natale, con altre due battaglie casalinghe con Reggio Emilia ed Imola. (p.r.)
Fileni sponsor e socio a tempo: da giugno 2013 l’azienda di Cingoli lascia!

Giovanni Fileni (Foto Ballarini)
Game over! Non in tempi rapidi, per consentire un agevole passaggio di consegne, ma la famiglia Fileni da ieri ha decretato il rompete le righe, annunciando la fine del proprio impegno di main sponsor all’interno dell’Aurora basket. La data di scadenza è dilatata nel tempo, giugno 2013, vale a dire al termine della prossima stagione, scelta convinta seppur dolorosa che pone fine ad un binomio che dura ormai da alcuni anni con il sodalizio cestistico cittadino e allo stesso tempo concede ampi margini per trovare un sostituto. La decisione, in stile Benetton, decreta la fine di un amore tiepido, nato da un’attenzione fortissima verso i giovani ed il territorio, concretizzatosi in un costante ed indispensabile sostegno economico ma forse privo di un elemento mai sbocciato veramente che si chiama passione. La storia della famiglia Fileni all’interno dell’Aurora basket racconta di tappe di segno completamente diverso, disegnando un percorso nato da una sfida avvincente per garantire un futuro al dopo Latini , sviluppatosi attraverso gioie inattese nell’era Capobianco ma anche costellato di piccole delusioni, sportive ed umane, che hanno affievolito pian piano un trasporto mai vissuto a duecento all’ora . La retrocessione di due anni fa e le delusioni sportive della passata stagione hanno mitigato l’effetto entusiasmo del successo in Coppa Italia e spinto probabilmente la famiglia Fileni ad una riflessione, costringendola a gestire la società più contando i compagni di viaggio che preferivano scendere che non a dare il benvenuto a nuovi soci che rendessero il cammino meno impegnativo dal punto di vista economico. Il senso di (quasi) solitudine da cui è nato l’appello durante la scorsa stagione è stato il primo segnale di disimpegno, rivolto com’era più ai soci che non ad una realtà economica esterna che ha prodotto una tiepida reazione. La realtà attuale parla di un addio che non vivrà di ripensamenti, col gruppo Fileni impegnato in strategie aziendali che potranno prevedere in futuro una sponsorizzazione magari limitata al settore giovanile, ambito dal quale è nata la vera passione per il basket della famiglia di Giovanni Fileni giunta poi fino all’ingresso in società e alla sponsorizzazione della prima squadra. Ora l’Aurora basket deve nuovamente occuparsi del proprio futuro, con tempi meno stretti rispetto a quelli avuti a disposizione dopo l’addio forzato di Alfiero Latini , ma comunque non tali da consentire sonni tranquilli. Con l’amministrazione cittadina in scadenza trovare un appoggio “politico” all’operazione new deal appare quantomai complicato, il che renderà il lavoro del responsabile marketing Altero Lardinelli più impegnativo e sfidante. C’è un anno e mezzo di tempo per disegnare il dopo Fileni e garantire un futuro al basket cittadino che vada al di la della stagione 2012/13. Pensare che ci si possa dedicare al problema con calma sarebbe un errore imperdonabile, e non renderebbe certo merito alla sensibilità dei Fileni che anche in questi giorni hanno da un lato garantito una copertura extra dei costi e dall’altro messo a disposizione propri locali per la sede sociale del club, consentendo all’Aurora di risparmiare i costi d’affitto. La disponibilità continuerà ad esserci, per l’intera stagione prossima ma forse è il caso di iniziare a pensare in Cda a come fare a meno dei Fileni, per evitare corse dell’ultim’ora che nello sport non hanno mai partorito risultati importanti. (Paolo Rosati)
Beffa finale per la Fileni a Forlì !

Grandissima prova per Micky MCConnell (Foto Ballarini)
Chiamatela pure beffa e mettetevi le mani sui capelli, proprio come sarà successo alla Fileni che a Forlì ha lottato su ogni pallone, guidato per larghi tratti il match, assaporato un successo che sarebbe stato del tutto legittimo , prima di rovinarsi il pomeriggio e punirsi da sola. Capita ed è forse il bello di uno sport come il basket, ma quando succede a te da un pò fastidio, regalandoti sensazioni di scoramento misto a rabbia come quelle vissute dai ragazzi di coach Cioppi dopo aver giocato nel modo peggiore l’ultimo decisivo pallone, avanti di un punto e palla in mano. Il successo era li, ad un passo, ed invece il diavolo ci ha messo lo zampino, impadronendosi delle mani e della testa di Marco Santiangeli che ha regalato il pallone a Forlì, dando il la all’ultimo acuto di Stefano Borsato capace di sganciare un missile che ha inchiodato il match sul 89-87 finale rendendo inutile anche l’ultimot entativo a fil di sirena della Fileni con Brooks . Peccato, peccato davvero, perchè la Fileni se l’era giocata con autorità, ancora senza Migliori ma con la novità Valentini al debutto.

Marco Santiangeli, suo l'errore che regala il successo a Forlì (Foto Ballarini)
La grinta del quintetto arancioblù e la testa con cui Jesi ha affrontato il match è servita a mascherare le maggiori rotazioni a disposizione di coach Vucinic , permettendo alla Fileni, guidata da un super McConnell di alzare più volte la voce e mantenere ben salda la maniglia del match. Dopo il 27-27 del primo parziale la squadra di coach Cioppi era riuscita a farsi sentire, grazie a buone percentuali al tiro pesante ma anche in virtù di una condotta di gara caratterizzata da una benauguante autorità e da solide accortezze tattiche. Unico neo di una serata dai pochi appunti il black out a cavallo tra il minuti 23 e il minuto 26, in cui la Fileni è stata capace di subire un 11-0 che aveva fatto pensare ad un probabile crollo come accaduto in sfide precedenti. Sensazione sbagliata invece perchè la Fileni è riuscita a tornare in partita, controllando anche la voce falli commessi, e a giocarsi con acume e linearità una restante parte di match che le stava dando ragione, specie dopo le due triple di Brooks che sembravano aver scavato un solco incolmabile ad appena un giro di lancette dalla fine . Forlì ha avuto il grande merito di non mollare ma nulla avrebbe potuto se Santiangeli non avesse confezionato il pacco dono di fine match, dando il classico calcio nel secchio pieno di latte appena munto. Il rammarico è grande e per fortuna la Fileni ha impegni e confronti che non la costringeranno a riflettere troppo su un passo falso evitabile e non certo meritato. Del match di Forlì coach Cioppi ha comunque elementi posiitvi da riportare a casa, partendo dalla tenuta di un quintetto che continua a confermarsi più che all’altezza, fino ad arrivare all’esordio di Valentini che non ha inciso troppo a dire il vero nel match ma che avrà modo din integrarsi al meglio negli oliati meccanismi dei nuovi compagni di squadra . Servirà probabilmente tutta la notte per scaricare la rabbia e l’adrenalina accumulata nel match ma siamo certi che anche da questa beffa la squadra saprà trovare le motivazioni giuste, per convincersi di potersela giocare con tutti e per gettare le basi di nuove imprese, possibilmente da cogliere e non solo da sfiorare come accaduta a Forlì. Giovedì si torna al Pala Triccoli per la Coppa Italia contro Imola, domenica si scenderà a S.Antimo, diretta concorrente per la salvezza, per un match delicatissimo e di fondamentale importanza. La speranza è che un pizzico di fortuna in più possa assistere la pattuglia di Cioppi che si augura, per l’occasione, di riuscire a recuperare anche Franco Migliori. (Paolo Rosati)
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Benvenuti!

Eccoci qua, finalmente!
Era da un po’ in verità che pensavo a qualcosa di simile e che l’idea di ritornare in sella, stavolta “in proprio” occupava una parte dei miei progetti futuri.
Grazie all’aiuto della Eidos l’idea è diventata qualcosa di concreto, mio e soprattutto vostro perché la scelta del formato blog non è stata affatto casuale. La parola d’ordine dovrà essere “condividere” , ed è per questo che la prima condivisione non potevo che farla con la mia famiglia, che vedete ritratta nella foto a fianco e che, inutile negarlo, rappresenta per me un motivo di orgoglio e di soddisfazione immensa. Lo Spiffero è un’idea che profuma di “jesino” e che metto a disposizione di tutti partendo dai miei e dai vostri contributi, per scatenare discussioni, approfondimenti, scambi di battute e magari “sane cagnare” , sempre, naturalmente nei canoni della buona educazione e della dialettica.
Dentro Lo Spiffero c’è la mia voglia di ritornare a scrivere dopo una pausa di riflessione, c’è l’orgoglio della mia “jesinità”, c’è il desiderio di coinvolgere “navigatori” locali e non e la passione per lo sport, con l’obbligata precedenza al basket .
Se qualcuno mi avesse detto venti anni fa che prima o poi avrei preferito questo sport al calcio si sarebbe preso l’etichetta del pazzo e invece è andata proprio così ed oggi questo pallone arancione diviso in spicchi che rotola su un parquet per finire la sua corsa dentro una retina mi affascina molto più d quanto potessi ragionevolmente immaginare!
Allo Spiffero prometto di dedicare il mio tempo libero con l’auspicio e la presunzione che possa stimolare la vostra curiosità .
Vorrei che Lo Spiffero diventasse uno spazio da cui attingere informazioni , non con il taglio del notiziario on line quanto con quello dell’approfondimento.
Ci sarà spazio per l’Aurora basket ma anche per la Legadue, per i settori giovanili e se vorrete anche per i tornei Over. Monitoreremo altri sport e fatti di vita cittadina che deciderò di riprendere o che mi proporrete voi.
Ai colleghi giornalisti, agli amici e ai semplici appassionati di sport rivolgo sin d’ora l’invito ad offrire il loro contributo, convinto che lo scambio di idee , l’ascolto ed il contraddittorio, siano gli strumenti più validi per confrontarsi e crescere tutti un po’di più.
Lo Spiffero dirà bravo a chi se lo merita e tirerà “bonariamente” le orecchie a chi invece deluderà le attese, sempre ispirandosi a due criteri fondamentali, la critica costruttiva ed il non prendersi troppo sul serio . A volte, andando anche controcorrente, si riesce con più facilità ad annusare l’aria che tira
Benvenuti e…..divertiamoci il più possibile!
Paolo Rosati
A proposito di “wild card”……….

Foto Ballarini
Mio padre è volato in cielo…..
Ho mandato questo sms stasera ai miei amici più cari per dirgli che da oggi mi sento un pò più solo, e ora voglio condividerlo anche con voi. Quando una persona cara ti saluta per sempre rimane un vuoto dentro che provi a colmare con l’aiuto del tempo e sarà quello che cercherò di fare anch’io, giorno dopo giorno, per rielaborare questa assenza che peserà molto a me e alla mia famiglia. Mi consolo pensando che mio padre rivivrà comunque nel sorriso dei miei figli Alessandro e Pietro e di mia nipote Margherita come il nonno che li ha fatti divertire con la sua tenerezza,, nelle lacrime di mia madre Maria Teresa che cercherà di superare il distacco dopo 45 anni di vita insieme, Rivivirà anche negli occhi dolci di mia moglie Milena che babbo nominava sempre, in quelli tristi di mia sorella Marta che, come me, ha cercato di prendere esempio da mio padre per l’orgoglio e il coraggio con cui ha affrontato fiero la sua malattia. Dicono che arrivare preparati alla fine sia un alleato prezioso, credo che nessuna attesa, nessun allenamento mentale all’addio riescano a lenire il dolore di questi momenti. Divido questa mia tristezza con voi, convinto che la mia malinconia sia la stessa di chi, tra voi, ha dovuto vivere in anticipo questa esperienza di vita. Regalo allo Spiffero e ai miei compagni di viaggio una frase che è anche un consiglio….”Non è importante sopravvivere alla tempesta ma imparare a danzare nella pioggia” Mi prendo qualche giorno di riposo nel blog, mi dedico ai passi di questa danza che voglio imparare in fretta. Se vi fa piacere, se ne avete voglia, lasciatemi un commento , sarò felice di leggerli al mio ritorno. Paolo
Sei stato davvero un grande……ciao Ste Forcò!

Stefano Forconi (Fonte www.jesinacalcio.it)
L’ultima volta che ho visto Stefano è stato più o meno tre mesi fa, io andavo a Jesi da mia madre con mia moglie e i mie gemelli, lui era seduto davanti, sul pullman che portava la Jesina in trasferta. Era una domenica mattina in Viale del Lavoro e ho pensato ancora una volta alla sua infinita passione per il calcio e al modo unico , con spirito quasi di servizio, con cui da sempre si metteva a disposizione del calcio. Stamattina, da quando Fabrizio Romagnoli mi ha mandato un sms per dirmi che Stefano era volato in cielo , ho rubato a sprazzi, agli impegni del mio lavoro, un pò di tempo per ricordarmi chi fosse Stefano, quanto avesse seminato nella sua vita purtroppo breve e di quanti aneddoti avesse costellato una storia di quelle con la S maiuscola come la sua. Scrivere di sport e di calcio significa spesso raccontare partite, descrivere geometrie disegnate sul campo dal regista di turno, trasmettere l’entusiasmo di un ambiente aggrappato alle sorti della sua squadra. Ma scrivere di calcio, fortunatamente, a volte ti regala anche il gusto di raccontare miracoli, come quello del Duomo di Forcò, un esempio di come il calcio possa alimentarsi più di passione che di soldi, un’opera d’arte che ha portato la sua firma. 55 anni sono pochi per lasciare questa terra, verrebbe da dire pensando a Stè Forcò, ma l’esperienza di vita che ci ha regalato è un’eredità che ognuno di noi fa bene a mettere nella valigia del proprio cammino . Scapolo ma padre dei tanti ragazzi cui ha insegnato a giocare e a vivere, umile e semplice ma di una cultura di vita così genuina che non aveva avuto bisogno dei libri per esprimersi nella sua grandezza, schietto quando doveva tesserti una lode ma anche quando doveva muoverti una critica. Aveva moltissimi amici ed anche il rispetto degli avversari, viveva per la Jesina e il destino gli ha fatto chiudere meritatamente gli occhi da dirigente leoncello. L’ho conosciuto tanti anni fa e con lui ho diviso momenti belli , pur nella loro semplicità. Ricordo le serate a tirar tardi davanti al bar Europa, le cene in sede con Ennio, Sandro, Freccia, Celeste e Lamberto. Ricordo i suoi siparietti allo Stadio, la sua presenza costante a tutti i tornei in cui rotolasse un pallone su un prato, le pizzette estive a mezzanotte all’Orchidea dove, neanche a dirlo, si finiva sempre a parlare di calcio, prima aspettando e poi vivendo l’ennesimo ritiro pre campionato. Il calcio era la sua vita ma Stefano era fondamentalmente un appassionato di sport, seguiva la pallacanestro ma anche altre discipline ed era orgoglioso di Jesi. Gioiva ogni volta che Jesi vinceva qualcosa, fiero della sua città, degno interprete del suo dialetto. Nel mio lungo passato da cronista al seguito della Jesina non mi ha mai negato un commento, un’intervista. Ero felice di cercarlo perchè non ti diceva mai nulla di scontato e soprattutto non ti diceva mai di no. Una volta fu mio ospite negli studi di Tv Reporter e fù una puntata memorabile: era dopo un successo leoncello a Trodica, se non erro con gol di “Neno” Piattella ed ancora ho in mente il suo show. Sapeva essere un “caciarone” ma anche un discreto interlocutore, era sempre il primo a salutare e a sorridere. Aveva un mare di amici e non poteva mai sentirsi solo , aveva un affetto trasversale che meritava da tutti, dai giovani un pò complicati di famiglie disagiate che aveva riportato sulla retta via, fino ai figli di papà che si erano subito innamorati della sua genuinità. Era rispettato da tutti, soprattutto dagli avversari. Stefano era così ed era un vincente: peccato che la vita, beffarda, gli abbia messo di fronte un avversario che non si batte, con cui ha lottato fino alla fine , mai da solo. Chi è stato a trovarlo, anche negli ultimi giorni, racconta di una processione quotidiana di amici a sorreggerlo e accompagnarlo verso un destino ormai scritto, a raccogliere i frutti di una potente semina prima di chiudere gli occhi per sempre. Era davvero un grande Stefano e spesso mi chiedo perchè siano sempre i grandi ad andarsene troppo presto…..Un abbraccio Stè e inventati un altro Duomo appena arrivi in Paradiso! (Paolo Rosati)
Biennale per Gresta: la Fileni ha scelto il suo nuovo diesse!
Alea iacta est, il dado è tratto! Da ieri sera, appena un pò prima del calcio di inizio di Italia Paraguay, Gigio Gresta è di nuovo un uomo dell’Aurora e lo sarà per i prossimi due anni, in virtù del nero su bianco messo sul contratto che legherà l’ex coach della serie A , nei nuovi panni di direttore sportivo, alla Fileni per il prossimo biennio. Si chiude finalmente la questione diesse e la società posa la prima pietra di un progetto che, una volta incassata l’ufficialità del ripescaggio, potrà ripartire di slancio cercando di creare i presupposti per ben altre soddisfazioni rispetto a quelle dell’ultima maledetta stagione. Jesi da il suo benvenuto all’uomo che dalla panchina l’ha portata in serie A, chiedendo a Gresta entusiasmo e condivisione di un progetto di rilancio obbligato, oltre al consolidamento di una positivissima tradizione nella scelta degli stranger. In vista di un campionato in cui la Fileni non avrà certamente budget suntuosi, la prima scelta da effettuare è legata al coach e su questo fronte le voci che conducono a Stefano Cioppi appaiono quantomai fondate. Non è mistero che Gresta abbia stima del suo collega pesarese, il che lo inserisce di diritto nel novero dei papabili riservando all’ex coach della Vanoli la pole position nella corsa alla panchina arancioblù. La scelta non dovrebbe tardare ad arrivare anche perchè Gresta, stando ai si dice, vorrebbe partire subito spedito nel progetto che dovrà partorire la nuova Fileni. una Fileni che, scelto l’allenatore, dovrà effettuare le proprie valutazioni su quei giocatori su cui l’anno scorso era stato costruito il progetto iniziale e soprattutto acquisire in fretta garanzie nel ruolo che l’anno scorso l’ha condannata alla resa, il play maker. Intorno al play si costruirà una squadra probabilmente non troppo profonda ma di qualità, cercando di andar sul sicuro il più possibile nella scelta degli americani. Intanto però c’è da dare il benvenuto a coach Gresta che molto probabilmente verrà presentato alla stampa mercoledì. (Paolo Rosati)
Tags: aurora, Basket, cioppi, coach, diesse, fileni, gigio gresta, italia, lo spiffero, paolo rosati, paraguay, programma, serie A, ufficiale, www.lospiffero.it
“Gigio” e Stefano…..quando il destino disegna cerchi curiosi!

"Gigio" Gresta (Foto Ballarini)
E’ proprio vero che a volte il destino si diverte a disegnare cerchi curiosi, a dar vita a storie di amicizia che nascono ricorrendo un pallone da basket nel dopo scuola, senza svelare ai protagonisti che un giorno quelle storie si toccheranno di nuovo. La storia di “Gigio” e Stefano nasce proprio a Pesaro, città che odora di basket ovunque e che avvicina Gresta e Cioppi agli albori dell’adolescenza. “Gigio” è una ala piccola che non promette granchè ma è un gran compagnone, Stefano è un pò più serio e non può che fare il pivot perchè già a dieci anni è quasi alto come adesso che ne ha trentanove. I due dividono per qualche anno i pomeriggi in palestra, coltivando quel sogno che per tutti i pesaresi si chiama Scavolini, prima di separarsi indossando le diverse canotte dei club giovanili cirttadini e ritrovarsi di nuovo per provare a capire come si fa l’allenatore alla scuola Scavo. Sono gli anni in cui i due si incontrano spesso. La mattina ad Urbino dove entrambi frequentano l’Università (Gigio economia e Stefano giurisprudenza) , il pomeriggio in palestra e la sera a bisbocciare insieme davanti ad una birra al pub. Promettono entrambi bene , ognuno saggia le proprie capacità , Stefano rimane a Pesaro, “Gigio” invece vive esperienze diverse tra Rimini e gli Stati Uniti. Il futuro, messa nel cassetto la laurea, riserva ad entrambi la chanche di una panchina su cui dimostrare il proprio valore.

Coach Stefano Cioppi
“Gigio” sceglie Jesi e dopo qualche anno da vice guida la Sicc proprio quando Stefano (reduce da una parentesi da head coach a Pesaro al posto di Crespi) si siede sulla panchina dell’”odiata” Fabriano. E’ la stagione 2003/2004 e Gigio, al primo colpo, “spacca” portando la Sicc in serie A. Stefano paga dazio allo strapotere Sicc perdendo entambi i derby, con quello d’andata al Pala Guerrieri infuocato dall’infortunio a Nicholas e da qualche scintilla in sala stampa tra i due. Dopo il derby di ritorno a Jesi le strade di “Gigio” e Stefano si separano fin quando il destino non disegna un nuovo cerchio per farle congiungere. E’ la stagione 2007/2008, Stefano porta la Vanoli ai play off , “Gigio” subentra in corsa a Gramenzi a Veroli raggiungendo una tranquillissima salvezza e sono altre due sfide. Stavolta se le aggiudica entrambe Stefano che vola in parità (Gigio riuscirà a mettere la freccia in famiglia con tre figli a due!) e anche stavolta, come successo ai tempi di Jesi e Fabriano , quello di andata vive di un “caso”, il famoso tagliafuori dalla panchina di “Gigio” a J. J. Reynolds che farà parlare di se. “Gigio” e Stefano si assomigliano anche nei destini personali: entrambi provano l’immensa gioia di vincere la Legadue (a Stefano accade nel 2009), entrambi provano l’amarezza di un esonero in serie A. L’utimo scorcio di stagione è storia conosciuta, quella di una pausa di riflessione per entrambi che Stefano impiega per metabolizzare l’addio alla Vanoli e ricaricare le pile, mentre “Gigio” inizia a girare l’Italia a fianco di Franco Lauro raccontando la Legadue con un microfono in mano. Sono spesso in contatto Stefano e “Gigio” ed un pomeriggio salgono addirittura insieme a Reggio per la sfida play off tra Trenkwalder e Prima Veroli. Forse è li, con Gigio che ha già parlato con Jesi, che nasce l’idea o muove i suoi primi passi il sogno di lavorare insieme, stavolta con ruoli diversi. Quando “Gigio” firma per la Fileni pensa subito e non ne fa mistero a Stefano come l’allenatore ideale su cui costruire il suo primo progetto da direttore sportivo , dando una mano al destino a completare un altro cerchio e riunendo quell’amicizia nata in una palestra di Pesaro. Trent’anni dopo, o giù di li, eccoli pronti al via , sicuramente con lo stesso entusiasmo e con quel pizzico di esperienza e di maturità in più per sognare ancora in grande. Si incontrano di nuovo, stavolta adulti, a lavorare insieme per una società che ha puntato su entrambi per disegnare il proprio progetto di rilancio. Gigio conosce Jesi a sufficienza per spiegare a Stefano come viverla al meglio e sperare di essere per lui il dirigente ideale che ogni coach vorrebbe al suo fianco. Stefano ha tutta l’adrenalina che serve per essere parte fondamentale di un nuovo progetto e inaugurare un ciclo che possa durare a lungo. A loro il compito di influenzare nuovamente il destino, con l’auspicio che il cerchio si chiuda di nuovo, disegnando un ulteriore ed esaltante successo professionale, per entrambi e, naturalmente, per Jesi. (Paolo Rosati)
Una passione chiamata….Jesina!
Ci sono storie che puoi semplicemente raccontare ed altre che invece fai fatica a descrivere. Non perchè siano così complicate ma perchè magari vorresti usare le parole migliori per trasmetterle e, per quanto ti sforzi, hai sempre l’impressione di non essere riuscito a scovarle. Sta qui la difficoltà di raccontarvi cosa realmente ho provato ieri sera, in un tuffo autentico nella storia del mio passato che mi ha portato, quasi come una magia, a rivivere gioie immense provate da ragazzino, a rivedere ad un passo da me eroi della gioventù e a ricordare tanti aneddoti tutti legati ad una favola chiamata Jesina. Tornare in piazza a vedere la presentazione della nuova avventura in serie D è stato come rivivere e riassaporare annate intere trascorse al Comunale, dal martedì al venerdì a seguire gli allenamenti e la domenica a gustarsi la squadra, soffrendo al Viale Cavallotti ma anche in tutto lo Stivale. Non sono famoso per ricordare le date ma credo che la scintilla che mi fece battere il cuore, riscoprendolo leoncello al 100% sia scattata più o meno intorno al 73/74, ai tempi delle sfide col Montemarciano, con la vecchia tribuna sempre troppo piccola per ospitare tutti i tifosi ed io, presenza fissa di una delle due tribunette laterali in ferro a fianco di mio zio Mario che ci mise poco a trasmettermi l’amore per la Jesina che poi culminò con la sua felice e al tempo stesso travagliata presidenza della società quando i destini presero pieghe diverse rispetto ai fasti della serie C. Ricordo che la domenica era un giorno che aspettavi per tutta la settimana, che andavi allo stadio tranquillo e che, mal che andasse, capitava che volasse uno schiaffo tra tifosi in occasione dei derby più accesi. Mi piaceva la Jesina eccome e ricordo che mio padre, puntualmente ogni estate, si preoccupava tramite Otello Bolletta di reperirmi un abbonamento, esaudendo il mio desiderio di un posto in prima fila che già le amichevoli estive bastavano a scatenare. Parlare di Jesina per me è parlare col cuore, anche adesso che vivo con la mia famiglia nell”‘odiata ” Ancona allevando due figli dorici che a volte mi chiamano “babo”, forse perchè alla Jesina ho legato la mia passione in verità oggi un pò sopita per il calcio o forse perchè intorno al calcio ho costruito amicizie che ancora oggi restano vive e generosamente preziose.Ricordo nitidamente la trasferta di Arezzo col pulmino di Zio Sirio, con Copparò e il mitico “Giorgione” che ripeteva sempre “mumi?”, ricordo di aver preso il volo, tirato da mio zio in tribuna , al gol di Ballarini , ricordo la carovana di auto che fecero ritorno a Jesi. Arezzo prima, Cattolica poi, esodi veri e vivi nella memoria come il gol di “Gustì” al Dorico del 1984. Ricordo anche la Jesina di Venturini, quella di Juvalò e Sansolini che vinse l’Eccellenza e ricordo volti e personaggi con cui ho diviso questo lungo cammino che oggi ci guardano e tifano sereni dal cielo., Ricordo di aver anche “rischiato” da calciatore di vestire la mitica maglia della Jesina , dovendovi rinunciare per questioni anagrafiche legate alle “leve calcistiche” per poi rivvicinarmi, non da semplice tifoso, allo stadio, alla squadra e alla società. Quando il destino decise che avrei dovuto smettere di giocare a pallone, per via di un brutto infortunio al ginocchio, mi diede una chanche che io colsi al volo di cimentarmi con la penna per parlare di calcio, seguendo le orme di un altro zio, Nicola, che mi avvicinò, ai tempi della seire C di “Gegè” di Baldoni, di Piccioni , i mitici tempi di Bufone, Ballarini, Paciocco, Sandri , Rebesco e compagnia cantando, ancor di più, da giornalista, alla Jesina. Ricordo intere stagioni al seguito della squadra, girando in macchina buona parte dello Stivale, con una prevalenza di tarsferte al Sud, molte delle quali in Abruzzo o nell’ospitale Puglia in cui si mescolava il calcio alla cucina con gustosuissimi pranzi di pesce pre partita con zio, zia e le due “cugine componibili” come per scherzo le chiamavo . Al ritorno si commentava la gara e si scrivevano articoli: non c’erano pc o smart phone, non c’erano nemmeno i dimafoni figuriamoci internet , i pezzi si dettavano al telefono ad un altro collega che li scriveva, spesso a sera tarda. Ricordo aneddoti coloriti, amicizie vere nate con allenatori e giocatori, discussioni accese sotto il tendone del Bar Europa quando c’era da scvare l’acquisto giusto o da preparare un derby sentito, magari con l’odiata Ancona o con la Vigor. Erano i tempi delle radio vive, ricordo le trasmissioni della domenica sera a Primaradio o Radio Eco dirette dal mitico Sergio Roscani , le interviste a Leopoldo Latini e Natale Maiani di “Peppe” Cormio , le telefonate in diretta, la voce dei protagonisti e quella del tifo. Ma siccome i ricordi ti fanno solo pensare di essere vecchio oggi ringrazio chi ha avuto il merito di far si che il ricordo diventasse di nuovo realtà, riportando la Jesina in serie D dopo una cavalcata epica come quella della passata stagione. Rivedere, come mi è successo ieri sera vechci eroi e vecchi amici ( Ballarini e Buffone , Neno Piattella e Fabio Paoletti, Augusto Bonacci e Gianluca Fenucci) salutare in Piazza della Repubblica il ritorno del calcio di serie D a Jesi è stata un’emozione incredibile che dovevo raccontarvi. Grazie allora alla società e al presidente Polita per quello che stanno facendo e saranno in grado di fare perchè è per merito loro che la tribuna è tornata a riempirsi ed il mio cuore leoncello si è riscoperto vivo e appassionato. Non avevo la maglia rossa come Buffone ma vi assicuro che ieri, come è successo a lui, nonostante la serata caldissima, anche a me è venuta la pelle d’oca! E allora forza Jesina, sempre! (Paolo Rosati)
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Brividi e lacrime nella “Notte del Lupo” !

L'omaggio di noi giornalisti al "Lupo"! (Foto Ballarini)
Alla fine ha ceduto anche lui, senza riuscire a trattenere le lacrime dopo i ringraziamenti, fatti col cuore, agli amici di sempre che lo hanno aiutato a realizzare, negli anni, questo enorme capolavoro. Le lacrime del “Lupo” sono state l’immagine più vera di una serata da mettere nell’album dei ricordi, insieme ai brividi che oguno di noi, dall’inizio alla fine, ha sentito correre sulla propria schiena nella Notte del Lupo, dentro un Pala Triccoli, meraviglisoamente organizzato da Altero Lardinelli, condensato di emozioni autentiche e di piccole grandi storie di eroi. La forza del Lupo e della sua immensa carriera non ha parlato per una volta coi freddi dati delle statistiche che ne dipingono la grandezza con le 825 gare in serie A ma è vissuta nei gesti dei tanti compagni di una vita di sport, presenti in massa alla sua notte speciale. E’ bastata una telefonata o una mail per chiamare a raccolta gli amici del Lupo, in un tam tam che ha raccolto in un amen tantissimi illustri consensi, pescati nella realtà di Treviglio come in quella di Cantù, nei tanti aneddoti pieni di vita di una carriera onesta e lunghissima, e per finire nei dieci anni jesini in cui tantissimo ha dato ricevendo altrettanto e dai quali ripartirà per una nuova esaltante pagina di vita sportiva. Le emozioni del parquet sono proseguite alla Taverna dei Guelfi, in una sorta di terzo tempo rugbystico diviso coi compagni di sempre, a brindare con gli amici veri e a raccontare i mille episodi di una carriera che non sarebbe stata così immensa se non fosse stata divisa con l’umanità dei compagni di viaggio. Un regalo vero quello che Lupo ha fatto alla città di Jesi, chiedendo a tutti gli sportivi una mano, un gesto che andrà ad aiutare la Onlus Trame Africane e la Fondazione “Gabriele Cardinaletti”. la Notte del Lupo è sata la notte dello sport, di quello vero che non guarda al risultato ma alla condivisione delle emozioni, di quello che avvicina caratteri, e storie diverse per suonare una melodia che non ha bisgno di un direttore d’orchestra per accordare al meglio gli strumenti. Tutti protagonisti , dalla stella che corre sui parquet dell’NBA , al dirigente giacca e cravatta ancora in prima linea come trent’anni fa. L’esempio del Lupo è quello del fare sport col cuore, freddo nei momenti in cui serve esserlo, umano quando, chiusa la porta dello spogliatoio, c’è da parlare con l’anima ai compagni per spronarli. Ecco perchè le sue lacrime, celate a fatica quando il sipario stava per scendere sulla Notte del Lupo, sono il sigillo alla genuinità di un giocatore ma anche di una persona che si è meritato questo affettuoso saluto e che, magari solo oggi, nel silenzio della sua casa di San Marcello, realizzerà del tutto il piccolo grande miracolo che ha costruito con la sua brillantissima carriera. (Paolo Rosati)
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Per la sfida alla capolista la Fileni si aspetta il tifo delle grandi occasioni!
E adesso sotto con la capolista! Dopo i due capolavori targati Fileni contro Rimini e Veroli la Fileni chiede aiuto al suo pubblico per completare un tris d’autore e battere anche la lanciatissima Venezia, rilanciando le proprie quotazioni che, proprio prima del match vinto contro il quintetto di Caja, avevano forse toccato i minimi storici di stagione. Sarà un’altra sfida tutta in salita per carità, ma l’atteggiamento della squadra nelle ultime due uscite autorizza pensieri positivi consigliando a coach Mazzon, ex di turno, un supplemento di attenzione per la gara di domenica. Cosa sia successo alla Fileni per svestire i panni del brutto anatroccolo e riscoprirsi cigno non è facile da svelare, sta di fatto che la squadra si gode questa piccola metamorfosi caratteriale che coincide, guarda caso, con il ritrovato smalto di Bj Elder. Inutile negare che la stagione del moro di coach Cioppi non fosse iniziata sotto i migliori auspici, ma è altrettanto chiaro che, probabilmente, proprio dai suoi contributi difensivi sia nata la reazione di una Fileni che si è riscoperta compatta e competitiva, recuperando fisicamente qualche acciaccato e lavorando sodo, con quel pizzico dic attiveria in più, durante tutta la setitmana. Con l’infermeria che ad oggi registra una sola presenza, Tagliabue, la Fileni va incontro a testa alta alla sfida alal capolista augurandosi, come si meriterebbe, un Pala Triccoli molto più caldo e pieno di quello in cui ha giocato il suo periodo nero. Ritornare ai 3000 e passa del match contro barcellona sarebbe una vittoria importante per la piazza, giusto omaggio da aprte di una tifoseria che chiede solo di riaccendersi e che, nell’ultimos corcio dic ampionato, ha avuto più motivi epr disertare le tribune che non per appassionarsi attorno ai colori arancioblu. Per spingere i ragazzi verso il terzo miracolo serve il pubblico dei bei tempi ed un Pala Triccoli in grado di riaccendersi e svolgere quel ruolo di sesto uomo che spesso gli è stato riconosciuto , un segnale di vicinanza alla squadra che potrà gasare Magigoli e compagni più di quanto già non lo siano dopo i due successi in fila. (Paolo Rosati)
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Duecento euro al minuto: ritardare la doccia degli arbitri in legadue costa caro!
Duecento euro al minuto! E siccome di minuti ne sono passati 5, quelli necessari per reperire la chiave di un nuovo spogliatoio ove far spostare la terna di Fileni Assigeco, l’Aurora si è vista multare di ben 1000 euro non senza un pizzico di giustificato stupore. Succede in Legadue, col Giudice Sportivo che decide, in base al referto presentato dal trio Perretti, Di Giambattista e Quarta , di comminare alla Fileni una sanzione che ha quantomeno del grottesco per “mancanza di efficienza del campo di gioco (mancato funzionamento dell’impianto dell’acqua calda nello spogliatoio degli arbitri)” . Chi era al Palatriccoli domenica giura che l’unico inconveniente verificatosi è stato un malfunzionamento della centralina a cui la società ha posto subito rimedio, tramite il proprio addetto agli arbitri, facendo semplicemente spostare i tre in grigio in un altro spogliatoio per consentire loro di usufruire di una doccia calda ,senza alcun disagio se non quello di fare quattro passi in più ed attendere appena cinque minuti. E invece no, il reato di lesa maestà nei confronti degli arbitri costa alla Fileni 1.000 euro di multa, una misura risarcitoria degna del miglior albergo a cinque stelle e sicuramente poco rispettosa delle attenzioni di chi si è subito prodigato per garantire agli arbitri . La Fileni pagherà, non senza un malcelato fastidio per la sproporzione della sanzione rispetto al danno subito, sta di fatto che a perdere la faccia stavolta è un sistema già nell’occhio del ciclone da tempo per la sistematicità con cui commina, ogni domenica, multe a destra e manca, al punto da far ritenere, a chi vuol pensar male, le decisioni del Giudice Sportivo come una sorta di autofinanziamento a danno delle società multate. Solo domenica, tra le solite e ricorrenti offese agli arbitri ( una delle voci più gettonate dell’intera stagione), lanci di oggetti non contundenti ed offese a tesserati ben individuati il Giudice Sportivo ha comminato 6.000 euro di sanzioni sulla cui proporzionalità non sta a noi sindacare. L’unica cosa che balza all’occhio è che offendere un arbitro e lanciargli addosso palle di carta costa meno che rirtardarne la doccia di 5 minuti , considerazione che di per se appare sufficiente a consigliare chi governa questo sistema a rivederne le logiche in fretta e ad esigere dai direttori di gara referti che circostanzino i fatti per come accadono realmente, evitando in questo modo di indurre in errore chi poi deve comminare le sanzioni. Quello delle sanzioni del lunedì è un argomento su cui, sottovoce, società ed addetti ai lavori dibattono da un pò, ravvedendo nelle multe del Giudice Sportivo una sorta di tassa nei confronti delle società. Ognuno è libero di farsi la sua opinione , da ieri a Jesi sono in molti a pensare che questo sia un sistema da rivedere, non dimenticando che , al giorno d’oggi, “prezzare” il fastidio di attendere cinque minuti per una doccia calda da parte di tre arbitri al pari della fatica mensile di un operaio rappresenta un gesto inopportuno e di scarsa sensibilità (Paolo Rosati)
Chiuso per settimana bianca!
OGNI TANTO STACCARE LA SPINA FA BENE
CI VEDIAMO SUL BLOG IL 26 MARZO!
PAOLO
Contro Forlì una buona fetta di stagione in palio!

Marko Tusek, fosforo e muscoli per la Fileni di Cioppi (Foto Ballarini)
Ci sono momenti della stagione che hanno un valore più grande, attimi che possono deciderla in positivo, treni che passano e sui quali bisogna salire in corsa per non rimanere delusi. La setitmana apparentemente poco significativa che la Fileni ha iniziato proprio oggi è invece molto importante perchè conduce a quello che potrebbe essere un crocevia fondamentale della stagione arancioblù. E’ innanzitutto la prima settimana in cui la Fileni assapora veramente i play off, avendo messo la freccia e superato Imola , ed è quella che porterà Maggioli e i suoi compagni al secondo match interno consecutivo dopo quello con Ferrara. Arriva un Forlì che ha ripetuto l’exploit riuscito alla Fileni sette giorni prima, bravo dopo una gara tutta rincorsa a domare a domicilio Udine, e Jesi sa che batterlo sarebbe un passo avanti importante, forse anche di più di quello che cinque giorni dopo potrebbe compiere la squadra di Cioppi salendo a Faenza contro Imola nell’anticipo del venerdì. La sfida contro Imola sembrava la partita della stagione e invece, se gli dei del basket asissteranno gli arancioblu, potrebbe diventare una gara di valore ridotto, specie se la Fileni, battendo Forlì e tifando Udine che attende Imola dovesse chiudere il prossimo turno ritrovandosi a +4 sul quintetto di coach Lasi. Tutti motivi per darci dentro e non mollare la presa proprio adesso, in un momento in cui i risultati stanno dando grande fiducia ad un gruppo che aveva solo bisogno di credere un pò più in se stesso.

Cioppi suona la carica ai suoi (Foto Ballarini)
Strano lo sport, così capace di spezzarti le illusioni a suon di sconfitte ed altrettanto bravo a mostrarti il rovescio della medaglia, facendoti toccare la chanche di rimettere in gioco una stagione e poter centrare l’obiettivo minimo dichiarato ad inizio torneo. La Fileni deve correre per questo, ben sapendo che , essendole riuscito di battere tutti i quintetti che le stanno davanti, un eventuale post season le potrebbe regalare una stagione molto più entusiasmante di quanto non fosse stato lecito pensare appena due mesi fa. Aspettando il verdetto distante ormai appena cinque turni , la Fileni va incontro ad una post season che per la prima volta metterà tutto in gioco per la promozione in serie A, con lo scandalo della wild card per la penultima del piano di sopra che ha già costretto la legadue ad adeguarsi varando addirittura due tabelloni diversi play off. Scherzi di un movimento che sembra aver perso la bussola e che a suon di piccole spallate ha reso “prezzabile” quello che fino ad un anno fa veniva deciso solo ed esclusivamente dal verdetto inappellabile del campo. Come dire, si va avanti ma si torna indietro…… (Paolo Rosati)
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Forlì frena la corsa play off della Fileni!

Capitan Maggioli (Foto Ballarini)
C’è ancora da sudare! La corsa della Fileni ai play off vive infatti un brusco passaggio a vuoto, nella domenica in cui, risultati alla mano, Maggioli e compagni potevano invece staccare il pass verso un rush finale tranquillo in chiave di post season. Il +4 su Imola e Pistoia sfuma al termine di 40 minuti di una intensità elevatissima, in cui Jesi, partita benissimo, finsice per cedere ad un ritmo che non potrà sostenere fino alla sirena , pagando così dazio alla energia di un Forlì, rivoluzionato nel roster rispetto all’andata, che ha fame di salvezza e tiene alta l’asticella dell’agonismo fino all’allungo decisivo. Davanti ad una bella cornice di pubblico la Fileni cerca finchè può di mascherare l’importante assenza di Andrea Pecile, risucendo a produrre un avvio del tutto incoraggiante fatto di buona difesa e di un dominio assoluto in attacco costruito sui passaggi sotto canestro a Tusek e Maggioli. Tutto sembra filar liscio ma sarà vana gloria , perchè un accenno di zona ed il pressing che Forlì riesce a produrre, accelera nel secondo quarto un match con cui la Fileni, gradatamente ma in maniera inesorabile, perde confidenza. L’intensità in difesa e la ritrovata verve in attacco servono al quintetto di Vucinic per ritornare in partita, dentro un match che da li in poi vivrà di piccole accelerazioni jesine in un trend di assoluto equilibrio. Con Nocedal non pervenuto Jesi avrebbe bisogno di rallentare e di più rotazioni ma i minuti di parquet concessi a Tagliabue e Santiangeli non consentono grande riposo a chi sta in campo, col risultato che quando la gara si decide Jesi ha la lingua di fuori e Forlì riesce a stare più in ritmo iniziando a scavare un piccolo solco a proprio favore. Jesi mostra il cuore ed i canestri di Elder per rientrare in partita ma manca della lucidità che sarebbe necessaria a capire che una partita giocata in velocità fara solo e soltanto il gioco del nemico. E a confondere di più le carte ci si mette anche un arbitraggio incerto e non all’altezza dell’importanza della sfida. Non decisivo intendiamoci, perchè un’affermazione del genere non renderebbe merito alla prova sostanziosa delgi avversari, ma quantomeno insolito,. Vucinic si chiederà in sala stampa il perchè di appena 3 assist concessi a referto ai suoi dallo scout al termine di una prova assolutamente corale. L’interrogativo di Cioppi, scaturito sempre dallo scout, verte invece su come sia possibile che una squadra pressata per 35 minuti non si presenti in lunetta per tutto il primo tempo e ci vada appena 9 volte nella ripresa, contro le 24 totali dell’avversario. Misteri del basket dentro un match che Jesi non riesce a giocare al rallenty e Forlì fa suo grazie ad una maggiore energia, a 21 rimbalzi in più (10 offensivi) e ai canestri pesanti dei suoi lunghi, con Poletti e Campani a fare la voce grossa nell’allungo che deciderà la partita. Jesi ha due volte la palla del pareggio ma prima getta al vento la chanche con Elder che passa palla al tavolo poi e brucia la seconda quando Rossi sbaglia la rimessa servendo una “pallaccia” a Tusek. Forlì vince e se la merita, Jesi paga l’assenza di Andrea Pecile (per “Sunshine” previsto un day hospital martedì per capire il perchè di dieci giorni dif ebbre continua) e la serataccia di Nocedal, due aspetti che incidono dentro un match giocato colpevolmente a ritmi troppo alti per reggere il confronto. Inutile pensare ad un +4 che avrebbe regalato ossigeno a Cioppi ai suoi ragazzi, meglio concentrarsi sul prossimo avversario, Imola, ben sapendo che espugnare il Pala Cattani di Faenza diventa a questo punto un obbligo per la Fileni (anche alla luce del capitombolo dell’andata). Un pizzico di amaro in bocca rimane, ma val la pena toglierselo in fretta aspettando dall’infermeria notizie positive su Pecile. Fileni – Forlì ha dimostrato, sempre che ce ne fosse bisogno, che, pur con un buon Rossi, senza “Sunshine” si fa tutto maledettamente più complicato…..(Paolo Rosati)
Rush finale per la Jesina che insegue i play off!

Mister Fenucci , artefice di un altro miracolo leoncello (Foto Ballarini)
Cinque giornate separano la Jesina dal verdetto finale di questa prima stagione in serie D, dopo anni di Eccellenza. Tutti hanno coltivato un sogno, in primis la società che ha ben gestito un budget misurato e le risorse che il territorio le ha fornito, giocatori compresi, quasi tutti della zona. Poi i tifosi, che hanno contribuito con la loro presenza ad ogni trasferta a costituire quel “12° uomo” che fa decisamente la differenza. Non da ultimi i giocatori presenti e passati che hanno dato il loro contributo alla causa leoncella.
Giunti al rush finale, restano i conti da fare, classifica alla mano, ogni domenica e sperare di agguantare i playoff, coronando una bella stagione in cui la Jesina da timida matricola ha dimostrato con la sua continuità di risultati di meritare un posto nella griglia.
Dopo le due battute d’arresto consecutive a Cesenatico – in Emilia Romagna la Jesina non ha conquistato nemmeno un punto – e al Carotti contro il Venafro non le è andata certo meglio. Ora occorre non fare altri passi falsi per non perdere la posizione in classifica. La squadra, pur disputando gare dignitose e meritando anche qualcosa di più davanti alla porta, è parsa sfiancata dai tanti impegni di questo campionato interregionale. C’è poi il dubbio sul valore dalla vittoria dei playoff (nel caso di vittoria della fare regionale, si auspicherebbe la possibilità di ripescaggio, anche se ancora non è certo il meccanismo e il numero di squadre da dover eventualmente rimpiazzare nelle categorie dilettantistiche e professionistiche).. L’incertezza sulle reali capacità di un bacino ancora in piena crisi rendono ancora più difficile ipotizzare un eventuale balzo nel professionismo. Una cosa è certa: la società leoncella ha i piedi ben piantati a terra e sa fare i passi lunghi secondo le proprie gambe! Questo non comporta la perdita di ulteriori obiettivi, oltre alla salvezza ormai in tasca da qualche giornata: agguantare i playoff significherebbe dare ancor più prestigio ad una stagione con i fiocchi.Ora servirà scongiurare lo spettro dell’appagamento e alimentare quel pizzico di avarizia in più! Uno sguardo al calendario fa subito intuire come sia difficile puntare sempre al bottino pieno: la prossima trasferta contro l’Atessa Val di Sangro sarà una dura battaglia, perché la squadra abruzzese ha fame di punti salvezza per uscire dalla zona calda dei playout, poi sarà la volta del Luco Canistro che salirà al Carotti con lo stesso obiettivo; il primo maggio sarà il turno della Santegidiese che nutre invece gli stessi sogni dei leoncelli, che avranno di sicuro un buon pubblico al seguito a Val Vibrata. Nell’ultima giornata la Jesina ospiterà il Real Rimini, che ad oggi con 48 punti e solo 6 lunghezze di distacco dai leoncelli potrebbe cercare l’assalto al Carotti e guadagnarsi in extremis i playoff. Un campionato ancora tutto da seguire, fino all’ultimo respiro!! (Cristina Carnevali)
I “resti” della Fileni cedono ad Imola l’ottavo posto!

Mathias Nocedal in ripresa ma non basta (Foto Ballarini)
“La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo”. Un detto che calza a pennello e fotografa forse nel modo migliore il momento no di una Fileni, costretta alla resa nel big match per la corsa play off ben prima della palla a due alzata dal trio Ursi, Materdomini e Giovanrosa. Eh si, arrivare a giocarsi la gara che potrebbe dire molto sul destino play off senza Pecile e trovarsi il sabato mattina a dover rinunciare anche a Bj Elder è un uno due micidiale che getterebbe al tappeto chiunque, compresa una Fileni che al Pala Cattani ha cercato di mascherare le assenze ma poi, come era più che lecito attendersi, si è vista inesorabilmente costretta ad alzare bandiera bianca. Peccato, non per l’esito scontato di una sfida in cui Cioppi ha potuto contare quasi con una mano sola le rotazioni disponibili, chiedendo addirittura a Lupo Rossini di rimettersi canotta e pantaloncini per riuscire a prepararla decentemente, quanto per essere arrivati ad una gara così delicata senza due titolari. Jesi ha fatto quel che ha potuto, giocando un primo tempo accorto aggrappata a capitan Maggioli e alla capacità della squadra di stringere i denti (pur con un Migliori non al top), per poi accusare la fatica nei secondi venti minuti di parquet in cui Imola, grazie ad uno strappo iniziale ha portato la gara dalla sua parte riuscendo in scioltezza a controllarla fino alla sirena finale. Non ci voleva , anche perchè oggi la Fileni si ritrova fuori dai play off e deve guardare ai tre match che mancano come a tre spareggi da affrontare ad oggi con troppe incognite pericolose.

Straordinari in vista per coach Cioppi nel rush finale che porta ai play off (Foto Ballarini)
La contrattura di Elder andrà valutata domattina con un’ecografia, più complicata la situazione di Andrea Pecile, tornato a combattere , dopo appena un giorno di tregua che aveva illuso tutti, con una febbre che dura ormai da due settimane. Il play arancioblu è stato sottoposto ad un nuovo prelievo ematico per riprendere uno screening già approfondito svolto al regionale di Torrette la scorsa settimana. Ad oggi i medici non sono stati in grado di stilare una diagnosi precisa, l’augurio è che quanto prima si possa capire l’orgine del perdurante stato febbrile che ha colpito “Sunshine” , individuando l’infezione in atto che tiene Pec fuori dai giochi da troppo tempo. Obiettivo da centrare in fretta, innanzitutto per permettere al giocatore di rimettersi in forma e ritrovare tranquillità, in seconda battuta per permettere a Cioppi di spezzare un clima di emergenza che non è certo un fedele alleato nel rush finale cui chiedere , magari all’ultimo secondo, l’ottavo posto nella griglia play off. In attesa di confortanti novità la Fileni deve provare a rialzarsi, sperando di potersi allenare al meglio già da martedì, giorno in cui si inizierà a pensare alla trasferta di San Severo. Il quintetto dell’ex Bartocci è da stasera ufficialmente retrocesso , il che potrebbe rappresentare un vantaggio psicoogico per una Fleni ancora in gioco e con le motivazioni giuste per non abbandonare le speranze di post season. E’ chiaro che la sfida si gioca su due livelli: quello del parquet in cui Cioppi proverà a metter su una proficua settimana di allenamento con i pochi uomini a disposizione, quello dei camici bianchi sperando che dagli screening effettuati arrivino buone notizie sia per Elder, sia , soprattutto, per Andrea Pecile. (Paolo Rosati)
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Una Fileni “convalescente” si riprende a San Severo l’ottavo posto!

Capitan Maggioli Mvp a San Severo (Foto Ballarini)
Le mani, di nuovo, sull’ottavo posto! L’exploit nel finale thrilling di San Severo, unito al responso dell’anticipo di venerdì a Pistoia, rimette la Fileni in corsa play off, consentendole di mettere la freccia sul quintetto di coach Lasi e di rispondere puntualmente al successo dei ragazzi di Moretti. Non è stato facile e si sapeva che sarebbe stata dura, non tanto per un avversario già retrocesso che ha comunque onorato alla grande l’impegno, quanto per i precari equilibri arancioblu dettati da infortuni ed assenze pesanti che condizionano, da almeno due settimane, il lavoro quotidiano di coach Cioppi. Orfana di Pecile e con Nocedal e Elder convalescenti dopo qualche noia muscolare di troppo, la Fileni ha trovato un super Maggioli a guidarla al successo ed un Rossi che ha giocato su ottimi livelli, garantendo alla Fileni di restare sempre davanti nel punteggio, pur coi rischi dettati nel finale dal ritorno in partita dei pugliesi. Gli interrogativi per gli jesini nascevano essenzialmente dalle condizoni degli infortunati: Bj Elder ha risposto con una prova di sostanza, condita da 19 punti a referto, più problemi per Nocedal, incapace in1 4 minuti di parquet di scoccare almeno un tiro verso il canestro della Mazzeo. Non è stata una grande serata neanche per Migliori, Tagliabue non ha inciso, ma la Fileni ha tenuto, chiedendo un contributo importante anche a Marco Santiangeli che ha condito i 17 minuti di parquet con 7 preziosi punti a referto. Vittoria serviva e vittoria è arrivata, segnale del carattere del gruppo e un buon motivo per guardare alla sosta con l’obiettivo di recuperare gli infortunati, sperando che anche da Sunshine Pecile arrivino notizie incoraggianti sulle possibilità di un veloce rientro. Blindare i play off a questo punto potrebbe passare anche attraverso una iniezione al roster che la Fileni potrebbe piazzare scovando un play americano che possa sostituire Pecile e dare una mano ad un gruppo che non molla ma ovviamente fa fatica. Una scelta logica che però si scontra con le difficoltà di bilancio di una società che da tempo predica austerity e che non sembra poter e voler valutare un ultimo sacrificio che sarebbe utile sotto due aspetti., Il primo quello di dare sin da subito un uomo in più a coach Cioppi per trarre il meglio dalle due fatiche che restano per la post season. Il secondo che garantirebbe una alternativa in più, anche in caso di recupero di Pecile, per avere peso specifico maggiore nell’eventualità che si vada ai play off. La contabilità sembra però non permettere ulteriori sacrifici, motivo per cui la Fileni cercherà di raggiungere il suo obiettivo minimo stagionale con le forze che ha. Mancano 80 minuti al verdetto e la Fileni dovrà affrontare Scafati in casa (30 aprile alle 20,45) e Pistoia fuori, mentre Imola è invece attesa dall’impegno interno contro Casalpusterlengo per poi andare a chiudere la stagione a Casale. C’è poi Pistoia, oggi a -2, che nel prossimo turno andrà a Veroli e poi aspetterà Jesi all’ultima giornata. Il prossimo turno potrebbe tracciare verdetti definitivi. Se Jesi batte Scafati e Pistoia perde a Veroli il +4 in classifica renderebbe ininfluente l’ultima trasferta, a meno che Imola, se batterà Casalpusterlengo, non andrà a cogliere l’exploit a Veroli che la rimetterebbe in corsa all’ultimo respiro. Aspettando di giocarsi tutte le proprie chanches la Fileni si concentra innanzitutto sullla propria infermeria, ben sapendo che dallo stato di salute del gruppo dipenderanno i destini, immediati e futuri del gruppo. Sperando di recuperare in fretta Elder e Nocedal per arpionare i play off, e ritrovare Pecile per non trasformare la post season in una fugace apparizione . L’unica strada per darsi certezze maggiori sarebbe quella di affidarsi al mercato ma i bilanci societari mettono a riguardo uno stop insuperabile, costringendo la Fileni a cavarsela da sola affidandosi alle proprie capacità e, perchè no, a quel pizzico di salute in più di cui non sembra poter disporre da un pò di tempo. (Paolo Rosati)
Fileni, contro Scafati ultima chiamata play off!

BJ Elder (Foto Ballarini)
In cammino andando incontro al verdetto! La Fileni ha inaugurato ieri la settimana più importante della stagione, consapevole che dall’esito del match di sabato sera con Scafati dipenda il 90% delle proprie chanches di saltare sull’ultimo treno in corsa disponibile che porta ai play off. Piazzato il blitz a San Severo, la Fileni ha di nuovo allungato su Imola e Pistoia, riguadagnando la pole nel rush finale che vale la post season. Senza Andrea Pecile , ancora ai box e non si sa, purtroppo, per quanto, la squadra di Cioppi ha utilizzato al meglio la sosta per ricaricare le batterie e cercare di recuperare al meglio gli acciaccati, nella consapevolezza che contro il quintetto del patron Longobardi, servirà la gara perfetta per far felice un pubblico a cui la società chiede di essere il sesto uomo in campo. Calendario alla mano i tre quintetti che lottano ancora per un posto play off hanno un calendario complicato in questo penultimo turno: Jesi affronta Scafati, Imola riceve un Casalpusterlengo in piena lotta salvezza e Pistoia fa visita ad una Prima Veroli lanciata verso le prime posizioni grazie ad un ottimo finale di stagione. L’esito di questo turno sarà importante per dare e togliere valore allo scontro diretto degli ultimi quaranta minuti di stagione regolare che vedranno Pistoia e Jesi affrontarsi in una sfida all’ultimo sangue, con Imola che invece farà visita al rullo compressore Casale di coach Cioppi. Quanto basta per guardare alla sfida contro Scafati come ad un match di fondamentale importanza che la Fileni sa di doversi aggiudicare a tutti i costi, “vendicando” sportivamente la beffa del match di andata in cui gli arancioblu vennero beffati a fil di sirena dalla parabola impossibile disegnata dalla mano di Hunter che regalò i due punti al quintetto campano. Si gioca di sabato sera, un’occasione in più per chiedere al pubblico di spingere la squadra al successo e per sperare, con una settimana di ritardo, in una lietissima sorpresa pasquale che consegnerebbe alla Fileni un pass importante verso la post season. Riuscirci significherebbe aver quasi centrato l’obiettivo dichiarato ad inizio stagione, fallirlo vorrebbe dire avvicinarsi a grandi falcate verso il secondo finale di stagione anticipato, dopo quello coinciso l’anno scorso con l’indolore retrocessione tra i dilettanti. Un motivo in più per dimostrare che quella dell’anno scorso è stata solo una spiacevole parentesi nella lusinghiera storia cestistica aurorina in legadue. (Paolo Rosati)
Scafati spezza i sogni jesini di play off !

Bj Elder (Foto Ballarini)
Game over! Sarà pur vero, come sostiene Marzullo, che “i sogni aiutano a vivere meglio” ma a volte la realtà si diverte a disegnare bruschi risvegli e ti riporta per terra, spiegandoti come funzionano veramente le cose proprio come accaduto stasera al Pala Triccoli. Sognavano un altro saluto i tifosi leoncelli, costretti invece a gustarsi le magie di Scafati che con piccoli accorgimenti e troppo poca fatica, ha scavato un solco severo facendo scivolare la Fileni sul -30 finale e allontanandola, quasi irrimediabilmente, dalla corsa play off. La matematica lascerebbe aperta una fiammella sulle chanches di conquistare all’ultimo tiro i play off ma anche i numeri a volte vacillano di fronte ad un’evidenza che ci consegna una Fileni ai minimi termini che poco o nulla potrà, anche in caso di miracolo a Pistoia, in un play off che costringerebbe subito ad incrociare i guantoni (spuntati) contro la prima della classe.

Capitan Maggioli (Foto Ballarini)
Lo schiaffo preso in faccia da Scafati dimostra che questa legadue produce quintetti ad oggi largamente superiori alla Fileni e che la squadra di Cioppi, così com’è, ha ben poco da chiedere ad un torneo che si avvia a concludere con le stesse difficoltà con cui lo ha affrontato a metà cammino. Peccato ma è un verdetto che ci sta tutto e da accettare, specie dopo i problemi fisici che hanno messo ko Pecile senza che la società avesse la possibilità e la voglia di fare un altro sacrificio. E’ un fatto che senza il “Pec” la squadra abbia battuto, tra l’altro soffrendo, soltanto il già retrocesso San Severo, è un fatto che , perso il play titolare, i compagni si siano ancora una volta smarriti , pagando dazio alle altalene di chi avrebbe dovuto fare la differenza e non l’ha fatta. La gara contro Scafati ha scattato flash illuminanti da questo punto di vista, con capitan Maggioli attivo solo nella metà campo avversaria (21 punti fatti ma 0 falli commessi e 25 subiti da Baldassarre) , Elder tornato spesso ai margini del gioco arancioblu, Rossi in difficoltà al primo acceno di pressing avversario, Nocedal mai veramente incisivo e Migliori a firmare un desolante 0/4 nella sua specialità preferita. Il -30 finale è una sforbiciata alle chanches di play off arancioblu ma anche la conseguenza di difficoltà evidenti, sia per via dei problemi che condizionano il lavoro settimanale, sia per un marchio di fabbrica che racconta di una squadra priva di un leader vero, soprattutto quando le cose non vanno come dovrebbero.

Poco da fare per coach Cioppi (Foto Ballarini)
Il verdetto è scomodo ma va accettato, aggrappandosi al sottilissimo filo che tiene ancora aperto il discorso play off , pur nella consapevolezza che, anche dovesse andar bene, la Fileni non potrà certo sperare in un lungo cammino nella post season. Pensare di recuperare Pecile non vale la pena, visto che il play accusa ancora costanti stati febbrili, aspettarsi una metamorfosi della squadra non costa nulla ma non convince neanche i più inguaribili degli ottimisti. E allora non resta che attendere una settimana, sperando di ribaltare un pronostico totalmente sfavorevole per l’ultimo turno a Pistoia, fiduciosi che la squadra sappia rialzarsi e stupire tutti, se stessa per prima. Se è vero che il meglio questi ragazzi sono stati capaci di darlo quando ormai tutti avevano la pala in mano per scavargli la fossa, meritano ancora una piccola chanche con l’avvertenza che , però, non vale la pena farsi troppe illusioni,. Ricordando il “mantra” marzulliano sui sogni pur preparandosi mentalmente ad un ennesimo brusco risvelgio aspettiamo allora un’altra settimana, pronti a gioire se andrà bene e a non fare drammi se invece le cose andranno come è probabilissimo e forse giusto, sportivamente, che vadano. Per i verdetti, come per i processi, c’è ancora da aspettare un pò! (Paolo Rosati)
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Chiuso per ferie: niente play off per la Fileni!
Chiuso per ferie ! Seconda stagione di vacanze lunghe per una Fileni che non riesce a trasformare la sua stagione in una favola e soprattutto a condirla di quel lieto fine che invece si gode Pistoia, terzo sfidante a godere tra i due litiganti ufficiali (Jesi ed Imola). Finisce come era lecito attendersi da una Fileni arrivata ai titoli di coda senza quegli ingredienti che le sarebbero stati indispensabili sia per guadagnare l’obiettivo minimo dichiarato ad inizio stagione, sia per chiedere eventualmente ai play off un cammino che non si esaurisse alla prima fermata. Si chiude così, con la sconfitta forse più annunciata della storia del basket, una stagione che non è giusto giudicare per come è finita ma che andrebbe, al contrario, vivisezionata per capire il perchè di un happy end che non c’è stato. Farlo significa ripartire dagli entusiasmi estivi , frutto di una sana e motivata voglia di rivincita dopo la retrocessione e di un organico che se sul parquet ha in definitiva funzionato il giusto, sulla carta sembrava poter promettere scintille emotive di grande intensità, lunghe esattamente quanto una stagione. Il campo, generoso nei primi turni, ha via via disegnato traiettorie sgradite , risucchiando una Fileni che sembrava davvero capace di vincere ed entusiasmare (pensiamo solo al clima e all’epilogo del match interno con Barcellona), nelle secche di una involuzione che ha toccato il suo apice con la sconfitta interna contro San Severo, paradossalmente risolta dall’infortunio di Mobley, sostituito dalla società con Marko Tusek, giocatore di caratteristiche del tutto opposte a quelle del tre messo ai box dal crack al tendine d’Achille. Con Tusek in quintetto Elder ha saputo sfruttare meglio gli spazi sul perimetro e la Fileni, aggrappata al talento di Bj , e alla sostanza dell’asse play pivot Pecile Maggioli ha saputo ritrovare la sua forza, inanellando un cammino positivo valso nell’ambiente l’etichetta di squadra da evitare nei play off. Tutto sembrava filare liscio , la Fileni mieteva vittime illustri e poi ecco la beffa per coach Cioppi ed i suoi, mascherata dal citomegalovirus che ha costretto Pecile ai box. Un colpo secco alle velleità arancioblu ed una vera e propria sentenza per una squadra tornata clamorosamente a soffrire e capace, di li in poi, di conquistare (a fatica) appena due punti contro la già retrocessa San Severo. Ecco dunque che la storia di una stagione come quella ormai passata agli archivi è il racconto di tanti piccoli grandi dettagli in grado di influire. Un mix di valutazioni sbagliate ma anche di infortuni subiti in nome di una austerity che a differenza di altre occasioni non ha consentito correttivi , come successo con lo stop di Pecile. Con un ultimo sforzo probabilmente la Fiileni penserebbe oggi ai play off, ma la vita, anche quella sportiva, è fatta di priorità e quella del bilancio ha avuto, giustamente, la precedenza su tutte le altre. Ecco allora che certe sconfitte sono diventate inevitabili, compresa quella di stasera contro Pistoia, dentro una gara tenuta in bilico solo con un 8/12 al tiro pesante valso l’illusorio 53 -53 del terzo quarto e tanta zona, prima di subire la maggior grinta avversaria e rirovarsi in un amen sotto di dieci. Finisce così, ancora con troppo anticipo, un’altra annata che non può certo passare agli archivi tra le più positive, consegnandoci il ricordo di una squadra che andrà ancora una volta cambiata, nata e cresciuta sui picchi, positivi e negativi, che ne hanno condizionato il cammino. Una squadra tecnica ma imprevedibile, solida ma allo stesso tempo fragile perchè priva di un leader vero in grado di dare la scossa nelle difficoltà, forte con le grandi e debole con le piccole, se è vero che dei 28 punti con cui la Fileni ha chiuso la stagione 16 li ha conquistati con le otto squadre che si giocheranno i play off, lasciandone per strada altrettanti contro le squadre che la seguono nella beffarda classifica finale. Con i play off svaniti per appena due punti verrebbe da mordersi i gomiti al solo pensiero di averne ceduti ben dodici nelle sfide con Imola, Reggio Emilia e Forlì, e quattro a San Severo e Ferrara. E a poco vale la consolazione di aver battuto almeno una volta (Scafati esclusa) tutte le squadre per cui la parola ferie non esiste ancora. Dare un senso a questi play off mancati e ad una stagione che registra un fallimento dell’obiettivo tecnico passa obbligatoriamente attraverso una lettura attenta delle sfortune ma anche delle responsabilità, per capire bene da dove ripartire, con chi farlo e con quali risorse. Il grido di allarme economico lanciato dalla società, a mio avviso poco opportuno nei modi e nei tempi, consegna alla Aurora basket la necessità di una riflessione condivisa e di una obbligata pianificazione della prossima stagione. Partire sarà comunque possibile, capire con quali obiettivi e con quanto entusiasmo starà alla lunga estate che attende la società stabilirlo. Ai tifosi rimane il secondo pugno nello stomaco in due anni ma l’amore si sa, fa perdonare tutto, quanto basta per sapere che lo zoccolo duro ci sarà, sempre e comunque. Nonostante un altro digiuno pre estivo di basket di cui tutti, dai tifosi dell’Avanguardia a quelli della tribuna gold avrebbero fatto a meno. Anche e soprattutto per loro bisognerà trovare il modo di farsi perdonare….. ma è ancora troppo presto, Per ora, purtroppo, buone ferie di basket a tutti! (Paolo Rosati)
Fileni, parola d’ordine futuro !
Parola d’ordine futuro! Non che quello del basket jesino sia a rischio intendiamoci ma proprio su questa parola si concentrano gli sforzi di una Aurora basket che, almeno sulla carta, sembra aver assorbito senza troppi traumi il mancato raggiungimento dell’obiettivo tecnico dichiarato ad inizio stagione. Se serva a farlo dimenticare in fretta anche ai tifosi o se davvero c’è un problema futuro all’interno dell’Aurora basket lo scopriremo presto, già dalla conferenza stampa che la società ha annunciato di voler convocare per la prossima settimana, primo appuntamento di un lunga scaletta di comunicazione su cui l’Aurora vorrebbe inpostare i prossimi trenta giorni. La crisi morde e questa non è una novità, anche in casa Aurora le difficoltà economiche dei partner iniziano a farsi sentire ed allora c’è da varare un programma di azione , con l’unico obiettivo di allargare il già nutrito gruppo di sponsor e garantire programmi che consentano un minimo di competitività. Come? Nella stanza dei bottoni le strategie sarebbero due. Sul primo fronte ci si sta già muovendo per allargare il numero degli aderenti al Club “6 con noi” , aperto a tutti i liberi professionisti ed imprenditori della città che prevede un contributo di 1.000 euro in cambio di abbonamento ed agevolazioni varie. Sul secondo fronte il bersaglio grosso sarebbe quello di entrare in maniera diretta nella gestione del Pala Triccoli , da un lato per econnomizzare i costi di affitto dell’impianto, dall’altro per sfruttarne le potenzialità in collaborazione con la Uisp che attualmente ha un mandato di gestione dell’impianto valido fino al 2013. La società avrebbe già espresso questa sua volontà in un incontro con i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e della Uisp dal quale però non sono ancora emersi orientamenti e punti di vista ufficiali. Ed è proprio per questo che la società vorrebbe insistere sull’argomento , cercando di “strappare” alla Uisp una disponbilità di massima alla co gestione per poter dare il via ad alcune idee imprenditoriali già frutto di ampie riflessioni in seno al club di Via San Fancesco. Un accordo in questo senso , senza pesare sulle casse di nessuno, per l’Aurora avrebbe il valore di un nuovo sponsor, fatti due rapidi conti sui risparmi in termini di canoni di affitto sia degli impianti sia dei locali che attualmente ospitano la sede della società. Si parlerà di questo, con tutta probabilità, nei prossimi incontri che la società organizzerà sia con gli addetti ai lavori sia con la stampa, con l’auspicio di trovare una sintesi ed un punto di incontro che soddisfi i reciproci interessi, convincendo chi ha pieno titolo a continuare da solo nella gestione del Pala Triccoli (Uisp) ad un segno di disponbilità verso la società che più utilizza l’impianto e che potrebbe mettere sul piatto la propria capacità di creare eventi collaterali e supplementari al semplice programma di allenamenti settimanali. Non resta che attendere, partendo dalla rasiscurante considerazione che ad oggi la societàè ha già la forza economica per iscriversi al prossimo torneo di legadue inseguendo un obiettivo minimo chiamato salvezza. Se poi arriveranno forze nuove, si troverà un accordo con la Uisp e si potrà ripartire con maggiori ambizioni lo vedremo e a quel punto, in caso di evoluzioni positive, si potrà guardare al prossimo torneo con l’ambizione di inseguire traguardi più importanti e di maggior stimolo rispetto a quelli che, nelle ultime due stagioni , la società si è data senza riuscire purtroppo a traguardarli. Quanto basta per “congelare” per un pò gli argomenti di carattere squisitamente tecnico e per rinviare a data da destinarsi conferme, bocciauture e nuove operazioni di mercato. (Paolo Rosati)
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Aurora basket: quattro punti interrogativi prima di guardare al futuro!

Grilli, Barchiesi e Lardinelli alla conferenza stampa (fonte www.aurorabasket.it)
Il futuro in quattro mosse, tanti quanti i presupposti dai quali l’Aurora non sembra volere e potere prescindere per garantirsi un’altra stagione nel basket di Legadue. Il succo della conferenza stampa, svoltasi stasera al Pala Triccoli sta tutta qui, nei quattro punti fermi da cui la società jesina vuol ripartire, chiedendo aiuto e collaborazione a tutte le componenti che non possono dire di no per vedere il progetto realizzarsi. Programmare la prossima stagione significa, ad avviso della società, ricevere la conferma degli sponsor di maglia, ottenere una risposta concreta dal Club “6 con noi”, accogliere nel pool di sponsor forze nuove e, snodo cruciale questo, ottenere la collaborazione della Uisp, magari con l’intervento dell’Amministrazione Comunale, per la co gestione del Pala Triccoli . Dopo l’accenno ai primi tre punti, su cui la società tramite colooqui informali e la frenetica attività di marketing del suo responsabile Altero Lardinelli lavora da un pò, la società di Via San Francesco è scesa nei dettagli della proposta per partecipare alla gestione del Pala Triccoli, argomento cruciale, anche per impatto economico, dell’intero incontro stampa di stasera . Come e in che tempi riuscire a trovare un accordo? La società ha fretta di sapere, o quantomeno di stringere i tempi dopo l’incontro dell’aprile scorso e chiede una risposta in dieci giorni ma la questione, almeno questa è l’impresione dall’esterno, difficlmente potrà trovare soluzioni in un lasso di tempo così esiguo. Due i soggetti in ballo per fotografare bene la questione. Da un lato c’è la Uisp che, in forza di un bando di assegnazione risalente al 2005 e rinnovato fino al 2013, ha titolo e mandato per gestire in autonomia il Pala Triccoli per altre due stagioni. Dall’altro la posizione dell’Aurora basket che figura come “cliente” della Uisp a cui paga annualmente,per canoni di affitto, circa 30.000 euro tra prima squadra e settore giovanile. Le due posizioni, in apparenza distanti tra loro, potrebbero, in virtù della proposta dell’Aurora, trovarsi a convergere. Come? La società jesina mette sul piatto diverse idee per convincere la Uisp ad una co gestione. In primis uno sponsor pronto a caricarsi gli oneri della copertura con pannelli fotovoltaici del Pala Triccoli (in cambio dei kilowatt eccedenti prodotti), azzerando i costi di bollette attualmente in carico alla Uisp (argomento che richiederà approfondimenti sulla necessità o meno di un apposito bando di assegnazione dei lavori vista la proprietà dell’impianto in capo all’Amministrazione Comunale) . Oltre a questa iniziativa c’è l’impegno ad ottimizzare la pubblicità all’interno del Pala Triccoli a partire dai tabelloni di gioco (prevedendo incrementi di raccolta pubblicitaria con storno di una parte degli introiti alla Uisp) e l’idea di creare spazi per attività commerciali da dare in affitto agli interessati (allo studio un bar aperto tutti i giorni, un negozio di abbigliamento, un corner per raccolta di scommesse sportive e un centro fisioterapico di primo livello). Il tutto senza escludere la possibilità di chiudere un accordo con uno sponsor primario che leghi il proprio marchio ed il proprio nome all’impianto. Iniziative importanti che bilancerebbero i mancati introiti derivanti dai canoni di affitto dell’Aurora e che, potenzialmente, fornirebbero fonti di reddito alternative ed iniziative volte al risparmio energetico tramite un attività che, finora, la Uisp non ha preso in considerazione per realizzare l’utile di gestione del Pala Triccoli . Sulla carta non ci sarebbe alcun motivo per non vedere di buon occhio l’idea, tra l’altro appoggiata idealmente dall’Amministrazione Comunale e finora non osteggiata dalla Uisp che però, ad oggi, non si è ancora espressa, complice anche il cambio in corsa alla sua presidenza, passata dalle mani dell’ormai ex numero uno Coppari a quelle femminili della neo presidentessa Ilaria Burattini. La società aurorina, dopo il grido d’allarme del marzo scorso e un successivo incontro svoltosi in aprile, in assenza di una risposta in merito chiede garanzie e certezze, dando una sorta di ultimatum di dieci giorni per conoscere il punto di vista dell’Amministrazione Comunale e della Uisp ed avere un ok di massima all’accordo. In caso positivo la società potrebbe continuare come le sta riuscendo a fronteggiare con rigore economico il morso di una crisi che ormai è da tempo arrivata anche a Jesi ed in Vallesina con tutte le ripercussioni negative del caso. In assenza di risposte o, peggio ancora di fronte ad un no, l’Aurora basket non eslcude alcuna soluzione, compresa quella estrema di fronte ad un budget eventualmente risicatissimo, di prendere seriamente in considerazione la vendita del titolo sportivo, come affermato, seppur come punto di vista personale, dal consigliere di amministrazione Livio Grilli.L’impressione è che una soluzione si troverà, che l’Aurora potrà guardare ai suoi progetti tecnici anche per la prossima stagione , pur nella consapevolezza che, per ragioni di pari competitività con altre realtà sportive locali e non, la società voglia incassare un gesto tangibile anche dall’Amministrazione Comunale. Il Sindaco Belcecchi, nella conferenza stampa di marzo in Comune ha più volte lodato l’operato dell’Aurora basket promettendo di non farsi da parte, pur precisando come non rientri nei compiti istituzionali di un’Amministrazione Comunale finanziare direttamente una società sportiva. Il club aurorino, trovato Il modo per chiedere una mano senza pesare sulle casse comunali lo ha trovato ed adesso aspetta un segnale di “moral suasion” dal primo cittadino per far si che gli interessi del basket in città possano coniugarsi al meglio con i “conti” che la Uisp deve far quadrare nella gestione del Pala Triccoli. Riusciranno i nostri eroi? La società jesina si è data 10 giorni di tempo accedendo un cerino che passa nelle mani dell’Amministrazione Comunale. Il Sindaco Belcecchi dovrà adesso decidere se spegnerlo, cederlo alla Uisp o, ipotesi auspicata dall’Aurora basket, condividerlo con tutte le componenti per far si che il basket jesino possa continuare a girare l’Italia col nome di Jesi e che il Pala Triccoli possa essere gestito in tandem tra la Uisp che finora ha fatto egregiamente il suo dovere e l’Aurora basket che ha idee ed uomini per trasformarlo in una fonte di reddito. (Paolo Rosati)
Una serata di basket per ricordare Alessio Baldinelli
Per non dimenticare! Anche quest’anno , per il terzo anno consecutivo e a sei dalla prematura scomparsa, Francesco Villani, Andrea Gnecchi, Edoardo Peretti, il Professor Paolo Bianconi ed Emilio Mancini in collaborazione con il gruppo dei Tifosi della Robur Basket (nelle persone di Luca Cantarini e Paolo Jimmy Pettinari) stanno organizzando una partita di Beneficenza in Memoria di Alessio Baldinelli a 6 anni dalla sua scomparsa che si svolgerà venerdì 27 maggio 2011 alle ore 19.30 presso il PalaBellini ad Osimo, storico parquet dove si sono svolte le più significative vittorie di Alessio ad Osimo.Fra i giocatori presenti, oltre ai già citati Villani, Peretti, Gnecchi e Mancini, ci saranno Chiaramello, Usberti, Setti, Scabini, i fratelloni (per il peso) Domesi, Ferrini, Gambacorta, Amoroso, Monticelli, i suoi pupilli di Jesi Conti e Maggioni e molti molti altri.Ricordare la figura di Alessio significa ripercorrere anni di storia e di successi sportivi sull’asse Jesi – Osimo, due città che ad Alessio devono davvero tantissimo della loro fortuna sportiva e che, grazie ad Alessio hanno assaporato il gusto delle vittorie che contano . Un’occasione ghiotta dunque quella di venerdì della prossima settimana, per trascorrere una serata tra vecchi amici in allegria, come ad Alessio piaceva, superando le ormai sopite rivalità sportive tra le due piazze e unendosi in un abbraccio ideale ad un tecnico che ha dato molto al basket marchigiano prima che una terribile malattia lo strappasse all’affetto dei suoi cari e al movimento cestistico nazionale. Dopo la partita ci si ritroverà , come da tradizione dell’era Baldinelli, al Ristorante Pizzeria Giardino ad Osimo (gradita prenotazione al 071/7819029, al 348/7936295, via mail al francesco230169@virgilio.it oppure iscrivendosi al gruppo “Amici di Alessio Baldinelli” su Facebook lasciando un post in bacheca. (Paolo Rosati)
L’Amministrazione Comunale respinge al mittente l’ultimatum dall’Aurora
Cartellino giallo dall’Amministrazione Comunale! Il primo risultato raggiunto dalla conferenza stampa convocata ieri l’altro dall’Aurora basket è la risposta decisa ed in parte stizzita dell’Amministrazione Comunale che, attraverso un comunicato diramato ieri, respinge a priori dictat ed ultimatum pur confermando come sia intenzione dell’amministrazione cittadina la salvaguardia della pallacanestro jesina. Un risultato scarsino rispetto a quelli che erano gli auspici dell’Aurora basket che definisce, tra l’altro, un altro aspetto fondamentale, con l’Amministrazione Comunale che ufficializza come interlocutore dell’Aurora basket la Uisp e non il governo cittadino. “Il programma che l’Amministrazione comunale si è dato con l’istituzione della Fondazione dello Sport – inizia così il comunicato a firma del Sindaco Belcecchi e dell’Assessore allo Sport Bruna Aguzzi – , ha tra gli obiettivi qualificanti anche quello di arricchire gli impianti con ulteriori attività che possano consentire alle società di aumentare le capacità finanziarie, stimolando tra le stesse sinergie ed ottimizzazione”. dalle premesse ai puntini sulle “i” il passo è comunque molto breve :”All’Aurora Basket rispondiamo con i dati e con i fatti, che dimostrano come siano sbagliati ed ingenerosi inviti perentori. Negli ultimi anni il Comune ha speso oltre 1,5 milioni di euro per opere di manutenzione straordinaria al palasport finalizzate quasi esclusivamente alle esigenze dell’Aurora Basket, risorse non preventivate e che si sono andate ad aggiungere alle spese di gestione e di manutenzione ordinaria di pari importo. Nel momento in cui l’Aurora Basket ha presentato in Comune il nuovo progetto che prevede la richiesta di realizzazione di una serie di interventi al palasport – vale a dire appena una settimana fa – immediatamente sono stati attivati servizi ed uffici preposti (sport, urbanistica, commercio, lavori pubblici) essendo una pratica articolata e complessa, che richiede integrazione tra diverse competenze, con l’impegno a verificare le condizioni tecnico-amministrative di fattibilità, preliminari alla ripresa del confronto con il soggetto gestore che è la Uisp”. Alle esigenze di velocità nella risposta palesata dal club aurorino l’Amministrazione risponde che “I nostri tempi sono quelli di una pubblica amministrazione che procede garantendo il rispetto delle procedure, dei passaggi e degli atti, con legalità e trasparenza, ben sapendo, come è noto ai dirigenti dell’Aurora Basket, informati di questo fin dal primo incontro, che qualsiasi modifica alla convenzione in essere deve essere accolta dalla Uisp che ha regolarmente vinto il bando per la gestione del palasport e che fino al 2013 ha tutti i titoli per continuare a farlo in maniera esclusiva”. “L’Aurora Basket – conclude la nota – sa bene, tra l’altro, che dopo la conferenza stampa di marzo il Comune si è subito incontrato con la Uisp per un confronto che potesse portare ad una sinergia in grado di salvaguardare sia l’eccellenza rappresentata dalla pallacanestro, sia lo sport di base e promuovere quei processi aggregativi obiettivo della Fondazione dello Sport. Su questa strada l’Amministrazione comunale continuerà a muoversi, con impegno, celerità e determinazione, ben consapevole di quello che rappresenta l’Aurora Basket per la città e fiduciosi che da parte di tutti vi sia un medesimo e costruttivo atteggiamento”. (Paolo Rosati)
“No grazie” anche dalla Uisp: la co gestione del Pala Triccoli sempre più lontana!
Tutto fuorchè un successo! Perde vigore , come forse era anche normale attendersi, l’accelerazione mediatica che l’Aurora ha voluto dare nei giorni scorsi al proprio futuro, incentrando il discorso prevalentemente sul progetto di co gestione con la Uisp del Pala Triccoli. Se l’Amministrazione Comunale ha respinto con fermezza al mittente gli inviti perentori dell’Aurora basket ad una risposta affermativa o negativa, precisando tra l’altro di non essere l’interlocutore diretto per risolvere la questione, non più morbida è stata la posizione della Uisp che ieri (con un comunicato stampa che non abbiamo potuto pubblicare per il semplice fatto che nessuno ce l’ha spedito costringendoci a riprendelro oggi dai giornali) ha praticamente chiuso ogni discorso sulla possibilità di una co gestione dell’impianto. “I Dirigenti del Comitato UISP JESI – recita la nota – hanno incontrato l’Amministrazione Comunale e l’Aurora Basket alcuni mesi fa. In quell’unica occasione di incontro è stato detto che la UISP ha vinto un bando pubblico per la gestione del Palasport ed abbiamo di conseguenza un contratto fino al 31 dicembre 2013 che onoreremo. Il Palasport è un impianto sportivo, tale deve rimanere e non va trasformato in un centro commerciale per esigenze di bilancio di società sportive professionistiche. Siamo assolutamente contrari a pub, sala scommesse e altre cose del genere in un impianto sportivo pubblico. Noi siamo per lo sport di base, per lo sport della prevenzione degli anziani, per lo sport educativo per i giovani, per lo sport di cittadinanza. Tutto ciò non può essere condizionato per un campionato professionistico e la società Aurora Basket dovrebbe trovare in proprio le risorse economiche per i suoi scopi, senza gravare e condizionare le scelte dell’ Amministrazione Comunale” . Parole chiare che non sembrano lasciar spazio ad alcuna trattativa, al punto da dare poco valore all’incontro che, ufficiosamente, sarebbe stato convocato dal Sindaco Fabiano Belcecchi per lunedì , con l’intento di mettere seduti allo stesso tavolo l’Aurora basket e la Uisp e capire quali margini, sempre che ci siano, esistano per un accordo tra le parti. Il progetto Aurora è sicuramente stimolante ma è condizionato da tempi di realizzazione necessariamente articolati e da condividere con un ente gestore, la Uisp, che ha idee sociali di ben altro tenore. Le reciproche posizioni tra il club del presidente Carlo Barchiesi e la Uisp raccontano due modi diversi e troppo distanti di concepire lo sport che difficilmente potranno conciliarsi tra loro, vedute differenti destinate probabilmente a rimanere tali e a non incontrarsi, specie alla luce di una strategia iniziale, studiata dall’Aurora baket, che i fatti stanno dimostrando non fosse quella giusta per arrivare ad un risultato. Non sarebbe stato forse più opportuno chiamare la Uisp e sottoporle il progetto anzichè convocare una conferenza stampa per un aut aut che nè l’Amministrazione Comunale nè la Uisp sembrano aver gradito? Chiederselo oggi non ha troppo significato, provare a riparare, sempre che esistano margini di trattativa , diventa questo punto obbligatorio. “Parlare a nuora perchè suocera intenda” non ha prodotto alcun effetto, quanto basta per capire che serve un cambio repentino di strategia, condito magari da un piccolo mea culpa, a meno che la società di Via San Francesco non decida di essere conseguente rispetto a quanto dichiarato martedì scorso (”o la gestione o non si va avanti”) , abbandonando le trattative con Comune e Uisp per iniziare a parlare con quelle società eventualmente interessate a rilevare il titolo sportivo dell’Aurora basket. Facile pensare ad un week end di riflessione , rinviando a luned’ qualsiasi ulteriore mossa, nella consapevolezza comunque che la frittata sembra essere stata fatta e che non esistano troppi margini di ripensamento. (Paolo Rosati)
Aurora Basket e Uisp tornano a dialogare sul Pala Triccoli
Dove porterà è ancora tutto da verificare ma un primo risultato è stato ieri raggiunto. Uisp ed Aurora basket, grazie alla mediazione dell’Amministrazione Comunale, si sono sedute allo stesso tavolo. Niente prese di posizione a distanza, niente comunicati stampa più o meno bellicosi, niente diktat od ultimatum. Fuori da occhi ed orecchie indiscreti Uisp ed Aurora basket si sono guardate negli occhi, magari inizialmente anche un pò in cagnesco, ciascuno a suo modo convinto di avere le ragioni per farlo. Cosa si siano detti non è dato a sapersi ed il comunicato stampa diramato dall’Amministrazione Comunale nel pomeriggio non aiuta certo a capirlo ma non è questo il nocciolo della questione. Ciò che conta è che un dialogo, diretto e senza mediazioni, sia iniziato e che da qui si possa partire per trovare un punto di incontro tra chi ha in mano un documento che lo legittima a gestire in proprio il Pala Triccoli fino al 2013 e chi invece rivendicherebbe un diritto ed una aspirazione a condividerne la gestione, guardando all’impianto di Via Tabano non come strumento per promuovere semplicemente sport ma come un contenitore da ravvivare e da utilizzare come veicolo pubblicitario sfruttandone le potenzialità di tipo economico. La sensazione è che non ci saranno vincitori e vinti ma che il percorso iniziato ieri possa portare ad un punto di incontro intermedio, sancendo quel livello di soddisfazione reciproca che non pregiudichi i diritti dell’uno e dell’altro interlocutore e che , soprattutto, si svolga dentro un perimetro di regole chiare. Alle due parti in causa il compito di trovare una sintesi, all’Amministrazione Comunale quel ruolo naturale di “mediazione” che spetta solitamente alle parti “terze” . Non è chiaro in che tempi e secondo quali modalità si snodi il percorso che porterà, c’è da auspicarlo, ad un accordo, ma il fatto di aver deposto le armi e di aver accettato di sedere allo stesso tavolo è un punto di partenza molto più importante di quanto non sia lecito sperare. L’incontro di ieri, come precisato dalla nota diramata dal Comune di Jesi “ha permesso di confrontarsi in maniera aperta sulle proposte presentate dalla società di pallacanestro che sono state così illustrate dettagliatamente anche al soggetto che ha in gestione l’impianto. Nel corso del confronto sono state individuate alcune priorità, condivise dalle parti, sulle quali l’Amministrazione Comunale si è impegnata ad attivare gli uffici al fine di tornare ad un nuovo tavolo di confronto in tempi brevi e con precise ipotesi di fattibilità”. Mentre Aurora basket e Uisp continueranno a dalogare tra loro l’Amministrazione Comunale si impegna , come precisa la nota, a ” far coincidere, all’interno di regole chiare, la valorizzazione degli impianti della città con il miglior utilizzo da parte di tutte le società sportive, siano esse attive nella promozione dello sport di base, nell’attività dilettantistica o prefessionistica, garantendo un trattamento di equità e massima trasparenza, nella piena consapevolezza che tutte, nel loro insieme, rappresentano un patrimonio importante per la nostra comunità”. Una notizia che apre spiragli incoraggianti dopo le “rasoiate” a suon di comunicati stampa e dimostra come buon senso e pacatezza possano produrre risultati largamente migliori rispetto alle azioni di forza . Alcune idee dell’Aurora basket sono valide e degne di una attenta riflessione condivisa, le istanze della Uisp hanno pari dignità e meritano lo stesso rispetto. Dentro questo perimetro si dovrà lavorare già da oggi, per trovare un risultato apprezzabile ed una soluzione che da un lato non stravolga troppo la filosofia della Uisp e dall’altro consenta all’Aurora basket di tradurre in risparmio economico parte dei propri sforzi per mantenere ad alti livelli il basket cittadino e garantirgli un futuro . (Paolo Rosati)
Torna a vivere dall’8 giugno il mitico “Carducci”
Dalla Libertas Jesi riceviamo e pubblichiamo volentieri……
“Tornano a rivivere le serate di sport all’aperto del “mitico” Carducci. Lo spazio adiacente l’omonima palestra intitolata a Giosuè Carducci, di fianco al plesso scolastico che ospita la sezione “Geometri” dell’Itc “Cuppari”, dopo anni di semi abbandono lontani dagli “splendori” degli anni ’60-’70, quando al Carducci erano tantissimi gli jesini a godersi nelle serate della bella stagione pallavolo e pallacanestro giocate all’aperto, è pronto a tornare a nuova vita grazie al lavoro ed all’impegno della Polisportiva Libertas Jesi del presidente Italo Giuliani. Fervono i preparativi per sistemare e mettere a punto gli ultimi dettagli infatti, poi da mercoledì prossimo 8 giugno al Carducci si tornerà a saltare, schiacciare, murare sotto rete per il momento all’insegna del volley. E più avanti, chissà che altro. “Ci siamo presi l’impegno e l’onere di risistemare il fondo del campo da gioco all’aperto- dice Italo Giuliani, presidente della Libertas Jesi che ha in gestione la palestra al coperto intitolata a Giosuè Carducci- di ripulire e ritinteggiare le pareti circostanti, anche quella dell’istituto scolastico che dà sul passaggio che porta al campo, per ridare un volto accogliente e vivibile ad uno spazio e ad una struttura che non solo per la memoria della vita sociale e sportiva di Jesi e di moltissimi jesini vogliono significare tanto. Lo spazio all’aperto del Carducci infatti può dare l’opportunità di rispolverare e dare un futuro alle sensazioni di un tempo, recuperando un contenitore importante per l’offerta sportiva della città, almeno nella bella stagione. Ci siamo impegnati come Libertas Jesi con una spesa intorno ai 10.000 euro per sistemare tutto, adesso stiamo ultimando coi ritocchi finali per cominciare a tornare in campo dall’8 giugno con la pallavolo femminile Under 16”. Al Carducci da mercoledì 8 giugno, la Polisportiva Libertas Jesi organizzerà, a mo’ d’inaugurazione d’una struttura strappata all’abbandono, l’11° Memorial Fausto Gastreghini, intitolato all’imprenditore storico sostenitore della società jesina. In campo mercoledì e giovedì nelle gare dei gironi eliminatori, con partite alle 19,30, alle 21 ed alle 22,15 al meglio dei tre set, ci saranno le giovani di Adriatica Bitumi Comunanza, Corplast Corridonia, Lucrezia Pesaro, Sara Assicurazioni Loreto, Pallavolo Fabriano e, ovviamente, Arredofest Libertas Jesi. Venerdì 10, alle 20 la finale per il terzo posto ed alle 21,30 la finalissima al meglio dei cinque set fra le due prime classificate nei gironi. Sarà il prologo per la Polisportiva Libertas Jesi ad un fine settimana importante, che poi proseguirà sabato 11 alle 21 al PalaTriccoli con il 31° saggio dei settori Ginnastica Artistica e Taekwondo. L’invito a tutti gli jesini e non solo è a non mancare, specie per dare una sbirciata al “nuovo” Carducci, versione 2011.
Niente nuove dal Cda: quale futuro per l’Aurora Basket?

Grilli, Barchiesi e Lardinelli in una conferenza stampa al Pala Triccoli
Chissà, magari arriverà anche il momento di consocere nei dettagli progetti e futuri assetti dell’Aurora basket. per ora bisogna accontentarsi delle “briciole” e di un comunicato stampa, diramato ieri dalla società di Via San Francesco, talmente “generalistico” e “politico”da non dire praticamente nulla sull’esito dell’incontro svoltosi venerdì sera nello Studio del Notaio Marcello Pane di Jesi. Chi voleva conoscere i dettagli dei “rimescolamenti” all’interno del gruppo societario è rimasto deluso, al pari di chi, volendo andare più a fondo, avrebbe preferito sapere se gli “avvicendamenti” annunciati all’interno del Consiglio di Amministrazione fossero frutto di semplici passi indietro di alcuni soci o, al contrario , conseguenza di punti di vista diversi tra chi gestisce la società e chi invece la finanzia. Arriverà anche il tempo di togliersi questi dubbi per ora c’è da provare ad interpretare la nota stanpa diramata ieri in cui si precisa che ” Aurora Basket comunica che in data 10 giugno 2011 si è tenuta, presso lo studio del Notaio Dott. Marcello Pane di Jesi, l’assemblea dei soci che ha deliberato anche interventi sul capitale sociale della Società. Tali operazioni favoriranno l’ingresso di nuovi soci, con conseguente rafforzamento della compagine sociale, uno degli obiettivi che Aurora Basket si era prefissata”. L’unico dato certo è che il Consiglio di Amministrazione dovrebbe accogliere nuovi soci (in aggiunta ai già presenti o in sostituzione di qualcuno?) , ignote invece le dimensioni e le modalità dell’interento sul capitale (azzeramento e nuova sottoscrizione o aumento di capitale). Radio serva, l’uncia fonte da cui si è costretti ad “abbeverarsi” sussurra di almeno un paio di soci in disaccordo con le politiche della società e vicinissimi all’addio, prefigurando uno scenario futuro in cui nuove leve sarebbero pronte a rilevarne le quote, ipotesi avvalorata dalla due righe (simili a quelle con cui si saluta un coach esonerato) con cui si chiude il laconico comunicato societario in cui si dice che “Aurora Basket intende ringraziare tutti i propri soci per la sensibilità dimostrata e l’impegno profuso nell’attuale situazione economica”. Ciò che il pubblico ed i tifosi jesini vorrebbero sentirsi dire è che il basket andrà avanti con progetti sportivi avvincenti e stimolanti. Trascorso ormai un discreto lasso di tempo dalla fine del basket giocato, dopo la “sparata mediatica” senza grandi risultati per la gestione del Pala Triccoli, la società sceglie invece la via della comunicazione “criptica” , lasciando in sospeso ogni questione tecnica per la quale sembrano a questo punto prematuri progetti e obiettivi da parquet. Di tempo per carità ce n’è in abbondanza, ma siamo dell’avviso che in una fase di riprogettualità come quella in corso declinare meglio e con maggiore chiarezza i passaggi in corso sia il modo migliore per condividere con tifosi ed addetti ai lavori quel patrimonio, il basket jesino, che, ogni volta che si può, viene descritto dall’Aurora basket come bene comune ad un’intera città. Se questo è vero deve esserlo sempre e non soltanto quando c’è bisogno di aiuto. (Paolo Rosati)
Nuovi soci cercasi per l’Aurora basket!

Il presidente Carlo Barchiesi (Foto Ballarini)
Qualche dichiarazione di ottimismo ma, per ora, poco altro. Pensare ad un futuro garantito per l’Aurora basket non può che fare piacere, capire il perchè di tali certezze è invece impresa ancora difficile, ad ormai quasi due settimane dall’incontro svoltosi presso lo Studio del Notaio Pane che, fuori dall’ufficialità, ha dato vita ad un numero di esodi superiori alle conferme molto distante da una rinnovata unità di intenti tra i soci. L’idea di azzerare il capitrale sociale e risottoscrivere le quote pare non sia piaciuta granchè ad una parte dei soci già sull’Aventino ed espostisi, in un recente passato, con uno sforzo economico. E’ bastata questa mossa (ma forse c’erano già evidentemente crepe più che aperte) per disintegrare il quadretto stile “Mulino Bianco” della grande famiglia , del gruppo di amici innamorati del basket, del team coeso di personaggi locali cui calzava a pennello l’etichetta contemporanea di socio, sponsor e tifoso. Non arrivando notizie ufficiali dalla società, ferma alla nota “criptica” di sabato 11 giugno, non restava che provare a documentarsi seguendo altre strade, meno ufficiali ma non per questo meno informate.

Livio Grilli, mister Apra, ha sottoscritto il 15% del capitale sociale (Foto Ballarini)
La ricerca è stata abbastanza fruttuosa e ha confermato il quadro di una società molto diversa, per conformazione motivazioni e coesione rispetto a quella che, fino a tre anni fà, riusciva a “saziarsi” di successi sportivi importanti (pensiamo soltanto alla Coppa Italia vinta e alla finale contro Caserta con Andrea Capobianco in panchina) capaci di rendere meno onerosi gli sforzi che, puntualmente, venivano chiesti a fine anno dai disavanzi di bilancio. Pur parlando di appena tre anni fà erano tempi e stati d’animo diametralmente opposti, conditi di entusiasmo contagioso, di differenti punti di vista che a volte richiedevano mediazioni anche faticose ma che si risolvevano sempre con una sintesi di reciproca soddisfazione. Non c’erano certo miliardi, come non ce ne sono adesso, ma c’era un altro clima che con Zanchi in panchina nel post Capobianco sembrava poter sopravvivere anche nelle stagioni a venire. Ed invece è andata purtroppo diversamente, esonerato Zanchi la stagione con Luca Ciaboco si chiuse senza infamia e senza lode, quella successiva è andata agli archivi con una retrocessione e quella appena conclusasi non ha saputo regalarci granchè di diverso, certificando il mancato raggiungimento degli obiettivi dichiarati prima del via.

15% anche per Roberta Fileni (Foto Ballarini)
Nascosta nelle nebbie di progetti sportivi disattesi, frutto di scelte non sempre condivise, a volte sfortunate altre troppo coraggiose che hanno costretto la società a correzioni in corsa, probabilmente si è andata disgrregando quella comunione di intenti che animava l’attività dei soci, partorendo il risultato finale dell’assemblea del 10 giugno dalla quale, dati alla mano, ha preso corpo una frattura e non certo una rinnovata unione. Al momento di sottoscrivere le nuove quote, il capitale sembra sia stato ad oggi ricostituito soltanto per il 51% : i vecchi soci di maggioranza (Fileni ed Apra) avrebbero abbassato del 5% (15% a testa) la propria quota rispetto al vecchio capitale sociale. la restante parte sarebbe detenuta dal responsabile marketing Altero Lardinelli (10%), dal professionista jesino Pierella (3%) e da una parte dei piccoli soci con una quota complessiva dell’8%. La somma farebbe 51%, anche perchè gli altri soci prima presenti (i fratelli Mariani, Talacchia, Podella, Barchiesi Sport ed alcuni piccoli soci ) avrebbero deciso di non continuare nell’avventura essendosi trovati di fronte al fatto compiuto a breve distanza da un altro sforzo economico sostenuto. Certificato questo risultato è naturale chiedersi come mai si sia arrivati a questo punto . Se si è trattato di una strategia mirata per un cambio in corsa dei compagni di viaggio è tutto ok e lo vedremo a stretto giro di posta, verificando l’ingresso di nuovi soci pronti a sottoscrivere il 49% del capitale rimasto. Ben più grave sarebbe invece se l’addio di una parte dei vecchi soci fosse frutto di istanze non raccolte, di un feeling lentamente deterioratosi, una grana scoppiata in mano ad una società che da sempre ha fatto invece della molteplicità degli attori un suo punto di forza, pur pagando a volte questa connotazione con un rallentamento della catena decisionale. A prescindere dalla capacità di proseguire in numero ridotto o con volti nuovi, magari anche ad un ritmo più spedito, l’assermblea del 10 giugno ha chiuso un ciclo ed una filosofia gestionale che guidava l’Aurora dai tempi del marchio Sicc , quell’Aurora spinta dall’entusiasmo dei propri successi che sono stati il motore di tutto. L’Aurora di oggi è una realtà sicuramente più esperta di un tempo che ha il merito, pur con meno risorse a disposizione, di saper navigare nelle difficoltà economiche che avvolgono stabilmente lo sport . Ma è anche una società che sente meno vicina la città perchè non riesce più a coinvolgerla coi risultati e gode di meno tifosi coi quali, anche in momenti come questi, dovrebbe risucire a parlare di più e con maggior chiarezza. Magari chiarendo meglio ed in maniera meno generica le evoluzioni della compagine societaria e, perchè no, al di la del budget, iniziando a comunicare programmi e figure da cui ripartire per il proprio progetto tecnico di cui, sicuramente, starà già parlando al suo interno. Da qui, più che dal budget disponibile ( a quanto si dice molto ridotto rispetto all’anno scorso) bisognerà dar corpo a quel progetto “simpatia” cerando di coinvolgere nel modo migliore il pubblico e la città nella propria scommessa per la stagione 2011/2012. (Paolo Rosati)
Nuovi soci e roster: due percorsi in salita per la Fileni che verrà!
Percorso in salita! La Fileni lavora su due fronti, societario e tecnico, non senza dover fare i conti, specie sul secondo, con difficoltà che condizioneranno giocoforza il mercato estivo, per via di un budget, stando ai si dice , sensibilimente ridotto rispetto a quello disponibile fino all’anno scorso. Se negli uffici di Via San Francesco si lavora al futuro della società, cercando ancora di individuare compagni di viaggio per rimpiazzare chi ha concluso la propria avventura di socio, sul lato sportivo si inizia a sondare il mercato, schiavi, vale la pena dirlo subito in modo chiaro, di un budget che non solo non consentirà follie ma costringerà chi dovrà condurlo a grandi sacrifici per costruire il roster. Due le componenti problematiche essenziali nella costruzione della Fileniche verrà. Da un lato un budget obbligatoriamente rivisto al ribasso per via della crisi che non risparmia il tessuto economico jesino; dall’altro la presenza di due contratti importanti (Maggioli e Rossi) che, insieme all’opzione che la società parerebbe intenzionata ad esercitare per prolungare con Migliori, assorbirebbero buona parte del budget disponibile. Un problema serio per lo staff tecnico arancioblù (a proposito da chi sarà composto?) che dovrà fare miracoli con le poche risorse residue per individuare due extracomunitari, un comunitario ed un cambio dei lunghi. Chiamarla mission impossible va molto vicino alla realtà, a meno che non si creino situazioni di mercato che rivoluzionino la realtà attuale e liberino risorse ulteriori da destinare al mercato. Voci di corridoio vorrebbero alcune società con gli occhi puntati su Marco Rossi , alcuni giornali raccontano di un interessamento di Montegranaro per Maggioli che però il diretto interessato ha smentito, quanto basta per deifnire ancora fluido lo scenario in casa arancioblù. I rumors da casa Fabi hanno acceso il dibattito intorno al capitano, miglior pivot della Legadue e per questo oggetto del desiderio di molte società. La Fileni , appena un anno fa, ha fatto la scelta romantica e coraggiosa di blindarlo con un triennale importante per le sue tasche che da un lato ha consentito di vincere la concorrenza di altri club ma dall’altro ha condizionato, per via del budget, le altre scelte di mercato . Ad un anno di distanza valgono le stesse considerazioni, ben sapendo di poter contare su un giocatore capace di fare la differenza in seconda lega ma altrettanto consapevoli di non potergi costruire attorno, per via dei soldi a disposizione, un roster all’altezza . Se Michele sposa questo progetto votato al sacrificio ha senso continuare a puntare su di lui, responsabilizzarlo e renderlo chioccia di un roster giovane e pieno di scommesse. Se invece c’è qualche perplessità allora vale la pena chiedersi se e quanto valga la pena andare avanti insieme dentro un progetto così vicino temporalmente ma così differente per ambizioni ed aspettative rispetto a quello varato l’estate scorsa da coach Cioppi e dal diesse Gresta. Quote societarie e roster: due temi caldi di questa estate cestistica jesina dai quali i tifosi attendono risposte. Per ora domina un silenzio difficilmente interpretabile, una calma piatta che ha più il sapore dei molti problemi da risolvere che non la prospettiva di una realtà uscita dalle secche degli scarsi risultati del campo e pronta con rinnovato vigore ad affrontare con entusiasmo la nuova stagione. Forse è solo questione di tempo o forse no: immersi dentro questo silenzio che non fa comunicazione e non lavora certo per accendere nuovi entusiasmi non resta che attendere che qualcosa si muova perchè Jesi, nonostante tutto, ha ancora voglia di basket , basta saperla tenere accesa e parlar chiari sul futuro e su cosa sarà lecito attendersi dalla stagione sportiva 2011/12. (Paolo Rosati)
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La Fileni si è iscritta: a breve il nuovo Cda per iniziare a parlare di squadra!
Si rparte dalla Legadue! Non che qualcuno avesse dubbi, intendiamoci, ma ieri la società ha ufficialmente presentato la domanda di ammissione al prossimo torneo , il quindicwesimo tra i professionisti che vedrà ai natri di partenza l’Aurora basket del rpesidnete Carlo Barchiesi. Anni fa non sarerbbe stata una notizia ma da un pò di tempo a questa parte iscriversi senza grandi patemi è diventato quasi uno scoop, in presenza di realtà anche più gloriose di quella jesina, vedi Rimini, costrette invece a salutare mestamente il basket professionistico. Scherzi della crisi e di un basket che i programmi sembra farli solo sulla carta per ritrovarsi puntualmente, ogni estate, a fare i conti con budget risicatissimi ed enormi difficoltà. Le stesse che segneranno anche il cammino di una realtà come quella jesina che , stando ai si dice, dovrà fare i conti con disponibilità economiche ridotte e fare di necessità virtù per costruire un organico che possa dire la sua. Non sarà semplice, vale la pena ribadirlo e solo parzialmente consola che, a quasi un mese dall’azzeramento del capitale sociale, l’Aurora basket abbia coperto la quasi totalità delle quote, rimpiazzando chi ha deciso di interrompere la propria avventura di lungo corso di socio. Il comunicato diramato oggi pomeriggio dalla società da conto di questi nuovi ingressi senza però specificare se la totalità delle quote sia stata coperta, dubbio alimentato da un passaggio del comunicato stampa in cui si precisa che “l’operazione effettuata sul capitale permetterà l’ingresso di ulteriori forze nuove che volessero entrare nella società arancio-blu”. Sono saliti sul treno arancioblù Roberto Buratti, Paolo Crognaletti, Mediacred s.r.l., PMS s.n.c., Sandro Paradisi, Rossano Ristè e Mario Talacchia, volti nuovi, trannè l’architetto jesino già in passato amministratore delegato della società, che dovranno portare entusiasmo ed idee da condividere con i soci storici (Fileni Simar, Livio Grilli, Gianfranco Fiordelmondo, Giuliano Gabbarrini, Lamberto Candelari, Altero Lardinelli, Massimo Stronati, Studio Pierella e Associati, Carlo Barchiesi, Brunello Felicaldi, Giuseppe Ceccarelli, Federico Manzotti, Gianluca Zenobi, Alberto Coppa, Roberto Pacini, Carlo Audino). La nota della società si conclude con un plauso a chi invece ha salutato i compagni di viaggio “per il prezioso ed appassionato contributo fornito negli anni, decisivo per il mantenimento del basket professionistico nella nostra città”, rinviando a successive comunicazioni l’identikit del nuovo consiglio di amministrazione. Una volta che tutte le quote verranno sottoscritte l’attuale Cda presenterà le dimissioni per essere rinnovato dalla nuova compagine di soci, ciò che filtra dalle bocche cucite dle club di Via San Francesco è che si tratterà di un Cda molto snello, aprtecipato al massimo da cinque consiglieri, in rappresentanza di vecchi e nuovi soci dell’Aurora basket. L’ingresso di nuovi volti da sprint in vista della nuova avventura ma vale la pena precisare che non stravolge gli equilibri economici di una società che il suo primo miracolo dovrà compierlo sul mercato, riuscendo con le poche risorse a disposizione (circa un 30% in meno rispetto alla passata estate) a piazzare i colpi giusti epr dare all’Aurora 2011/12 unafisionomia ben delineata. Scommessa sembra la parola giusta per etichettare la prossima stagione arancioblù in legadue, una scommessa che andrà condivisa con quella fetta di pubblico (c’è da augurarsi molto nutrita) che sarà capace di dimenticare i deludenti risultati sportivi delle ultime due stagioni e che accetterà di lottare con la Fileni che verrà. Un pubblico che andrebbe coinvolto già da adesso con una comunicazione efficace e diretta, un pubblico che dovrà essere stimolato nei modi più opportuni per restare al fianco di un organico che verrà costruito attorno a Michele Maggioli ma che non potrà dotarsi di stelle visto il budget a disposizione. Partire con lo stesso approccio con cui i Fileni iniziarono la propria avventura nel basket jesino non sarebbe male: a suo tempo si misero subito in chiaro le cose, vennero esposte le difficoltà e si chiese agli sportivi quella mano che la città non negò, dai tifosi più affezionati a quelli più scettici. E non fu forse un caso che poi, in una ideale comunione di intenti, anche i risultati non tardarono ad arrivare…. (Paolo Rosati)
L’Armani Jeans chiama e il “Lupo” saluta (non senza fatica) Jesi !
Lupo Rossini saluta Jesi. La forza del cuore e l’attaccamento alla città, dimostrata in più di dieci anni in canotta aurorina, che avevano convinto l’ex play maker a muovere proprio nella città di Federico II i primi passi di un futuro in panchina, nulla hanno potuto di fronte al richiamo arrivato in questi giorni al “Lupo” nientemeno che dall’Armani Jeans di Milano . Ci sono treni che magari passano una volta nella vita e su quel treno salirà il capitano di mille battaglie, il giocatore che ha fatto impazzire per energia e cuore un’intera città che ha ricevuto una proposta per sedersi, insieme ad un certo Scariolo e a Fabrizio Frates, sulla panchina dell’Armani Jeans come secondo assistente. Al giocatore è arrivata una telefonata dell’head coach nei giorni scorsi, confermata da quanto apparso sulla Gazzetta l’atro ieri, dentro un articolo in cui Milano annunciava di essere alla ricerca di un ex giocatore cui affidare il ruolo di secondo assistente di Sergio Scariolo. Lupo Rossini, non poteva dire di no e non lo ha fatto ad un’offerta lavorativa che lo catapulterà nei piani alti del basket nazionale, con la possibilità di vivere l’avvincente esperienza in Eurolega e di arricchire di qualità il suo bagaglio ancora acerbo di neo coach . L’’accordo verrà siglato la prossima settimana, con reciproca soddisfazione di entrambe le parti e anche, c’è da scommetterci, di quel Mason Rocca che proprio sotto la Madonnina ritroverà il suo grande amico ed ex compagno di squadra Lupo Rossini. L’Aurora dovrà ora pensare a come rimpiazzare il Lupo che con coach Cioppi e l’altro vice Pecchia costituiva uno staff di primo livello per la legadue: una grana in più alla vigilia di un mercato che la Fileni inizierà con mille incognite legate ai ruoli tecnici da assegnare e ad un budget che richiederà miracoli già per costruire numericamente un roster all’altezza. La notizia creerà , è evidente, diversi stati d’animo in città, sospesi tra la soddisfazione per l’opportunità professionale capitata al “Lupo” e la nostalgia per una partenza che tutti si augurano sia solo un arrivederci a non un addio definitivo. Non sarà affatto difficile comprendere i motivi di una scelta che ci sta tutta, dolorosa dal punto di vista emotivo ma logica per chi, come Lupo Rossini sta costruendo il suo futuro professionale da allenatore. Non resta allora che fare un sincero in bocca al lupo all’ex capitano , con la speranza che la pista di decollo (Jesi) sia anche quella su cui il Lupo, in un futuro più o meno ravvicinato, deciderà di riatterrare , magari per vincere con Jesi guidandola dalla panchina. Per un vice coach che parte c’è un giemme tra color che son sospesi. Non è infatti un segreto che la società , a seguito di un incontro svoltosi alcuni giorni fa, ha comunicato a “Gigio” Gresta l’idea di rinunciare, visto il budget disponibile, alla sua figura nel futuro organico tecnico societario, invitandolo a non trascurare eventuali offerte che dovessero arrivare. Un modo gentile per agevolare un arrivederci con una stretta di mano, ad appena un anno dal varo di un progetto, traslato anche nel mercato estivo, con gli importanti investimenti su tecnici e giocatori firmati con contratti pluriennali. Ad appena un anno di distanza dal luglio scorso la società scopre di non avere le risorse necessarie per dar seguito ai suoi disegni. Un’occasione in più, comunque vada a finire, per abolire dal vocabolario arancio blu la parola “progetto” di cui si è fatto troppo spesso uso nelle conferenze stampa estive per poi vedersi costretti a “ritrattare” ad appena 12 mesi di distanza, condizionati, come saranno in casa Fileni, da un budget per larga parte impegnato dagli investimenti (Maggioli in primis) effettuati e già a bilancio.
Fileni Bpa: il futuro è un’ipotesi…..
“Il futuro è un’ipotesi” cantava Enrico Ruggeri e il titolo sembra particolarmente adatto a fotografare il clima in casa Fileni, ad ormai un mese e mezzo dalla fine del campionato arancioblù e più o meno alla stessa distanza temporale dall’avvio della nuova stagione in legadue. Che l’essersi iscritti (superando ostacoli su cui club ben più prestigiosi sono inciampati) sia un fatto importante è cosa certa, ben più difficile è invece il percorso da seguire per costruirsi una credibilità tecnica ed una competitività adeguata , tali da rendere il presupposto dell’iscrizione un punto di partenza e non il massimo che si poteva fare. L’azzeramento del capitale sociale effettuato nello Studio del Notaio Pane è apparsa più una grana da risolvere che non un’opportunità per ampliare la base, se è vero come è vero che sostituire i “partenti” ha creato più di un problema, lasciando ad oggi una parte delle quote sociali ancora non distribuite, a testimoniare una distanza preoccupante tra l’Aurora basket e la realtà economica e sportiva cittadina. Non meglio sembra andare l’operazione “trasparenza” che la città auspica ormai da un pò di tempo, costretta invece ad assistere ad un inspiegabile silenzio che profuma più di problemi irrisolti che non di soluzioni in grado di generare ottimismo. Mentre dalla società filtrano solo note ufficiali sui successi del settore giovanile e continui aggiornamenti sulla convocazione diSantiangeli agli Europei di Bilbao, la città non ha suo malgrado grandi notizie su come la società jesina intenda costruire il suo futuro e da quali figure ripartire. Sicuramente non ci sarà Lupo Rossini , una perdita importante per coach Cioppi, molto probabilmente potrebbe non esserci neanche Gigio Gresta, “arruolato” appena un anno fa con un contratto biennale nel ruolo di “giemme” , ma stando ai si dice vicino ai saluti perchè il club di Via San Francesco, a corto di risorse, vorrebbe fare economia eliminando dallo staff tecnico la figura del general manager. Nei giorni scorsi alcuni dirigenti aurorini, senza aspettare il previsto Cda in programma venerdì, avrebbero provato a verificare con il diretto interessato la percorribilità di soluzioni alternative per mantenere in piedi un rapporto di reciproca stima che però non esisterebbero. Al punto da rendere più verosimile la possibilità che anche con Gresta si arrivi alla stretta di mano, nel caso in cui al coach che portò la Sicc in serie A arrivino proposte alternative dal mercato. Sul fronte squadra la situazione appare altrettanto nebulosa: le certezze derivanti dai contratti in essere con coach Cioppi e con il tiro Maggioli, Rossi, Santiangeli, unite alla opzione di uscita non esercitata che ha già reso arancioblu anche Franco Migliori, sono un punto di partenza ma anche una zavorra per chi dovrà “mettere la faccia” su una campagna acquisti all’insegna dell’austerity. Si parla infatti di un budget ridotto di un terzo rispetto alla passata stagione e di una cifra disponibile risibile, dedotti gli ingaggi di chi è già in organico, che rende quasi impossibile il compito di completare il roster.Come ogni estate iniziano a circolare nomi e si sono fatti quelli di Tomassini e Gurini, elementi importanti per carità ma incompatibili con il mercato jesino se è vero come è vero che questi giocatori chiedono un ingaggio pari al totale di quanto la Fileni potrà spendere, ad oggi, sul mercato per scegliere i due americani, il comunitario ed il cambio dei lunghi. A questo punto le ipotesi sono due, o si esce da qualche contratto liberando risorse, o ci si affida totalmente ai giovani cercando di coinvolgere il pubblico, come suggerito anche da Lupo Rossini nella conferenza stampa di addio, dentro un sfida che non si basi solo ed esclusivamente sul risultato sportivo. Come? Iniziando a parlare alla gente anzichè restare in silenzio, cominciando a riavvicinare alla società quella pattuglia di professionisti che piano piano sono usciti perchè poco coinvolti dal club 6 con Noi e smuovendo nei modi più opportuni quella passione di cui il pubblico jesino ha saputo dotarsi in tanti anni di basket a discreti livelli. Tacere non serve a nulla se non a smorzare gli entusiasmi, a rendere impervia la strada che dovrà portare la società a costruire il nuovo roster e a convincere più gente possibile ad abbonarsi. In un passato recente gli stessi dirigenti che oggi guidano la società dissero che fare sport senza avere il calore di una intera città intorno rende ogni sforzo inutile ed improduttivo. Partiamo da qui per un nuovo progetto Fileni, parlando al cuore della gente, colmando una distanza tra società e città che si nota sempre di più, e scatenando, giorno dopo giorno, quel calore senza il quale anche il raggungimento della salvezza diventerebbe un obiettivo tutt’altro che scontato. Basta averne voglia, per ora sarebbe sufficiente iniziare…..(Paolo Rosati)
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Fileni Bpa: stasera il Cda in attesa di programmare il futuro
Non è ancora tempo di parlare di squadra e di futuro. A dominare la scena arancioblù è ancora una volta la ridefinizione dell’assetto societario, alla luce dell’azzeramento del capitale sociale e della successiva sottoscrizione di quote che, stando ai si dice, non sarebbe ancora interamente completata. Per parlare di questo e dare il benvenuto ai (pochi) nuovi volti che entreranno nella compagine sociale, stasera ci si metterà seduti allo stesso tavolo, anche per definire i futuri assetti societari, consdierato che l’azzeramento del capitale dovrebbe avere come cosneguenza la creazione di un nuovo consiglio di amministrazione che tenga conto anche dei nuovi soci. Un’operazione di maquillage e restilyng che avranno purtroppo poco peso su un budget che è e rimarrà il problema principale per chi dovrà occuparsi di mercato. Su questo fronte le strade del giemme Gresta e della società sono già destinate a dividersi, tesi avvalorata dal fatto che coach Cioppi, in staff con Federico Manzotti, è già a lavoro da inizio settimana per dar l via alla mission impossible di costruire un roster con le minime risorse a disposizione. Come più volte ribadito gli ingaggi di chi è già sotto contratto assorbono gran parte del budget disponibile, motivo per cui, in assenza di movimenti in uscita (Marco Rossi potrebbe essere l’unico candidato ai saluti) il duo Cioppi Manzotti sarà costretto a pescare nel mercato dei rookies i due stranieri e a guardare con occhio inteessato più ai molti giovani dei club dilettanti che non ai nomi circolati del calibro di Tomassini e Gurini. Da qualunque parte la si guardi la prossima stagione assume sempre più i contorni di una sfida, da rendere il più avvincente possibile attraverso il coinvolgimento di tutto l’ambiente, anche con iniziative ad hoc che mantengano i tifosi vicino alla squadra ben sapendo che ci sarà estremo bisogno di tutti. In attesa di novità la Fileni si gode la conferma della partecipazione di Marco Santiangeli agli Europei Under 20 che prendono il via oggi a Bilbao. Un motivo d’orgoglio per l’ambiente jesino e per tutti coloro che hanno sempre creduto nelle doti del golden boy di Matelica. (P.erre)
Nel silenzio Aurora un sussurro: Rossi ad un passo dall’addio?

Marco Rossi ai saluti? (Foto Ballarini)
Un altro arancioblu sulla via dei saluti. Dopo Lupo Rossini e Gigio Gresta, il primo planato a Milano, il secondo per ora separato in casa in forza di un anno di contratto residuo, Marco Rossi sarebbe già con un piede fuori dalla Fileni , prossimo ad accordarsi con un club di legadue che avrebbe ottenuto un ok di massima dal giocatore. I sussurri cittadini parlano di Barcellona Pozzo di Gotto sulle sue tracce ma , in assenza di conferme dallo staff arancioblu la notizia non può che rimanere obbligatoriamente nel campo delle ipotesi. Se nei prossimi giorni arrivasse conferma dell’addio di Marco Rossi coach Cioppi potrebbe pensare ad una Fileni diversa da quella che avrebbe visto il play lombardo in cabina di regia, orientando le proprie attenzioni ad un direttore d’orchestra da pescare nel mercato dei rookies stelle e strisce. I piani di mercato arancioblù, qualora Rossi non facesse più parte dell’organico, prevederebbero un quintetto costruito attorno all’esperienza di Maggioli e completato , oltre che con Migliori e Santiangeli, con due scommesse americane da piazzare nel ruolo di play e di 4 a fianco del capitano. Per il play maker la società andrebbe nella direzione di un giocatore capace di gudiare la squadra ma anche di pesare a referto, l’identikit per la spalla a Maggioli dovrà essere quello di un animale d’area che faccia il lavoro sporco per Michele e garantisca fisicità e grinta. Poi bisognerà pensare alla panchina, iniziando magari da un sesto uomo capace di dare cambi di ritmo alla squadra (sempre che non capiti un’occasione da quintetto nel mercato dei comunitari che consegni il ruolo di sesto uomo a Migliori ) e proseguendo con altri 4 giocatorid a pescare nelle leghe minori o, ancora meglio , nel settore giovanile arancioblù. Parola d’ordine salvezza: una scommessa da declinare al meglio al popolo arancioblù, coinvolgendolo nel modo migliore in una sfida da un alto avvincente ma dall’altro impegnativa al massimo. In attesa che la società racconti con chiarezza quel che sta succedendo al suo interno, a partire dal resoconto dell’incontro di giovedì sera tra vecchi e nuovi soci, così da potersi poi dedicare al progetto sportivo per l’anno che verrà, non resta che fare ipotesi ed incrociare le dita . Se Jesi , nonostante i colpevoli silenzi fin qui adottati dalla società, vorrà accettare la sfida che prima o poi qualcuno si deciderà a lanciare allora, pur tra mille difficoltà, potrà essere una stagione accattivante. Se invece la città, logorata alla voce passione dalle ultime due dleudenti stagioni, rimarrà lontana dal nuovo programma aurorinoi allora non resterà che guardare alla prossima stagione come ad una parentesi ricca di difficoltà ed inevitabili sofferenze. (Paolo Rosati)
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Primo colpo Fileni: firmato il rookie Jeff Brooks!

Il primo acquisto arancioblu Jeff Brooks
Primo colpo di mercato Fileni. Lo staff arancioblù ha firmato il rookie Jeff Brooks, un 4 americano di grande prospettiva, da affiancare sotto le plance a Michele Maggioli nel quintetto che coach Cioppi, in staff con Federico Manzotti, sta costruendo cercando di gestire al meglio competitività e budget disponibile. Se il buongiorno si vede dal mattino il lavoro intrapreso dallo staff tecnico arancioblu lascia ben sperare, considerate le ottime referenze con cui questo 4 americano si appresta a vestire l’arancioblù. Jeff Brooks, classe 1989 è un giocatore completo a dispetto della giovane età, ottimo atleta, buon rimbalzista e grande stoppatore con un discreto tiro da tre, fondamentale su cui ha lavorato duro nella sua carriera passata interamente al College di Penn State. Chi lo conosce ne parla come uno dei prospetti più convincenti nel mercato americano dei rookies, capace di dominare sotto la plance ma anche di usare bene la sua corsa ed i movimenti in post basso per creare difficoltà alle difese avversarie. Un giocatore che coach Cioppi ha avuto modo di seguire rimanendone favorevolmente impressionato al punto da pensare a lui come spalla ideale all’esperienza di Michele Maggioli . Un colpo di mercato importante ed una scommessa che lo staff aurorino spera di vincere, inaugurando nel modo migliore quella politica di austerity che dovrà consentire, con le contenute risorse a disposizione, di costruire una squadra più operaia del passato ma con una gran voglia di lottare dentro ogni partita e su ogni pallone. Jeff Brooks affiancherà capitan Maggioli sotto canestro, dentro un quintetto di cui non dovrebbe far parte Marco Rossi, sempre più vicino all’addio con destinazione Barcellona Pozzo di Gotto, liberando una parte del budget impegnato dal suo secondo anno di contratto con Jesi. Con Maggioli e Brooks sotto le plance e la coppia Migliori Santiangeli da utilizzare nel perimetro, le attenzioni dello staff tecnico arancioblù si concentrano ora su un play maker cui affidare la squadra, un giocatore anche qui da pescare probabilmente nel mercato dei rookies individuando un’altra scommessa che offra comunque discrete garanzie. L’alternativa è il mercato italiano ma i prezzi sembrerebbero ad oggi fuori dalla portata del club jesino che dovrà anche individuare una guardia/ala comunitaria ed un cambio dei lunghi con una cifra disponibile tutt’altro che esorbitante, per poi ripiegare sui giovani del vivaio per completare i dieci da inserire nel roster. Sul fronte staff tecnico la società jesina ha promosso coach Damiano Cagnazzo, timoniere dell’Under 19, ad assistente di Cioppi insieme a Pecchia , dopo la dolorosa partenza di Lupo Rossini volato a Milano per vivere unesperienza avvincente a fianco di Scariolo e Frates. (Paolo Rosati)
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Bocche ancora cucite sul futuro della Fileni Bpa
Avanti per deduzione! E’ vero che non c’è un rapporto di proporzionalità diretta tra il lavoro svolto e le novità comunicate all’esterno ma pur vestendosi da Sherlock Holmes è davvero difficile scovare, nel sito dell’Aurora o nei comunicati ricevuti via e-mail, tracce di attività e vitalità della società Aurora. Che coach Cioppi stia lavorando alla costruzione della squadra in staff con Manzotti lo si deduce dalla nota stampa , seppur dilatata nel tempo, della firma di Brooks. Che Gresta non faccia più parte dei piani aurorini lo si apprende dal comunicato uscito appena ieri sera. Ma la società, ad esempio, che combina? Chi è in vena di ironia paragona il riassetto dell’Aurora basket al terzo segreto di Fatima , caratterizzato da una discrezione che non ha probabilmente eguali nel panorama sportivo ,orientato com’è più ad un silenzio di stampo sovietico che non a quel’operazione di trasparenza che dovrebbe accompagnare il progetto sportivo di grande sacrificio che attenderà la Fileni nella prossima stagione. Fosse stato funzionale all’ingresso di soci robusti in grado di dare peso e sostanza ad un budget invece desolatamente risicato lo avremmo anche capito. Ma siccome ormai lo sanno anche i muri che i cambiamenti intervenuti nella ridistribuzione delle quote sociali non hanno prodotto alcuna variazione sostanziale (il cda non si è neanche dimesso) ne particolare valore aggiunto di tipo economico , sfugge il perchè di tanta prudenza e di altrettanti silenzi che caratterizzano il riassetto societario operato dal club di Via San Francesco. A meno che l’obiettivo, ancora da metabolizzare, non fosse stato quello di fare un pò di manutenzione al capitale sociale, convincendo chi era già con un piede fuori dal cda ad accomodarsi anche con l’altro al di la della porta arancioblù. Da qalunque parte la si guardi la cortina di silenzio attorno a questa Aurora inizia a preoccupare e non è certo funzionale a quell’operazione simpatia che la società proverà a varare per convincere la città di Jesi e gli sportivi (fin qui degnati di scarsa attenzione e non certo antusiasti delle ultime due stagioni) a camminare a braccetto con la squadra e ad accettare con Cioppi e il nuovo roster la sfida della permanenza in serie A.Firmato Brooks la società ha sondato anche i margini di trattativa per riportare a Jesi Ryan Hoover, un nome che rappresenta un’addizione importante alla voce entusiasmo, ma che viaggia come ingaggio su cifre ancora lontanissime dalle risicate possibilità economiche del club aurorino. Inutile dire che sarebbe un bel colpo che la Fileni comunque potrà provare a rendere concreto solo nel momento in cui avrà la certezza matematica della partenza di Marco Rossi, dato vicinissimo a Barcellona ma ancora legato contrattualmente al club guidato dal presidente Barchiesi. Qualora Rossi volasse verso altri lidi la Fileni cercherebbe la firma di un play guardia rookie per completare un quintetto che dovrebbe essere composto da Maggioli, Brooks, Migliori e Santiangeli. Ryan Hoover sarebbe il sesto uomo di lusso per Cioppi, in una panchina per il resto composta da scommesse che la società sta selezionando nelle leghe minori, per rientrare dentro i paletti di un budget ridotto di un terzo rispetto a quello non faraonico della scorsa stagione. E’ intanto notizia di questi giorni che la All Star di Jesi, società che fa capo a Lardinelli, Paoletti e Pierella (il primo ed il terzo soci dell’Aurora, il secondo addetto stampa del club aurorino) gestiranno comunicazione e pubblicità anche della società Robur Osimo. (Paolo Rosati)
Hoover più vicino, per il play si parla di Mickey McConnell !
Più vicini a Ryan Hoover e ad un passo dalla firma del secondo rookie. Solitamente i week end estivi servono per tirare il fiato e riflettere ma stavolta in casa Fileni il fine settimana è servito per regalare un’accelerazione importante al mercato arancioblù. Gli intensi contatti con il “soldatino” di Peoria hanno avvicinato sensibilmente le parti, portandole stando ai si dice ad un passo dal si, grazie soprattutto alla disponibilità del giocatore a ridursi l’ingaggio a cui è solito viaggiare pur di creare i presupposti per rivestire la casacca aurorina. Un elemento ideale , sintomo di un benaugurante attaccamento alla piazza, per arrivare a stringersi nuovamente la mano ed iniziare una nuova avventura ancora insieme, dopo il divorzio di tre estati fa che si consumò non senza qualche polemica. Di acqua sotto i ponti ne è passata a sufficienza per ricreare le basi di un nuovo accordo che i ben informati danno ormai per imminente e che rappresenterà una tessera importante per coach Cioppi nel puzzle ancora in via di definizione per la costruzione del nuovo roster. Il ritorno di Hoover, oltre a riaccendere la miccia dell’entusiasmo nel folto gruppo di estimatori che Ryan si era guadagnato in casacca aurorina, rappresenta l’innesto giusto, quanto a leadership ed esperienza, dentro un roster orientato a diverse scommesse da giocare. Ryan Hoover sarà il sesto uomo di lusso nei progetti di coach Cioppi, il classico giocatore pronto ad alzarsi dalla panchina per dare valore aggiunto alla squadra. Se la presenza di Ryan sarà importantissima sul parquet, non di minor peso sarà la sua leadership dentro lo spogliatoio, degna spalla per capitan Maggioli anche quanto a responsabilità da dividersi per spingere la squadra verso un campionato a cui chiedere prima di tutto la salvezza. Se la trattativa per averlo a Jesi sembra ormai in discesa, radio mercato parla anche di un’accelerazione sul fronte playmaker, con la Fileni vicina alla firma del secondo rookie da inserire nel proprio roster. I sussurri che si inseguono in città portano diritti a Mickey McConnell , play bianco classe 1989, in uscita dal College di Saint Mary’s dove ha chiuso l’ultima stagione con 16,4 punti e 6,1 assist a gara . Ottimo passatore, mano educata, secondo nella storia del suo college alle voci percentuale da tre ed assist, McConnell viene descritto come un play di buona leadership, abile nel giocare il pick & roll , non un semplice realizzatore ma un giocatore completo, con statistiche sempre in crescendo nei 4 anni di college. Per questo motivo lo staff aurorino lo avrebbe inserito in cima alla propria lista e non è detto che già domani riesca ad avere l’ok del giocatore per garantirsene le prestazioni sportive per la prossima stagione. Le trattative con Hoover e McConnell, si legano a filo doppio con l’uscita dal roster arancioblu di Marco Rossi con cui la Fileni avrebbe già trovato un accordo ma che ha rifiutato l’offerta arrivatagli da Barcellona Pozzo di Gotto e a tutt’oggi continua ad essere un giocatore della Fileni. Alla voce news c’è anche la separazione imminente da Luca Giacani, apprezzato preparatore atletico di lungo corso dell’Aurora basket il cui rapporto di collaborazione pluriennale con la società jesina sarebbe giunto ad un epilogo. I ben informati raccontano di una decisione comunicata al diretto interessato appena qualche giorno fa, decisone che avrebbe generato qualche malumore tra soci ed un tentativo di recuperare una situazione ormai però compromessa. Al punto da rendere complicata l’ipotesi di un riavvicinamento tra le parti e da pronosticare la promozione a preparatore ateltico della prima squadra del promettente Simone Bettini, figura di cui si parla in termini lusinghieri ma con esperienza limitata all’attività del settore giovanile. (Paolo Rosati)
Spippoli e Dolic: due nomi per la panchina arancioblu aspettando la firma di Hoover!

Il centro Matteo Spippoli (fonte www.pallacanestropalestrina.it)
Sistemato il quintetto con l’arrivo del play McConnell, la Fileni vira verso la panchina ed anche qui è a buon punto per arrivare, in tempi ragionevolmente brevi, alla chiusura del roster 2011/12. Detto di Hoover con cui la Fileni è davvero ad un passo dalla firma (operazione con cui garantirsi un sesto uomo di lusso nella categoria) in questi giorni lo staff tecnco capitanato da coach Cioppi avrebbe anche puntellato il reparto lunghi, indirizzando le proprie attenzioni ed adeguate trattative su una coppia di giocatori ormai in predicato di vestire la casacca arancioblu. Il candidato al ruolo di terzo lungo è Matteo Spippoli, perugino classe 1981 che ha vestito per un triennio (2004/07) la casacca della Sutor Montegranaro per poi passare a Imola, Livorno, Rieti e Napoli. La scorsa stagione giocata in A Dilettanti con Palestrina è servita al centro umbro per riacquistare confidenza con il parquet dopo i molti problemi affrontati l’anno prima nella travagliata stagione napoletana. Matteo Spippoli ha stazza fisica da spendere sotto canestro, abbinata ad una discreta atleticità, in grado di esaltarne le doti di rimbalzista , un 2,12 che potrebbe tornare utile a coach Cioppi anche durante la setitmana per tenere alto il livello degli allenamenti. Insieme a lui sarebbe in procinto di vestire l’atrancioblù anche David Dolic, anche lui umbro, giocatore meno conosciuto e da plasmare, ma dotato di identiche motivazioni e fisicità. Nativo di Deruta, Dolic, classe 1989, ha vestito le canotte di Perugia, Todi e Bernalda (B dilettanti) ed è reduce da una discreta stagione giocata alla Robur Osimo , garantendo al roster quella fisicità su cui lo staff jesino punterebbe molto per allungare la panchina sotto le plance. Per lui sarebbe pronto il ruolo di quarto lungo, in una panchina che poi verrebbe completata da due ragazzi del vivaio aurorino, con Bargnesi già sicuro nono uomo a disposizione di coach Cioppi. Una Fileni che dunque inizia a prendere forma, giusto mix come appare a prima vista tra scommesse e certezze. Le prime si chiamano principalmente Jeff Brooks e Mickey McConnel, due prospetti molto interessanti ma sicuramente da testare alla loro prima esperienza europea, al cui fianco Cioppi ha idea di sistemare Marco Santiangeli, altro jolly da verificare atteso, inutile usare perifrasi, dalla stagione della verità, per esplodere o consolidarsi come una seconda scelta. Con tre scommesse in quintetto Cioppi ha puntellato la squadra con due assegni circolari (Maggioli ed Hoover) ed un Migliori che Cioppi ha dimostrato di apprezzare molto e che sarà giustamente caricato di molte responsabilità, sia sul parquet sia dentro lo spogliatoio. Il budget non consentiva follie e la Fileni ha cercato il giusto equilibrio tra qualità e prezzo, con l’auspicio di aver scelto bene e di ottenere le adeguate risposte dal parquet. Inutile dire che Cioppi avrà in mano una squadra molto giovane tutta da verificare, ma è anche vero che se dagli strangers dovessero arrivare segnali confortanti la Fileni potrebbe guardare alla salvezza con meno patemi di quelli che un budget così risicato come quello di quest’anno non può non generare. Chiuso il roster la società lancerà il suo appello alla città, sperando , come già più volte ribadito, nella condivisione della piazza di un progetto che esuli dalle potenzialità del risultato sportivo e si articoli invece dentro una sfida da giocare tutti insieme che si chiama slavezza. La campagna abbonamenti sarà la cartina di tornasole della voglia del pubblico jesino di rimanere vicino alla squadra, un desiderio che c’è da augurarsi sia rimasto intatto nonostante i duri colpi subiti allavfoce entusiasmo nelle ultime due annate. L’importante, come sempre, sarà parlar chiaro, senza nscondere le difficoltà e soprattutto senza creare troppe illusioni. Proprio come accadde nell’era post Sicc. Il carisma, la passione e il vigore di Alfiero Latini anche a distanza di anni rimangono ineguagliabili ed è questa la cosa che forse manca di più a questa società , ma l’operazione simpatia e trasparenza lanciata dalla famiglia Fileni raccolse frutti preziosi all’esordio anche senza promettere risultati che poi, per fortuna, arrivarono lo stesso. (Paolo Rosati)
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Un ritorno ed un addio nel giovedì aurorino!

Il "soldatino" è tornato!
Un ritorno ed un addio caratterizzano il giovedì arancioblù in casa Aurora, regalando due notizie , ciascuna in grado di far discutere i tifosi aurorini. Il ritorno è quello di Ryan Hoover, un nome che a Jesi ha il potere di accendere la miccia dell’entusiasmo anche alla vigilia di una stagione in cui ci sarà sportivamente da soffrire.. L’addio è quello a Luca Giacani, preparatore atletico jesino da cui la società, dopo un rapoorto lungo ben 13 anni ha deciso di separarsi. Una notizia buona dunque ed una che stona un pò , dentro una Fileni che con Ryan Hoover prende quasi definitivamente forma, consegnando a coach Cioppi una squadra ricca di scommesse ma anche dei punti fermi importanti,. Hoover sarà uno di quelli, l’uomo a cui affidare l’ultimo pallone ma anche il giocatore cui verrà chiesto di prendere per mano i più giovani e trasferirgli la classe, la cattiveria e la grinta che ne fanno quasi un lusso per la Legadue. Al “soldatino” la Fileni pensava da un pò ed il matrimonio è stato reso possibile anche dalla disponibilità dimostrata dal giocatore a ridursi l’ingaggio pur di vestire nuovamente l’arancioblù per l’intera annata sportiva. Reduce da una piccola parentesi a Pesaro e da cinque mesi con il Basket Club Ferrara Hoover ritorna a Jesi trovando grossi estimatori, gli stessi che in 13 anni si era costruito anche Luca Giacani cui la società ha deciso invece di rinunciare.

Luca Giacani non preparerà più l'Aurora
Un comunicato stampa diramato quasi all’ora del pranzo ha reso infatti ufficiale una separazione di cui si parlava già da qualche giorno e che, oltre a sorprendere, ha creato qualche malumore all’interno del Cda. Nella nota stampa viene puntualizzato che si tratta di “una decisione prettamente tecnica”, una precisazione che lascia intendere che il modo di lavorare di Luca Giacani non fosse complementare alle idee di coach Cioppi. I ben informati avvalorano questa tesi, aggiungendo che sia stato lo stesso coach, su mandato della società, a manifestare a Luca Giacani l’opportunità di interrompere il rapporto di collaborazione, suscitando, sempre stando ai si dice, la reazione infastidita di figure importanti dell’assetto societario arancioblù, all’oscuro della decisione presa. Ci sarebbe stato addirittura un tentativo di due importanti esponenti del Cda di ritornare indietro sulla scelta che però, a colloquio tra coach e preparatore atletico avvenuto, sarebbe stato del tutto inopportuno. La stima che la società jesina manifesta nella nota stampa lascia intendere che possa trattarsi di un arrivederci più che di un addio definitivo, certo è che la notizia ha colto di sorpresa oltre che alcuni dirigenti anche i molti jesini che conoscono e frequentano abitualmente la palestra Linea Club che non sarà più il quartier generale del roster in casacca Aurora. Personaggi vicini a Luca Giacani confermano un pizzico di stupore anche da parte del diretto interessato che ha continuato a lavorare anche a campionato concluso con Marco Santiangeli e probabilmente non si aspettava una decisione del genere. L’imminente apertura di una nuova palestra e gli impegni di preparatore ateltico con la campionessa di scherma Valentina Vezzali terranno comunque impegnato Luca Giacani anche senza Aurora, certo è che la gestione della vicenda Giacani conferma come il processo di riorganizzazione interna della società necessiti ancora di un percorso di crescita. Senza voler entrare nel merito delle motivazioni tecniche che hanno portato a questa scelta, sorprende che a comunicare la volontà di interrompere un rapporto professionale di tale durata e fedeltà reciproca sia stato l’allenatore e non invece un membro della società per cui Giacani ha lavorato per 13 anni. Tra persone che si rispettano e si stimano ci sarà il tempo di riparare all’equivoco, intanto coach Cioppi lavora insieme a Manzotti per trovare un terzo lungo che garantisca energia per dar fiato al duo Maggioli Brooks. La pista Spippoli sembra raffreddarsi e non è detto che la società si prenda tutto il tempo necessario per trovare un’alternativa, probabilmente nelle leghe minori, considerate le limitate risorse economiche a disposizione. Per il quarto lungo sarebbe in dirittura d’arrivo l’accordo con l’ex Osimo Dolic, ancora in alto mare quello per la rescissione contrattuale con Marco Rossi. (Paolo Rosati)
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Fileni Bpa pronta a giocarsi la sfida per rimanere in Legadue!
Dalla filosofia accattivante che non ha funzionato di una squadra ricca di talento a quella più pragmatica di un gruppo che abbia voglia di sbucciarsi le ginocchia e di fare gruppo. Superate le “secche” di una ricapitalizzazione sicuramente meno agevole di quel che fosse ragionevole pensare, l’Aurora basket si avvicina al parquet con un imprinting diverso che diventerà una sorta di mantra per coinvolgere più gente possibile in un progetto che vada al di la del semplice risultato sportivo, convogliando entusiasmi e passione che in città non mancano in una sfida avvincente da provare a giocare tutti insieme. In un flashback che riporta gli orologi praticamente all’inizio dell’era Fileni , l’Aurora basket si riposiziona li per una stagione che potrà essere condita di grandi sofferenze sportive ma che dovrà trarre linfa anche da avvincenti scommesse che lo staff tecnico si è preso in sede di allestimento del roster. In occasione di un incontro voluto dalla società con la stampa per fare il punto della situazione non sono mancati mea culpa sulla gestione della comunicazione , precisando però che si è passati attraverso una fase delicatissima di manutenzione societaria, fortunatamente superata senza traumi, che consigliava prudenza e discrezione. Sistemato l’aspetto societario, che garantisce stabilità pur in presenza di uno dei budget più contenuti dell’intera storia aurorina tra i prof. la società è partita dallo staff tecnico per coniare la sua idea di gruppo, un concetto che farà sicuramente parte della campagna abbonamnenti di prossimo varo e che parte dalla volontà di non puntare sui solisti ma di lavorare insieme per garantire ancora la legadue in città, grazie ad un organico costruito attorno al talento di Michele Maggioli. In un clima ancora da lavori in corso, con lo staff tecnico impegnato a reperire sul mercato un terzo lungo da affiancare alla coppia Maggioli Brooks, la società spera di ricevere dalla piazza una incoraggiante risposta, consapevole di dover fare molto, lei per prima, per riaccendere la miccia dell’entusiamso dopo due anni di delusioni a livello di risultato. L’obiettivo di quest’anno sarà la salvezza, da ottenere puntando sulla voglia di emergere di chi partirà proprio da Jesi per crearsi una carriera in Europa (Brooks e McConnel) e sull’esperienza di gente come Maggioli ed Hoover chiamati a fare la voce grossa sul parquet e a trascinare emotivamente i molti giovani che coach Cioppi si ritroverà nel roster. L’avventura prenderà il via il 18 agosto con il ritrovo dei giocatori alla Sede di Via San Fancesco e vivrà il primo scrimmage di stagione sabato 27 al Pala Baldinelli contro la Robur Osimo. Seguiranno amichevoli non ufficiali con Recanati (31/08) , Montegranaro (03/09) e Forlì (07/09) che precederanno la prima partita ufficiale fissata al Pala triccoli contro imola per il 10 settembre alle 20,00.Domenica 11 sarà la volta del Trofeo Novelli contro Montegranaro , il fine settimana successivo la Fileni parteciperà al Memorial Zeppieri di Veroli, prima degli impegni di andata e ritorno di Coppa Italia fissati per il 21 e 25 settembre. (Paolo Rosati)
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Il mondo del basket piange Stefano Filonzi
La morte, terribile come al solito, stavolta ha affondato le unghie nel mondo del basket e lo ha fatto spezzando i sogni di un ragazzo che aveva avuto già la capacità di bruciare le tappe, vivendo i suoi 33 anni in maniera semplice ma allo stesso tempo pieni di significati e di obiettivi raggiunti. Stefano Filonzi se ne è andato in punta di piedi, lottando con dignità e coraggio contro una malattia che non gli ha dato purtroppo scampo, vivendo, senza nascondersi finchè ne ha avuto la possibilità, la sua vita vicina al mondo del basket e all’Aurora. Stefano era cresciuto a costante contatto con la palla a spicchi, prima vivendo una felice esperienza di giocatore nelle minors jesine, poi assaggiando il parquet da arbitro e da allenatore. I suoi ragazzi, quelli che aveva allenato, ed i suoi ex compagni sono stati i primi ieri a cercare un perchè ad un addio sempre difficile da digerire, ancor di più quando ad andarsene è un ragazzo pieno di vita e di virtù. Conoscevo Stefano meno bene di Nicola,. suo fratello, anch’egli vicino per tanti anni al mondo del basket , ma dividevo con lui spicchi di partita al palasport. Lo ricordo come un ragazzo a modo, mai sopra le righe, educato, apparentemente distaccato ma pieno di passione per la pallacanestro. Chi lo ha frequentato racconta di un calvario vissuto con grande dignità ed altrettanta speranza, condensata nella promessa fatta ai suoi ex colleghi arbitri di un pronto ritorno non appena gli fosse riuscito di vincere la sfida a cui si è invece dovuto piegare ieri. Una vita che si spegne lascia sempre nostalgia e tristezza, ancor più quando si interrompe così presto ed in maniera così assurda. Al babbo, alla mamma e a Nicola va il mio abbraccio sincero che non colmerà il vuoto immenso con cui dovranno convivere ma, spero, sevrirà a farli sentire meno soli e a guardare al futuro con la vigorosa serenità che a Stefano non credo mancasse. (Paolo Rosati)
Fileni pronta ad una nuova avventura in legadue!
Finalmente si parte! Dopo una lunga estate densa di interrogativi e povera di proclami, la Fileni si prepara ad inaguurare la stagione che la attende pronta a giocarsi la sfida sulla carta più impegnativa dlela sua storia tra i prof. La crisi che attraversa il Paese a Jesi sembra aver trovato radici più solide negando al club arancioblu quelle risorse necessarie a varare programmi ambiziosi e costringendo ad una politica di austerity che i protagonisti si augurano regali all’Aurora basket la permanenza tra i prof. Nonostante sponsor che viaggiano solidi nei propri settori, segnale forse di un ridimensionamento verso lo sport che rientra più in politiche aziendali che non in veri e proprie situazioni di difficoltà, la Fileni edizione 2011/12 sarà una squadra tutta battaglia, piena di volti nuovi, di voglia di emergere e soprattutto di scommesse che dovranno essere sapientemente giocate per garantirsi un risultato apprezzabile. Sarà la prima stagione senza Lupo Rossini , ma anche la settimana in arancioblu di capitan Maggioli, totem sotto canestro ed uomo squadra nei progetti tecnici varati da coach Cioppi e da Federico Manzotti. Attorno al capitano lo staff jesino ha costruito una squadra che ha nel carisma di Hoover un’altra pietra miliare e nella freschezza dei due rookies le possibilità di guardare con ottimismo alla stagione che verrà. della vecchia guardia, a fianco a capitan Maggioli, sono rimasti Franco Migliori, rigeneratod all’intervento al gomito e Marco Santiangeli, atteso quest’anno dalla stagione verità che potrà servirgli per spiccare il volo verso altri palcoscenici o per rimanere un onesto gregario nella categoria . Di Giacomo, Dolic e i giovani del vivaio completeranno un roster che si ritroverà in sede per la consegna del materiale, prima di trasferirsi a cena per incontrare per la prima volta soci e sponsor La società, che si è regalata un restyling di quote, sembra credere molto in questo new deal a cui chiedere entusiasmo , con l’intenzione di coinvolgere più gente possibile in una sfida che, difficile com’è, ha tutte la caratteristiche per poter risultare avvincente. La campagna abbonamenti di prossimo varo darà le prime indicazioni sul termometro della passione, con la piazza jesina già in fermento e fiduciosa che lo slogan “programmi ridotti prezzi ridotti” sia quello sposato dalla società per provare a riempire di energia il Pala Triccoli. Per i primi match che contano bisognerà attendere la Coppa Italia contro Forlì che anticiperà di un paio dis ettimane l’esordioc asalingo contro Piacenza, ma già i primi test saranno utili per saziare la voglia di basket di un ambiente anche quest’anno costretto alle ferie con troppo anticipo. Parola d’ordine salvezza, tutto quel che verrà in più sarà davvero oro colato dentro una stagione in cui, col budget a disposizione, si è fatto già un mezzo miracolo ad allestire l’organico. Il parquet darà i voti alle scelte dello staff tecnico, fin troppo scontato, con una panchina di outsider, affermare che gran parte delle fortune arancioblu dipenderanno dal rendimento delgi strangers. Che l’avventura inizi e che sia un bel cammino…. In bocca al lupo Fileni! (Paolo Rosati)
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“Il sesto uomo sei tu”: la Fileni chiama il suo pubblico ad abbonarsi!

"Il sesto uomo sei tu" (fonte www.aurorabasket.it)
“Il sesto uomo sei tu”! Parte con questo slogan la campagna abbonamenti arancioblù, alla vigilia di una stagione da affrontare tutti insieme, con l’entusiasmo che serve e quella cattiveria sportiva che dovrà essere il marchio di fabbrica della pattuglia di coach Cioppi. Obiettivi ridotti, almeno sulla carta, abbonamenti ugualmente ritoccati al ribasso, per rispondere nel modo migliore alla crisi che non risparmia nessuno, famiglie comprese, e per compiere un gesto simbolico e significativo nel momento in cui la società si appresta a chiedere una fiducia quasi al buio alla ricca platea cestistica cittadina. Già, il sesto uomo, un concetto che ricorrerà spesso nell’annata arancioblu a testimoniare quell’esigenza imprescindibile di unione tra tutte le forze per rincorrere una salvezza che, vale la pena ribadirlo, è un valore tutt’altro che scontato, almeno ai nastri di partenza. In una legadue, fresca di eslcusioni di lusso ma in grado di proporre quintetti importanti (a dimostrazione che in certe realtà la crisi è più u luogo comune che un problema)la Fileni dovrà ritagliarsi i suoi spazi cercabndo, innanzitutto di calarsi dentro un ambiente che dovrà, per usare le parole di Roberta Fileni, identificarsi nel roster di coach Cioppi e provare, con la forza del gruppo, a farsi strada domencia dopo domenica fino alla quota salvezza. le prime due escite, utili epr sciogleirsi le gambe e per saziare la voglia di basket dei tifosi, hanno dato le prime indicazioni allo staff tecnico arancioblu, più orientato ad allenare legambe che non, in questi primi giorni di lavoro, a pensare a schemi e tecnica. Dopo il debutto di fabriano e los crimmage di oggi a Recanati, la Fileni scenderà sabato a Montegranaro per affrontare la Fabi Shoes ma continuerà, tutti i giorni a corere inpalestra, sudando e facendo gruppo. Primi passaggi di una crescita obbligata che dovrà portare i nuovi ad integrarsi con i più esperti e a dare un’identità ben delineata ad una squadra rinnovata per larga parte attorno alla preziosa esperienza di capitan Maggioli. Il tempo ci dirà se il percorso intrapreso dalla Fileni sia quella giusto, la risposta al richiamo della campagna abbonamenti sarà invece il termometro di un entusiasmo in verità tutto da testare dopo due stagioni culimate la prima con una retrocessione e la seconda con l’esclusione dai play off. (Paolo Rosati)
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Lavori in corso in casa Fileni: obiettivo crescere!

Coach Cioppi lavora sulla nuova e giovane Fileni (Foto Ballarini)
Half and half dicono gli angolofoni, considerazione in lingua che fotografa alla perfezione l’esito del primo week end cestistico di stagione al Pala Triccoli dove laFileni ha spezzato il ritmo intenso della preparazione con due match contro Imola e Montegranaro. metà e metà dicevamo, esatta fotografia delle risultanze dle parquet: incoraggianti nel confronto contro la pari categoria, Imola, meno ottimistici, per intensità fisica ed atteggiamento, al cospetto della Fabi Shoes di Di Bella e soci. I due galoppi, al di la dell’esito diverso (vittoria con Imola e sconfitta contro Monterganaro) ha fornito indicazioni importanti a coach Cioppi e al pubblico, in verità poco numeroso, che non si è voluto perdere i primi spicchi di basket della nuova Fileni. Dopo qualche setitmana di lavoro coach Cioppi inizia ad avere i primi riscontri dal parquet, segnali, non certo verdetti, che confermano già lo spirito da classe operaia che bisognerà chiedere ad un gruppo , competitivo nel quintetto iniziale ma sicuramente un pò corto nelle rotazioni cui bisognerà affidarsi pescando dalla panchina. Occhi puntati, inwevitabilmente, sui due strangers, da sempre ago dela bilancia dei quintetti arancioblù e quest’anno con l’etichetta delle scommesse, pescati come sono stati dal mercato dei rookies stelle e strisice. Da Brooks sono arrivati segnali importanti di esplosività e carattere nel match contro Imola, meno esaltanti invece le performance del play McConnel , scivolato su due giornate storte al tiro, non entusiasmante in difesa e chiamato ad eliminare in fretta quel palleggio di troppo che a volte ne condiziona l’efficacia in cabina di regia. Con Maggioli ed Hoover certezze assolute di un gruppo per certi versi molto acerbo, Cioppi può chiedere con tranquillità aiuti pesanti a Migliori dovendosi invece acocntentare di alti e bvassi da Marco Santiangeli. Il baby di Matelica sa perfettamente che questo sarà l’anno decisivo per il suo futuro e per questo dovrà essere bravo, con l’aiuto dei compagni, ad usare meglio quel coraggio che a volte sembra mancargli quando c’è da prender eun tiro o da spingere forte in entrata. Dalla sua crescita dipenderà l’jnnalzamento del livello di competitività di un roster completato da gente motivatissima ma che faticherà molto ad impattare con un torneo finora sconosciuto come la Legadue. Dolic ha dimostrato di poter fare il suo, sprigionando sul parquet quella fisicità di cui la squadra e coach Cioppi avranno bisogno, Battisti ha fatto vedere di poter tenere dignitosamente il parquet quando ci sarà da dar respiro ai piccoli del quintetto. Di Giacomo è forse quello che dimostra fin qui di faticare di più a confrontarsi con un livello superiore a quello in cui ha sempre giocato ma è il coach per primo a dire che è un giocatore importante, epr allenare bene Maggioli e per fare quel lavoro sporco che servirà alla squadra sul parquet. Difficile dire quanto e con chi potrà competere questa Fileni ed è ovvio che sarà sempre il campo a rivelarcelo. per ora coach Cioppi ed i tifosi jesini sanno di poter contare su un quintetto in grado di giocarsela con molti , bilanciato da una panchina un pò corta e che rappresenta, inutile girarci intorno, il vero enigma di questa Fileni edizione 2011/12. In attesa di avere altre indicazioni dagli impegni in programma già a partire dal prossimo fine settimana di Veroli la squadra conta già su uno spirito di gruppo importante che si sta costruendo in maniera naturale. Un gruppo a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà che non mancheranno di certo, anche quando un semplice raffreddore potrà mettere ko un giocatore del quintetto e crare già qualche problema a coach Cioppi. (Paolo Rosati)
La Palestra Linea Club si rifà il look: sabato l’inaugurazione della nuova sede!

Luca e Maria Carla Giacani pronti al nuovo debutto
Ultimi ritocchi e poi via, col conto alla rovescia iniziato da un pò e cadenzato da un accattivante battage pubblicitario. La Palestra Linea Club di Luca e Maria Carla Giacani si rifà il look ed aspetta tutti i suoi affezionati clienti nei nuovi locali di via Don Rettaroli 9, una location piùà ampia rispetto alla sede storica in cui l’ex preparatore atletico della Fileni Bpa ha mosso i primi passi , affiancato dalla passione per la danza della sorella Maria Carla. L’estate di Luca, nonostante l’addio al basket, è stata veramente intensa, dedicata, con la solita cura ed attenzione ai particolari che lo caratterizza, a presentare nel modo migliore il new deal della Palestra Linea Club che aprirà i battenti alla vasta platea di vecchi e nuovi clienti sabato prossimo alle ore 18,00, in contemporanea con il lancio del sito internet all’indirizzo www.palestralineaclub.it. “Perchè non cosi? da oggi si.” lo slogan coniato per segnare un evento che è sicuramente qualcosa di più di un semplice trasferimento di sede. Nei locali di Via Don Rettaroli 9 (adiacente all’Ipersimply) ci sarà il consueto grande spazio per la danza (con corsi di propedeutica psicomotoria riservati ai bambini a partire dai tre anni, danza moderna, classica, contemporanea ed hip hop) oltre naturalmente ad un ampia e rinnovata zona fitness dove sarà possibile curare la propria preparazione atletica, usufruire di cardio fitness, wellness, fitness, circuit training e soprattutto affidarsi all’esperienza di Luca Giacani per programmi di riabilitazione sportiva (con attrezzature cardiotoniche ed isotoniche Technogym). Nella sala aerobica spazio invece a Fitboxe, Pilates, Tone Pilates, Energy Tonic, Upper Body G.A.G., Bopdy Tone, Body Sculpt, Fit Ball e Rubber Band. Un’offerta ampissima che Luca e Maria carla Giacani saranno felicisimi di mettere a disposizione dei propri clienti , potendo contare sul prezioso aiuto dello staff formato da Romina, Alice, Natalia ed Angela. Il battage pubblicitario ha contribuito ad aumentare la curuosità per un evento molto atteso che riguarda una delle palestre storiche della città, protagonista fissa al Teatro Pergolesi con il suo saggio annuale di danza. Sabato il via alle 18,00, con un’inaugurazione che si preannuncia molto accattivante e partecipata. (Paolo Rosati)
Forlì al tappeto: primo hurrà di Coppa per Fileni!

Capitan Maggioli sugli scudi (Foto Ballarini)
Tombola! Con un giorno di anticipo rispetto a quella del patrono San Settimio la Fileni piazza il colpo importante a Forlì, riscattando nel modo migliore il doppio ko nel torneo di Veroli del week end scorso. Ok, a contare sarà il campionato ma il successo di Forlì è una iniezione di grande fiducia per il gruppo e racconta di una Fileni capace di lottare col coltello tra i denti su un parquet sempre difficile da calcare anche per via di un pubblico particolarmente caldo. Dopo un primo quarto equilibrato la Fileni si è trovata costretta a rincorrere, dovendo chiedere al secondo tempo energie e grinta per riparare ad un secondo quarto da dimenitcare. Gli scout raccontano di una Fileni premiata nei dettagli e in quello spirito di squadra che Cioppi vuole come marchio di fabbirca, valso ben 23 preziosissimi recuperi. In una serata da medie siberiane al tiro da tre , racchiusa nel 3/10 di Ryan Hoover la Fileni ha saputo sudare in difesa , bilanciando proprio con le palle recuperate la guerra persa sotto le plance con un saldo negativo di ben 16 catture Intorno alla prestazione super di capitan Maggioli. (10/15 da due e 15 rimbalzi ) la Fileni ha costruito un successo maturato nel finale, dimostrando esperienza e freddezza nei momenti che contano, nonostante coach Cioppi abbia chiesto gli straordinari al quintetto, se è vero come è vero che, eccezion fatta per Santiangeli, il resto della panchina è stata in campo per appena 5 minuti complessivi. Soddisfatti per la prova degli strangers, capaci di fatturare 38 punti in due , seppur con medie dalla lunga da rivedere, gli arancioblu guardano ora con più fiducia al return match di domenica al Pala Triccoli e chiedono al pubblico il primo aiuto importante per centrare un successo che vale il pass al turno successivo di Coppa Italia. Coach Cioppi raccoglie i primi frutti del proprio lavoro , pur consapevole, come dimostra lo scout, di dover chiedere molto al quintetto viste le rotazioni ridotte e una panchina che prova a bilanciare con la grinta il gap di esperienza che è costretta a pagare in questa legadue. Sarà questoil leit motiv di questa stagione, con l’augurio che la squadra goda sempre di ottima salute e una piccola speranziella che magari si possano creare i presupposti economici per un innesto di maggior peso da utilizzare quantomeno nella rotazione dei piccoli. Per ora si va avanti comunque così, con i “senatori” che già sanno di essere attesi da lunghe maratone sul parquet ed i più giovani che ce la metteranno tutta per guadagnarsi spazi e dimostrare di meritarseli. (Paolo Rosati)
Venezia ha ragione e Teramo non ha torto, scherzi della wild card!

l'Avanguardia aveva bocciato la wild card in tempi non sospetti (Foto Ballarini
L’alta Corte Federale aveva rotto le uova, a fare la frittata c’ha pensato la Fip, con una decisione che ha spiazzato un pò tutti che è innanzitutto un insulto al buon senso e ai codici. La Fip è infatti andata dietro alla decisione dell’Alta Corte Federale deliberando l’allargamento della serie A a 17 squadre e riducendo a 15 il numero di quelle che prenderanno il via in legadue. Con la più classica delle soluzioni all’italiana, ad appena due settimane dal via della stagione, i primi due campionati nazionali di basket pagano a caro prezzo un peccato originale di chi dovrebbe amministrare con più metodo ed efficenza un movimento come il basket che esce con le ossa rotte da questa vicenda. Il peccato originale si chiama wild card, decisione cervellotica e contraria ai principi dello sport, introdotta la scorsa stagione, nonostante il parere contrario praticamente di tuto il pianeta, per permettere alla seconda retrocessa della serie A di “comprarsi” la permanenza nel massimo campionato. Un peccato originale che ha acceso dibattiti intensi e fatto storcere la bocca a tutti, diventando, scherzo del destino, il motivo vero di questo ribaltone alla vigilia del via. Eh si perchè Venezia , finito il proprio torneo, ha presentato ricorso, vincendolo in primo grado a luglio davanti alla giudicante del Coni, sostenendo che Teramo aveva versato in ritardo la wild card per poter essere regolarmente e nuovamente iscritta alla serie A. La corte federale della Fip aveva in secondo grado ribaltato la sentenza e la serie A si stava avviando, con tranquillità purtroppo solo apparente, verso un torneo a 16 squadre. Nessuno osava prevederlo (e magari qualche dirigente federale teneva con indifferenza le mani vicino ai gioielli di famiglia in senso scaramantico) ma la mossa di Venezia di ricorrere all’Alta Corte di Giustizia ha finito per sparigliare le carte, premiando la perseveranza dei reyerini ma dando uno schiaffo tremendo ad un movimento che esce con le ossa rotte da questa allucinante vicenda. Vince dunque Venezia ma perdono in tanti, compresa la Fip, dando al suo esterno una fastidiosa sensazione di caos che ne lede giocoforza l’immagine. La cosa che fa sorridere è la formula del provvedimento che conia un curiosissimo accoglimento parziale del ricorso della Reyer. Probabilmente siamo limitati ma qualcuno ci spiegherà, con tutta la calma che serve, come possa essere possibile che Venezia ha ragione e che Teramo non ha torto perchè intorno a questo interrogativo, oltre che sul famoso peccato originale di cui sopra, che ruota il tragicomico di tutta la vicenda. E a proposito di wild card, visto che venezia viene promossa in serie A a chi girerà i soldi ricevuti da Teramo? A Barcellona e a Veroli? Siamo abituati a non stupirci più di niente e digeriremo anche questa, convinti però che logica non ha più asilo dentro un basket che, probabilmente, se vorrà sopravvivere e crescere, dovrà forse dotarsi di regole più chiare e manager più illuminati. A poco più di due settimane dal via la Fip sconfessa, cancellandola dlala faccia della terra, la wild card, la serie A dovrà rivedere il proprio calendario e la Legadue subisce la beffa di un torneo a 15 squadre , nel pieno corso di una Coppa Italia che andrebbe invalidata per il semplice fatto che vi ha partecipato un club di serie A. Dopo domani Garelli anzichè entrare al Tallercio porterà la sua Verona a fare una passeggiata in laguna, confermando se ce ne fosse stato bisogno di quanto questa wild card , fosse più o meno come la corazzata Potemkin di fantozziana memoria. Sopra le ceneri della wild card la serie A si prepara ad un torneo a 17 squadre , blindato da una sola retrocessione. La Legadue riconquista invece le due promozioni pagando con un torneo a 15 squadre la assurda decisione di dare un prezzo ai risultati sportivi, pur in presenza anche qui di un sola retrocessione. Pensavamo di averle visto tutte e invece no, non ci resta che vestire i panni di Rutger Hauer e ricordarne il famoso monologo su Blade Runner con l’augurio che, nonostante tutto, per il basket italiano sia ancora lontano il “tempo di morire”!! (Paolo Rosati)
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La Fileni stende Forlì ed urla “presente” a tutta la Legadue!

Per capitan Maggioli un'altra serata da MVP (Foto Ballarini)
Molto più di un turno di Coppa Italia superato! Il secondo successo consecutivo contro Forlì vale tanto per la Fileni dei giovani che inizia a guadagnarsi sul campo, con prestazioni di energia e cuore, quel rispetto che in molti, Forlì in primis, sembravano forse volergli negare. Festeggia coach Cioppi ed incassa indicazioni di gran lunga più preziose del semplice successo, scoprendo un gruppo che ha voglia di lottare e che autorizza a guardare con un pizzico di ottimismo in più l’imminente inizio di una stagione tutta da scoprire. L’assemblea di legadue in programma per martedì dirà se il campionato prenderà il via domenica o no, intanto il return match contro Forlì regala fotografie molto incoraggianti per una Fileni ancora in fase di costante crescita. Coltivare illusioni che vadano al di la di una semplice salvezza è ancora prematuro, se non altro per il valore che può avere il basket estivo, sta di fatto che questa Fileni inizia a piacere, soprattutto per lo spirito con cui sa affrontare avversari ed asperità di ogni match. Quello di stasera ci ha regalato un grande David Dolic, panchinaro in cerca di meritata fama, capace di rimpiazzare al meglio Jeff Brooks, la cui pesenza sul parquet è stata molto limitata dai falli. Con l’americano in panca praticamente per tutto il secondo tempo e Migliori al seguito anch’egli con 5 falli la gara della Fileni sembrava tutta in salita ed invece la squadra è stata bravissima a tenere in mano il match, grazie all’esperienza di Maggioli ed Hoover, ai ritmi sapientemente dettati da McConnel e alla grande energia di un David Dolic che è stata la vera sorpresa di serata. Migliori è caduto invece in una ingenuità che non deve commettere (quinto fallo per proteste e gara finita in anticipo) mentre Santiangeli probabilmente stenta ancora a comprendere la grande occasione che ha a disposizione quest’anno continuando ad inciampare su tiri rifiutati o taglia fuori non effettuati. Di tempo per crescere ne ha a sufficienza, l’importante è che lo sfrutti al meglio, magari dimostrando anche quel pizzico di fame in più prendendo ad esempio lo spirito del suo compagno Dolic, tecnicamente meno dotato ma con la testa giusta per provare a dire la sua in legadue. In questa Fileni da lavori in corso conforta la crescita costante del gruppo che poggia sulla classe di un capitan Maggioli in grande forma e sul grande feeling con Ryan Hoover, un ragazzo che quando c’è da congelare la palla non sta certo a farsi pregare e che ha esperienza da vendere dentro un gruppo composto da molti giovani. Crescere ancora significa poter godere di un Santiangeli più dentro la partita e poter contare sui contributi della panchina per non rischiare di ritrovarsi con i più esperti in debito d’ossigeno. I 38 minuti di parquet di Maggioli, così come i 37 di Hoover e Mc Connell raccontano di una Fileni poggiata saldamente su importanti punti di riferimento, ma accende allo stesso tempo logiche perlessità sulla tenuta dei senatori nell’arco di una intera stagione. Conforta che sia contro Imola che al cospetto di Forlì la Fileni sia stata in grado di cavarsela egregiamente, rispondendo coi fatti a chi invece la considerava come l’aspirante Cenerentola della Legadue. Una flebo di fiducia in più per andare incontro a muso duro ad una Legadue che decreterà (per via delle note sfide a carte bollate che ha promosso Venezia in serie A) una sola retrocessione dalla Legadue al DNA. Domenica , salvo ripensamenti dell’ultim’ora, si parte, ricevendo al Pala Triccoli la matricola Piacenza, quintetto che, espugnando Barcellona, ha già dimostrato come, anche quest’anno, ci sarà da attendersi un torneo molto equilibrato e ricco di sorprese. E se una di queste fosse proprio la Fileni? (Paolo Rosati)
Primo hurrà Fileni: Piacenza al tappeto!

Capitan Maggioli urla presente ! (Foto Ballarini)
Benvenuta Fileni! Coi suoi limiti di organico, con quella sofferenza che sarà il leit motiv delle domeniche pomeriggio ma benvenuta Fileni!. La prima battaglia vinta sul percorso che porta ad aggiudcarsi la guerra chiamata salvezza è un tassello importante per iniziare un nuovo cammino, in cui ci sarà da lottare, soffrire e dannarsi l’anima ma che potrà essere ricco, con questo giusto spirito, di belle soddisfazioni. Finisce tra gli applausi e con la squadra a fare un giro di campo per salutare i tifosi la prima domenica di basket al Pala Triccoli ed un esordio ultimamente sempre indigesto ai colori arancioblù che la Fileni si aggiudica invece con il cuore , gestendo al meglio un ultimo quarto che poteva condurla nel baratro.

27 punti e 9 rimbalzi per Brooks (Foto Ballarini)
Piacenza, che è una squadra quadrata, con due americani di livello e una buona panchina, soffre nei primi due quarti ma alza la voce al ritorno dagli spogliatoi, quanto basta per firmare un piccolo parziale che intontisce ma non affonda una Fileni mai doma, anche nella domenica in cui, per via di una difesa asfissiante, Ryan Hoover contribuisce a referto con appena un punto. Quando tutto sembrava prendere la piega sbagliata, rovinando un esordio giocato dentro un Palasport comunque vivo e partecipe, capitan Maggioli e McConnell hanno preso per mano la squadra, portandola prima ad annullare il parziale e poi, nei minuti finali (con Corbani colpevole di aver tenuto inspiegabilmente seduto Voskuil) a piazzare il colpo del ko ad un avversario capace di segnare la miseria di due punti negli ultimi cinque giri di lancette.

Mike McConnell, un leader vero per coach Cioppi (Foto Ballarini)
Tutto è bene ciò che finisce bene, dentro una sfida che ha consegnato a Cioppi certezze di cui già in verità disponeva, fatte di una grande personalità del gruppo e di una voglia di combattere sconosciuta ai quintetti delle ultime due stagioni. Il mix di esperienza e gioventù funziona, mostrando ai tifosi arancioblu la freddezza ed il muso duro del metronomo McConnell , protagonista di un match di altissimo livello e simbolo di praticità ed efficacia nei minuti finali quando c’era da far canestro e smazzare assist. La domenica felice del popolo jesino ha avuto anche il volto di Jeff Brooks, un giocatore fondamentale dentro questo organico che ha estremo bisogno della sua difesa (pregevolissimo il contributo su Anderson) e del suo ampio repertorio in atacco dove il rookie aurorino ha dispensato canestri di buona fattura dal perimetro ma anche variegate soluzioni in penetrazione. Battere Piacenza non è stato affatto facuile e non lo sarà con nessun altro quintetto: ciò che conta però è che la squadra continui a giocare con questo atteggiamento e con questo spirito, addizione che a volte non basterà ma che potrà tornare incredibilmente utile per aggiudicarsi match tirati come quello di stasera. Non è una Fileni votata alla difesa ed il 17-27 del terzo quarto ne è l’eloquente dimostrazione, ma è una Fileni che sa lottare, che non si risparmia e che trascina, nei momenti importanti, anche chi, dentro questo organico, non ha la battaglia nel suo dna.

La grinta di coach Cioppi durante un time out (Foto Ballarini)
E soprattutto è la Fileni di capitan Maggioli , un gigante sotto le plance che quando sta bene non ha avversari ed un giocatore ritrovato su cui la Fileni ha fatto bene a continuare a credere offrendogli il ruolo di leader. Hoover e McConnell saranno due riferimenti importanti per sprigionarne la forza , la complementarietà con Brooks garantirà solidità a questa Fileni anche sotto le plance. Rimane l’incognita di una panchina corta e di una tenuta atletica che andrà verificata per step, visti gli straordinari che coach Cioppi è costretto a chiedere al quintetto ma anche questo sarà un problerma da affrontare se e quando si proporrà. Per ora non resta che gustarsi questo incoraggiante esordio, convinti che assisteremo a parecchie battaglie al Pala Triccoli ma anche che, se la Fileni si farà trovare pronta, si potrà giore spesso. Magari poggiando su un pubblico stasera molto partecipe, per il semplice fatto che ha capito che chi quest’anno indossa l’arancioblù vuol togliersi la maglia e strizzarla di sudore ad ogni fine match. (paolo Rosati)
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La Fileni allunga la striscia: secondo hurrà a Verona!

Seconda da MVP per Capitan Maggioli ! (Foto Ballarini)
Secondo hurrà Fileni! Nella patria di Giuletta e Romeo la allegra brigata di coach Cioppi allunga la striscia positiva inaugurata all’esordio contro Piacenza e grida presente pur senza Franco Migliori, a referto per onor di firma ma impossibilitato a dare la solita preziosa mano ai compagni. Nella domenica che non ti aspetti, con un organico in emergenza per l’assenza del gaucho, la Fileni conferma di avere ottimi attributi in dotazione e fa sua una gara sempre guidatacon autorità fino alla rischiosa rincorsa finale degli scaligeri. Finisce con gli arancioblu che tagliano il traguardo con un punto in più ma la storia di Tetzenis Fileni racconta di una partita a cui jesi ha impresso il suo spirito giusto, fatto di sostanza e freddezza nei momenti topici e nei soliti preziosissimi contributi di un gruppo sempre più coeso e incisivo. I contributi a referto di Hoover ed il solito killer istinct finale ne confermano la pericolosità e la ladership, i 19 di capitan Maggioli raccontano invece una solidità che ha nella cabina di regia di McConnell uno dei suoi principali segreti. E’una Fileni a suo agio quella che esce dal Palasport di Verona con un’altra fiche importante nel cammino che dovrà condurla ad una salvezza tutta da conquistare , una Fileni che ha entusiasmo a mille dopo il doppio exploit con Piacenza e Verona. Il successo di stasera conferma la bontà delle scelte estive, piazzate in una condizione di emergenza economica che non ha impedito però, almeno a giudicare dal feeling che si respira in squadra, di creare un gruppo di buoni giocatori ed ottimi compagni di squadra. Eccedere in entusiasmi sarebbe un errore imperdonabile, gustarsi questo secondo sigillo sapendo che accorcia la corsa alla salvezza è forse il modo migliore per rimanere coi piedi per terra, consapevoli che ci sarà comunque da soffrire ma che forse, continuando su questa strada, il cammino potrebbe essere meno impervio di quanto il budget a disposizione autorizzasse a pensare. I 40 minuti di Verona raccontano di una Fileni dominante sotto le plance (43-25 il saldo finale con13 catture per Jeff Brooks e 9 per capitan Maggioli) ma anche segnali di crescita da parte di Marco Santiangeli (30 minuti di parquet per lui con un 10 in valutazione finale) dentro una maratona che Jesi ha guidato con autorità, pagando dazio , come era lecito attendersi, in un quarto quarto che Verona si è agiudicata per 20-14 arrivando fino all’inutile ma comunque insidioso meno 1 finale. Unico neo, a voler cercare il pelo nell’uovo, le 24 palle perse, troppe per non farci una riflessione, da utilizzare magari per smorzare il comprensibile entusiasmo che regnerà nella Cioppi band e preparare al meglio la sfida d’alta quota con Brescia in programma domenica prossima. Ritrovare la Fileni a punteggio pieno dopo due turni è al tempo stesso una sorpresa ed un motivo di grande orgoglio, oltre al modo migliore per cementare quel buon rapporto che si va creando coi tifosi, frutto della certezza da parte dei supporters che questa squadra potrà anche perdere e trovarsi a soffrire ma che , se accadrà, lo farà dopo aver speso anche l’ultima goccia di sudore a disposizione. (Paolo Rosati)
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La grinta non basta: Brescia e gli arbitri affondano la Fileni!

Capitan Maggioli ancora Mvp ma non basta (Foto Ballarini)
Stavolta la grinta e la generosità non bastano. Capiterà altre volte per carità, ma il primo stop interno di stagione è un condensato di rabbia e mea culpa per una Fileni che di più, con molta probabilità ed altrettanta ragionevolezza, stasera non poteva davvero fare. Festeggia Brescia ed è giusto così , per via di due americani nella media e soprattutto un rodato e folto gruppo di italiani in grado di fare la differenza. Si arrabbia la Fileni,orfana di prove all’alteza del duo McConnell Brooks e punita senza alcuna spiegazione da tre fischi che ne decretano la resa con largo antcipo rispetto alla sirena finale. Dopo un primo tempo equilibrato, in cui Jesi, nonostante le troppe perse, dimostra di avere le unghie per graffiare e Brescia risponde con due incoraggianti ritorni in partita, succede quel che non ti aspetti.

Ryan Hoover (Foto Ballarini)
Si ritorna in campo e succede che gli arbitri, dopo qualche avvisaglia sparsa qua e la nella prima frazione, vadano in tilt e puniscano oltre il lecito una Fileni che aveva giù i suoi bei problemi per riprendere in mano la sfida. Masi inaugura la serata di lucida follia della terna (che c’è da augurarsi varrà un salutare stop almeno per il prossimo turno) guardando fuori dal parquet e infliggendo un tecnico alla panchina ; neanche il tempo di ritornare a giocare e su una spinta non vista a rimbalzo ai danni di Maggioli tocca al capitano il secondo tecnico della serata per proteste, arricchito dalla contempranea espulsione del diesse Manzotti .

Coach Cioppi schiuma rabbia (Foto Ballarini)
Brescia ringrazia e fa 5/6 dalla lunetta, ricavandosi praticamente a cronometro fermo un +11 che la Fileni non riuscirà più a colmare, complice la serataccia di MCConnell ed i problemi di falli che negano a Cioppi la possibilità di far conto su Brooks. Con Migliori in panchina da spettatore ed un Santiangeli a corrente alternata Jesi prova a fare quel che può aggrappandosi al duo Hoover Maggioli ma non ce la fa, finendo per sprofondare dentro una gara in cui paga a caro prezzo le troppe perse (saranno ben 29 alla fine) ed i 15 rimbalzi offensivi che diventano altrettanti possessi concessi al quintetto di Dell’Agnello. Le assurde fischiate del trio in grigio trasformano il Pala Triccoli in una bolgia ma non è serata da miracoli anche perchè il caos non toglie agli italiani di Brescia quelle certezze sufficienti per aggiudicarsi un successo tutto sommato meritato.

Marco Santiangeli (Foto Ballarini)
Senza quei fischi inspiegabili non sapremo mai che piega avrebbe preso il match, certo è che le maggiori rotazioni a disposizione di dell’Agnello hanno facilitato il compito a Brescia, scesa a Jesi con un preciso obiettivo, magistralmente centrato, che era quello di mandare fuori giri McConnell. Il play jesino ha sofferto le attenzioni particolari della difesa bresciana ma anche i troppi passaggi a vuoto fotografati nelle 9 perse totali, disegnando una prestazione sotto le aspettative e condizionando in negativo la prova del quintetto arancioblù. Al resto ci hanno pensato i falli di Brooks e le decisioni di una terna che non è riuscita a convincere , anche prima delle tre penalità in fila fischiate a Jesi, con un metro arbitrale poco omogeneo e a tratti incerto. Il punteggio finale sancisce una differenza che oggi può esserci tra i due quintetti , agevolata su sponda bresciana, come sportivamente ammesso in sala stampa da Dell’Agnello, dall’assenza di Migliori e dai falli che hanno messo fuori partita Brooks. Cioppi ha invece di che lagnarsi , lamentando un arbitraggio condizionante e ammetendo che i problemi di Jesi, soprattutto alla voce palle perse, sono nati dalla serata no di McConnell sula quale dovranno essere fatte le opportune valutazioni.

Allarme falli per Jeff Brooks (Foto Ballarini)
Gare come queste vanno dimenticate in fretta, sia per come sono maturate, sia per l’esito nonostante un grande impegno da parte di tutti. Con la difficile trasferta di Scafati alle porte la Fileni assaggia per la prima volta l’amaro calice della sconfitta , prendendo consapevolezza, il che non guasta, che con un organico ridotto all’osso come quello ad oggi disponibile, serviranno molti miracoli per centrare la salvezza. Ecco allora che, senza correre il rischio di cedere ai sogni, val bene la pena individuare la migliore notizia di giornata nel fatto che , per fortuna, ci siano ancora due squadre a zero in classifica. Mors tua, vita mea…….O no? (Paolo Rosati)
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Tabù Scafati: la Giova passeggia su una Fileni coi cerotti!

Capitan Maggioli ci ha provato (Foto Ballarini)
Non pervenuta! Nulla da fare e tradizione negativa rispettata per una Fileni ben presto fuori dai giochi nella difficile tasferta di Scafati. Ci saranno altre occasioni per rifarsi ma certo, dopo gli entusiasmi dei primi due successi in fila in campionato, contro Piacenza e a Verona, la Fileni ha assaggiato per la seconda volta il clima di fatica e l’amaro calice della sconfitta con cui dvorà fare i conti diverse volte , giocoforza, nell’arco della stagione. Ancora senza Migliori , fermo ai box per la fastidiosa frattira al dito, la Fileni si è vista costretta ad alzare bandiera bianca molto prima della sirena finale, punita dala solidità di Scafati, dai canestri di Marigney e da un secondo quarto in cui i campani hanno messo la freccia andando al riposo sul +22. La grinta aiuta ma spesso non basta: si giustifica forse così una caporetto sulla carta inevitabile che ha trovato ciniche conferme sul aprquet. Così com’è Jesi è destinata a soffrire, non tanto eprchè non abbia qualità nel quintetto, quanto perchè in cinque è dura vincere le partite,s epcie quando glia vevrsari sono in grado di proporre rotazioni di maggior sostanza e qualità. Iniziare a preoccuparsi è forse prematuro, ma è ovvio che un segnale di allarme va registrato, ben sapendo che il cammino fin qui percorso è forse migliore rispetto a quello richiesto ad una squadra partita con l’obiettivo dichiarato della salvezza, ma anche che senza alternative in panchina sarà dura, in orspettiva, anche epr chi fin qui trascina in avanti egregiamente la carretta arancioblù. I 36 minuti di parquet per Maggioli, i 39 di McConnell, i 31 di Hoover ed i 32 di Brooks parlano chiaramente di una Fileni aggrappata ai suoi leader: una scelta obbligata per coach Cioppi ma anche una strategia che la Fleni potrebbe pagare fisicamente quando magari il livello del campionato si alzerà e la Fileni dovrà sostenerlo con un quintetto provato dai tanti minuti di parquet . I 4 punti di vantaggio su S. Antimo e la sosta di domenica regalano alla Fileni una setitmana di riflessione da passare in tranquillità , investendo in una inziezione di certezze che serve eccome ad una squadra tramortita dalla batosta di Scafati. Unos chiaffo che si agigunge a quello subito domencia scorsa da Brescia e da una terna arbitrale (Masi, Di Giambatttista e Conti) stranamente chiamata ad arbitrare anche stasera (uno a Verona, un altro a Barcellona ed il terzo a Pistoia) alla faccia di chi domenica scorsa sosteneva a fine gara che gli errori anche nel mondo arbitrale si pagano e che ci sono eprsone preposte a registrarli e a giudicarli. Saremmo proprio curiosi di leggere quello che lo zelante commissario seduto in tribuna stampa vicino a noi ha scirtto sulla terna di Fleni Brescia, ben consapevoli che forse certe curiosità è meglio non crerarsele, quantomeno per non rovinarsi la salute. Della serie, tanto alla fine hanno sempre ragione loro. A buon intenditor…… (Paolo Rosati)
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La verifica di Imola in Coppa per una Fileni ricca di incognite
La ripresa, dopo la pausa di campionato. Con mille incognite, legate in parte ai guai fisici che ne condizionano il lavoro quotidiano la Fileni si prepara alla trasferta di domani ad Imola, valida come turno di andata dei quarti di finale di Coppa Italia. Col dubbio sulle condizioni di Brooks, ed attendendo buone nuove dalla falange di Migliori che ancora sembra fare le bizze nonostante un prolungato stop, coach Cioppi chiede al confronto di Imola segnali confortanti che bilancino, almeno nelle impressioni, quel clima di cauta sfiducia che ha fatto seguito all’entusiasmo iniziale per i successi con Piacenza e Verona. I problemi fisici di alcuni giocatori e le scarse risposte di altri hanno infatti anticipato, tramutandole in realtà, le perplessità legate ad un organico ridotto all’osso per questioni economiche . Doveva essere un torneo di grande sacrificio nelle intenzioni estive, sarà certamente un campionato da affrontare col coltello tra i denti, sperando in un cammino fatto si di inevitabili e sonore batoste ma anche condito di qualche piccola soddisfazione che valga una tranquilla salvezza. L’obiettivo a breve è quello di poter contare su Franco Migliori, ai box da tre gare per una frattura alla falange che stenta a calcificarsi e di recuperare Brooxs messo ai boxa da una distorsione alla caviglia. Con Maggioli che stringe i denti , infastidito da qualche piccola noia al ginocchio, i destini arancioblu sembrano legati anche ai rendimenti di marco Santiangeli, ago della bilancia dentro un roster che non può certo fare a meno di un rendimento costante da parte del baby di Matelica . Su Santiangeli sono già in corso dibattiti da un po’, col popolo arancio blu diviso tra chi guarda con scetticismo alle sue prove convinto che non sia lecito attendersi di più e chi , al contrario, chiede pazienza, certo che proprio dal baby matelicese arriveranno contributi in grado di fare la differenza. L’ultimo turno di campionato ha raccontato di un equilibrio totale, dentro una stagione in cui solo S.Antimo, pur lottando, è ancora inchiodato a quota 0. Con una sola retrocessione in cantiere la Fileni si guarda con attenzione alle spalle e il +4 sui campani è un bella tisana rilassante in attesa di risolvere i propri problemi. Attendendo ulteriori responsi dal parquet cresce il numero dei convinti che un piccolo puntello nelle rotazioni dei piccoli sarebbe un toccasana per coach Cioppi ma a raffreddare gli auspici di una buona fetta di tifosi c’è un budget da rispettare con rigore che non consente, almeno per il momento, iniezioni al roster che è e rimarrà lo stesso. (Paolo Rosati)
Il rientro di Migliori non basta: Fileni al tappeto anche a Brindisi!

Ottima gara per Jeff Brooks (Foto Ballarini)
Il rientro di Migliori non basta! Una rotazione in più non è servita a coach Cioppi per mascherare i limiti di un organico troppo corto nè per poter alzare la voce su un parquet in cui già a due quintetti era invece riuscita l’impresa del blitz. Peccato, giriamo pagina e concentriamoci sul prossimo avversario, sempre più consapevoli che il cammino che dovrà condurre alla salvezza non sarà nè facile come sembrava dopo i primi due turni, nè irraggiungibile come farebbero pensare le ultime infruttuose uscite della Fileni. Non era forse Brindisi l’avversario ideale per sperare in un ritorno al successo, dopo la salutare sosta impiegata per far ritornare Migliori tra i ranghi, certo è che la sfida del Pala Pentassuglia ci consegna ancora una volta una Fileni affidabile nel suo quintetto ma spesso in difficoltà , colpita da sindrome da “coperta corta”quando serve un aiuto dalla panchina. Va da se che anche a Brindisi la squadra di Cioppi ha tenuto si è no metà gara, come accadde anche a Scafati, prima di cedere di schianto al primo deciso allungo avversario. Successe al Pala Mangano, si è nuovamente verificato contro il quintetto di Piero Bucchi, a suo agio con una Fileni che non ha nella difesa il suo marchio di fabbrica e che non riesce, purtroppo, a garantire la stessa intensità dentro tutto il match.

Coach Cioppi dovrà inventarsi qualcosa (Foto Ballarini)
La freccia messa da Hunter e soci nel terzo quarto ha srotolato con largo anticipo i titoli di coda su un match in cui la Fileni ha spesso sofferto, forte dell’ottima prova di Jeff Brooks (tra i più reattivi della prima frazione), dei contributi dei suoi senatori, ma limitata nelle rotazioni dai modesti contributi portarti alla causa innanzitutto dal baby Santiangeli (21 minuti poco incisivi per lui) ago della bilancia in questa fase del potenziale aurorino. Lo scout disegna una sfida in sostanziale equilibrio sotto le plance (35/30 il saldo finale a rimbalzo) ed una Fileni che nella seconda parte del match non ha bissato i viaggi felici al tiro pesante del primo tempo. I 35 minuti di parquet regalati a Migliori raccontano di un rientro su livello discreti del gaucho argentino, mentre per Bucchi ottime notizie sono arrivate dalla doppia cifra di 5 giocatori e dalla prova di Matteo Formenti , uscito dalla panchina come Santiangeli ma autore di un match convincentisismo chiuso con 16 punti a referto. La Fileni, inutile nacondersi, ha fatto quel che ha potuto e forse, ad oggi, quel che riesce ad esprimere è il massimo del suo potenziale. Ci saranno avversari più alla portata, domeniche più felici ma va tenuto in debito conto che ogni match in più regala alle gambe del quintetto iniziale medie altissime in termini di minutaggio sul parquet e quindi stille di potenziale stanchezza. Il fatto di essere a secco ormai da un pò non aggiunge buone nuove alla voce morale della truppa ed allora l’unico dato di cui consolarsi è che S. Antimo è uscito con le ossa rotte dalla trasferta di Verona e continua starsene fermo a quota 0 in classifica. Considerato che l’abolizione della wild card si porterà in dote una sola retrocessione la Fileni può ancora starsene tranquilla a cercare l’alchimia giusta per arrivare in fretta alla quota salvezzza, provando, magari già da domenica prossima, a riprendere una marcia ferma ormai al blitz di Verona del secondo turno di campionato. Domenica prossima si ritorna finalmente al Pala Triccoli ma bisognerà vedersela con Pistoia, un avversario tra i più scomodi in questo momento, lanciatissimo in testa ad una Legadue che anche oggi ha regalato una sorpresa (il capitombolo di Bologna a domicilio con Ostuni) . Piangersi addosso non serve a nulla, così come sperare che dalla società possa arrivare una inziezione nel roster che il budget vieta categoricamente : meglio rimboccarsi le maniche, gestire la fatica fisica e quella emotiva e concentrarsi su un cammino che si sapeva essere irto di difficoltà e che tale, purtroppo, si sta dimostrando. (Paolo Rosati)
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Sindrome da “coperta corta” in casa Fileni!

Marco Santiangeli (Foto Ballarini)
Sindrome da coperta corta. Stilata la diagnosi la Fileni di coach Cioppi cerca la terapia e visto che il budget non consente, almeno per il momento, alcuna addizione, non resta che sperare che il processo di crescita auspicato al momento del varo del progetto giovani possa partorire risultati al momento quasi invisibili. Parlare di panchina significa affrontare il tema Santiangeli e capire cosa, anche nella stagione che potrebbe dare al beby di Matelica la chanche di consacrarsi nel basket che conta, ne sta condizionando le prestazioni, regalandoci sprazzi di talento ma anche ampi spazi di grigiore che non dovrebbero apaprtanenre ad un giovae di vent’anni con tanta voglia di emergere. Il tema dei giovani èd a sempre argomento delicato , perchè nella loro maturazione insistono componenti tra loro differenti. C’è quella fisica a consentirti di reggere un torneo come la legadue, c’è quella tecnica che ti pone una spanna sopra gli altri quando sai fare cose che il talento ti regala, ma c’è anche quella mentale a porti limiti magari senza giustificaizoni e a zavorrarti quando la domenica scendi sul parquet. Posto che il talento non manca certo a Marco, dotato tra l’altro di un fisico che può tranquillamente garantire spazi in legadue, l’impressione è che a condizionare in negativo le prove del baby jesino sia l’approccio mentale alle singole partite, ambito questo su cui lavorare, a volte, è più difficile che non sui fondamentali. L’impressione, dall’esterno, è allora che Cioppi debba concentrare il suo lavoro sulla testa di Marco, lavorandoci per decontaminarla da qualche dubbio di troppo e garantendogli quella fiducia che forse è il presupposto iniziale per aspettarsi da lui uno scatto. La crescita della panchina, come auspicato da coach Cioppi passa essenzialmente attraverso la crescita di Marco Santiangeli ma anche dalla fiducia da far sentire ad una secondo roster fin qui poco utilizzato e che , al contrario, potrebbe essere molto utile, almeno in un paio di elementi , per far rifiatare un quintetto costretto costantemente agli straordinari. Gare come quelle di Scafati, così come quella di Brindisi , perse molto prima della sirena finale, andrebbero utilizzate per far riposare i titolari e avvicinare al parquet chi lo frequenta solitamente di meno in partita. Provare questo esperimento potrebbe potenzialmente regaalre due effetti benefici: da un lato non spremere un quintetto che potrebbe pagare a corsa lunga il proprio sovrautilizzo. Dall’altro “testare” i Dolic , i Battisti e Di Giacomo anche per far vedere ai diretti interessati se possono o no reggere il parquet ed incidere. La scelta di puntare sui giovani ha avuto origine da una necessità, quella di un budget mai risicato come quest’anno. Oggi c’è da decidere se provare a trasformarla in una opportunità o limitarsi a subirla con tutti i rischi del caso, da quello di stremare il quintetto a quello di ritorvarsi, al momento del bisogno (vuoi epr emergenze falli vuoi per malanni di stagione) a dover puntare su gente che non ha abitudine e confidenza col parquet. A S.Antimo stanno peggio : non resta che sperare che duri…. (Paolo Rosati)
Il Lupo torna a Jesi per presentare il suo libro!

Lupo Rossini in casacca aurorina (Foto Ballarini)
Il “lupo” torna a Jesi, stavolta da protagonista di un libro che è un condensato della sua carriera, vissuta intensamente sull’asse Cantù Jesi ma anche della vita di una persona che proprio nella città di Federico II ha fissato radici solide che solo la grande opportunità di lavoro di Milano è riuscita quest’anno a spezzare. “Il volume – come recita il comunicato stampa diramato ieri- si intitola “Il Lupo è uscito dal branco” ed è un vivace racconto dell’esperienza che ha segnato per sempre la vita del protagonista. Dalla prima chiamata di Cantù mentre vestiva la maglia della sua Treviglio, all’esordio in serie A; dal rapporto di grande rispetto per un totem come Pier Luigi Marzorati, alla cocente delusione per la retrocessione in A2 di Cantù, prima della trionfale cavalcata che ha segnato il ritorno nella massima serie del club brianzolo. E ancora: l’approdo a Jesi dopo la non proprio felice parentesi di Roma, la conquista della A1 con l’Aurora schiantando la corazzata Bologna, prima del ritorno in A2 e della vittoria in Coppa Italia, sino all’anno dell’addio al basket giocato”. Nel volume, curato a quattro mani con il giornalista Pierluigi Comerio, “C’è una vita intera – continua la nota stampa – ma ci sono soprattutto aneddoti, retroscena, risvolti indiscreti, scaramanzie e manie di compagni di squadra e allenatori, ma c’è spazio anche per riflessioni sulla pallacanestro di oggi e sul ruolo, spesso fondamentale, dei genitori nella crescita sportiva e umana dei propri figli. In più qualche critica, neppure troppo sottile, all’ambiente del basket e ad alcuni personaggi che lo popolano. Insomma, un racconto a 360 gradi nel quale Alberto Rossini non si è risparmiato, sollevando veli sinora rimasti confinati nelle segrete stanze degli spogliatoi. Un libro da leggere tutto d’un fiato “.”Il Lupo è uscito dal branco” sarà presentato in anteprima per i tifosi dell’Aurora Jesi sabato 19 novembre alle ore 18,30 nella Sala della II Circoscrizione in piazzale San Francesco. (p.r.)
La Fileni ha più appetito: Pistoia ko!

Super McConnell (Foto Ballarini)
L’appetito produce grandi cose! Questione di fame nella sfida tra Jesi e Pistoia, quella evidente di Jesi costretta al digiuno da due turni, quella quasi assente in una Giorgio Tesi che arriva al Pala Triccoli con la pancia piena dei quattro successi consecutivi. I facili pronostici possono attendere, così come le false indicazioni di un match iniziato benissimo dai toscani ed altrettanto male dagli uomini di coach Cioppi. Tanto fluida Pistoia quanto in confusione Jesi nei primi dieci giri di lancette: Moretti assiste ad un match di sostanza dei suoi,

Migliori e Maggioli a rimbalzo (Foto Ballarini)
Cioppi ha di che preoccuparsi davanti ad una lunga sequela di palle perse e ad azioni in serie con la squadra immobile in attacco, pronta soltanto ad affidarsi al tiro estemporaneo una volta di Hoover l’altra di Migliori. Le rotazioni ridotte e qualche brivido per un contatto ravvicinato tra Migliori e Jones che fa temere per il ginocchio del gaucho argentino dovrebbero preoccupare una Fileni a rischio apnea ed invece lo svantaggio risicato del riposo lungo diventa incoraggiante se valutato con le 11 palle perse con cui la squadra si guadagna e neanche tanto il thè caldo.

Jeff Brooks (Foto Ballarini)
Pistoia rallenta pensando più a quanto fosse stata bella nelle precedenti uscite che non a riprendere in mano ben salda la maniglia del match. Ed allora capita che il terzo quarto, solitamente tallone di Achille per Maggioli & C., diventa il trampolino di lancio ideale per una Fileni che ritrova fiducia sui canestri pesanti di Hoover e non si scompone di fronte a qualche fischio che conferma una volta di più il bassissimo livello dei fischietti in Legadue (i passi solari di Toppo e Gurini non visti oltre al fallo negato a Brooks con due uomini a planargli sopra, bilanciati da due fischi affrettati ai danni di galanda e Hardy ne sono la testimonianza). Jesi inizia a mettere la testa avanti e trova iniziezioni preziose di fiducia, Pistoia non trova certezze importanti e scivola pian piano dentro un match che la Fileni si meriterà per la grinta sprigionata ed una zona che da fastidio al quintetto di coach Moretti.

Il soldatino Hoover sugli scudi (Foto Ballarini)
La quarta frazione è una sentenza implacabile per gli ospiti: finisce 41 a 3 alla voce valutazione e se Jesi è capace di segnalarsi con un 5/8 mortifero al tiro pesante , Pistoia affonda sulle 9 palle perse , colpita al viso da un quarto di esemplare intelligenza di Mike McConnel, la cui firma è nitidissima sul 30-18 che decide il match. Un successo importantisismo per Jesi che significa +6 su S. Antimo, regalando buone indicazioni a coach Cioppi soprattutto da parte di Marco Santiangeli.

I preziosi consigli del coach durante un time out (Foto Ballarini)
La settimana di pressioni subite ha stimolato il baby di Matelica autore di una dignitosissima prestazione che avrà bisogno di certezzee conferme, magari a partire da venerdì sera, davanti alle telecamere Rai, per l’anticipo di Bologna. Salvarsi passa anche attraverso domeniche come queste, dalle quali magari non ti aspetti granchè e che invece si trasformano in momenti di felicità grazie ala grinta e al cuore con cui riesci ad affrontarle. Jesi ha quindi di che gioire, senza dimenticare le criticità con cui dovrà convivere per un’intera stagione ma confortata dal fatto di aver allungato di due punti su S.Antimo, ancora ferma a quota 0 in classifica. Probabile che la vittoria contro Pistoia regali a Cioppi qualche acciacco di troppo tra Migliori e Brooks, l’augurio è di poterli avere comunque in palestra. Sarà stato un caso ma nell’unica settimana in cui è stato possbile lavorare tutti insieme alla Fileni è riuscito il quasi miracolo di bloccare la capolista Pistoia. (Paolo Rosati)
La Fileni scivola sul più bello e va ko a Bologna!

Capitan Maggioli sempre sugli scudi (Foto Ballarini)
Cedere sul più bello e disperarsi, correre trentacinque minuti avanti all’avversario per poi farsi raggiungere e superare proprio allo strisicone dell’ultimo chilometro. Il giorno dopo la delusione è ancora viva e non passa ad una Fileni capace di accarezzare per larghi tratti l’idea di un blitz pesante sulle tavole del Pala Dozza, punita al fotofinish da rotazioni ridotte e dai falli che hanno messo fuori gioco nell’ordine Brooks, Migliori e capitan Maggioli. Peccato perchè il successo è stato sempre li, alla larga portata di una Fileni brava a costruire sul tiro pesante ma anche sul controllo del ritmo del match una sfida condotta col piglio giusto, almeno fino a cinque giri di lancette dalla fine. Con i padroni di casa già in bonus e la Fileni in possesso di 5 falli ancora da spendere sembrava la serata giusta per coach Cioppi che non aveva fatto però i conti con un finale tutto in salita, originato dallo sfondamento non fischiato ad Hoover dal quale sono nati otto fischi consecutivi contro e molti errori su sponda arancioblu. Bologna ha trovato la velocità di Kelley a dargli una mano decisiva , Jesi ha perso pian piano tutti i suoi punti di riferimento , costringendo Cioppi a chiedere aiuto anche a chi, vedi Di Giacomo, in questa categoria non può proprio darne coi risultati che purtroppo si sono visti. Dal segno + sul tabellone Jesi è scivolata pian piano fino al -12 finale, punizione troppo severa se letta nell’ottica dell’intero match, epilogo però ineluttabile per una sqwuadra come quella jesina che ha rotazioni deboli e più contenute di qualunque avversario. E pensare che non era andata affatto male fino all’ultimo decisivo quarto, con Jesi brava ad alternare il gioco dentro l’area al tiro pesante e Bologna controllata a dovere e inchiodata ad un ritmo che le impediva di correre il contropiede e fare male. Dagli ex Pecile e Blizzard sono arrivati contributi importanti per coach Markowski , con Cioppi che ha invece incassato le solite certezze da capitan Maggioli , bilanciate da segnali contrastanti dalla coppia di strangers. Brooks continua a dover convivere con i problemi di falli, McConnell alterna cose egregie sulla metà campo avversaria a limiti ricorrenti quando c’è da piegare le gambe per non subire il diretto avversario. Ecco allora che “i magnifici 6″ , etichetta di Franco Lauro alla Fileni 2011/12, hanno fatto il possibile ma non è bastato. Con l’obiettivo di recuperare al meglio gli acciaccati, la Fileni riprendere il consueto programma di allenamenti che la porterà alla sfida di domenica prossima al Pala Triccoli, dove arriverà il Barcellona di coach Pancotto e dell’ex Vanoncini per un match sulla carta ostico tato quanto quello vinto due turni fa con Pistoia.Con un occhio al risultato di S.Antimo e l’altro alle evoluzioni di una Legadue comunque fin qui equilibrata Jesi ripesna a Bologna per non commettere gli stessi errori ma si convince ancora unavolta di più che la strada che conduce alals alvezza è ancora lunga e ricca di insidie quotidiane.
Jesi ha abbracciato il Lupo per l’anteprima del suo nuovo libro!
Un blitz a Jesi per presentare il suo nuovo libro, ma soprattutto per avere la conferma che, per dirla con le parole del patron Alfiero Latini, “potrà girare il mondo ma non riuscirà a trovare altrove l’amore e l’affetto di Jesi. La preentazione del libro “Il Lupo è uscito dal branco”, lavoro a quattro mani con Pierluigi “Pigio” Comerio, presentato stasera presso la sala della Seconda Circoscrizione di Jesi è andata al di la del semplice cerimoniale riservato di solito a questi eventi, suggellando con semplicità , naturalezza ed armonia un legame indissolubile con una delle due città che il Lupo ha scelto per la sua eccezionale carriera di giocatore. Un’ora intensa quella trascorsa oggi da chi non è voluto mancare all’appuntamento, condita di dediche speciali, pensieri semplici ma efficaci proprio come il carattere di questo eterno ragazzo che alla pallacanestro italiana ha dato tanto, anche e soprattutto in termini di messaggi positivi. “Quando penso ad Alberto Rossini penso allo sport e lo ringrazio dell’amicizia che mi ha donato e di cui vado fiero” è stata la riflessione del Dott. Andrea Cardinaletti, Responsabile del Credito Sportivo ma anche presidente della Fondazione Gabriele Cardinaletti a cui il Lupo non ha mai lesinato impegno ed attenzione. Una carriera fatta di tappe importanti, di risultati di prestigio ma anche e soprattutto di messaggi positivi lanciati ai giovani , all’interno di un percorso inevitabilmente somigliante alla vita, condito come è stato di successi da incorniciare ma anche di sconfitte da cui ripartire. “Rileggere l’ambum di una vita dedicata al basket – ha raccontato Pierluigi Comerio – è stato , contrariamente a quello che si potrebbe pensare conoscendo il carattere schivo del Lupo più facile del previsto. E’ stato sufficiente ripartire da due o tre episodi e il Lupo silenzioso è diventato un fiume in piena” . Cantù e Jesi le tappe fondamentali di un viaggio lungo più o meno 23 anni, iniziato con la grinta di un ragazzo di 19 impegnato a sottrarre minuti ad un certo Pierluigi Marzorati e proseguito (dopo i due anni di Roma) con la maturità di un uomo che ha insegnato a Jesi cosa fare per vincere. Una vita sportiva a testa bassa, sopperendo con la fatica quotidiana al gap di talento , ha costruito uno dei migliori play italiani ma soprattutto un uomo di grande spessore morale che a Jesi ha vissuto gioie sportive e scoperto la felicità di diventare padre , muovendo proprio da qui i primi passi di una nuova vita da coach che durerà, c’è da scommetterci, tanto quanto quella di giocatore. La semina feconda del giocatore e dell’uomo ha raccolto stasera frutti importanti dai tanti presenti e dalle parole di tutti , a cominciare da quelle dell’assessore allo sport Bruna Aguzzi fino a quelle emozionate di capitan Maggioli che ha lasciato parlare il cuore per provare a spiegare cosa abbia significato in termini di tranquilità giocare con la consapevolezza di avere a fianco un uomo ed un compagno di squadra come il Lupo . Una sensazione che tutti abbamo avvertito , felici di avergli stretto di nuovo la mano, di ritornare a casa con un libro da leggere e da tirar fuori ogni volta che si voglia compiere l’esercizio di pensare agli esempi. Ascoltare il Lupo raccontare fiero questo viaggio è stato bello ed emozionante come il privilegio di averne fatto parte, condividendo momenti importanti, gustando gioie ed attimi di tristezza comuni, ricevendo molto e provando a regalare altrettanto. Quanto basta per augurargli una seconda vita sportiva di eguale spessore, in primo luogo perchè se la merita, in secondo perchè ogni suo successo sarà il successo di quella Jesi che lo ha conosciuto bene e che per questo non smetterà mai di volergli bene. (Paolo Rosati)
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La Fileni si mangia Barcellona all’ora di pranzo!

Ryan Hoover (Foto Ballarini)
Il gusto di sorprendere! La Fileni si diverte a sovvertire i pronostici e anche nella ennesima domenica in cui deve fare a meno di Franco Migliori riesce a far valere la legge del pala triccoli e ad uccidere un’altra grande. Intendiamoci, Barcellona non fa una grandissima figura, slegata come appare nei suoi uomini chiave ed incapace di dettare i ritmi che la caratura del suo roster imporrebbe, la Fileni però c’è e alla fine riuscirà anche a convincersi di avere un quintetto che non ha nulla da invidiare alle grandi. La differenza tra un successo nitido come quello di oggi e i recenti finali avversi sta nella capacità della Fileni di fare con prepotenza la partita, controllandosi con autorità alla voce falli e non cadendo nel tranello avversario, escamotage a volte pagato caro, di accettare sia gli alti ritmi sia gli eccessi di aggressività.

Maggioli Mvp del match (Foto Ballarini)
Senza dover rinunciare a nessuno nella fase calda del match la Fileni è riuscita ad alzare la voce, forte di una grandissima partenza di capitan Maggioli che ha firmato i destini arancioblu nel primo quarto, ed in grado di poter contare sul genio misto a follia di Ryan Hoover. Ci fosse stato Caressa avrebbe urlato “tanta roba!”, la realtà è che il primo esperimento del basket all’ora di pranzo consegna alla Legadue una Fileni sicura di se che, come ammetterà candidamente anche coach Cioppi in sala stampa “ha strameritato di vincere la partita”. Se Brooks e compagni hanno eseguito alla perfezione (eccezion fatta per la difesa del secondo quarto) il piano partita disegnato da coach Cioppi, non altrettanto è stata capace di fare Barcellona , vittima di un atteggiamento mai di spessore che l’ha costretta, giocoforza, a rincorrere sempre senza riuscire a mettere la propria firma sul match (eloquente il 91/57 di fine gara alla voce valutazione). Poteva e doveva correre Barcellona, sfrutttando la propria velocità e la grande varietà di soluzioni offensive e non l’ha fatto.

Ottima gara anche per Brooks (Foto Ballarini)
Doveva e poteva portare Jesi a commettere più falli limitando rotazioni già di per se precarie e non c’è riuscita. E allora a sorridere, e con merito, alla fine è stata Jesi, aggrappata ad un Maggioli perfetto mix di classe, grinta e razionalità ma anche resa più forte dalla prestazione di Brooks e dai contributi del duo Dolic Santiangeli. Se Hicks ha provato ad un certo punto a rivinare la festa jesina, la “sana follia” di Ryan Hoover e la classe di McConnell hanno riportato il match dalla parte di Jesi, sancendo l’allungo finale su cui a Barcellona non è rimasto altro da fare che issare bandiera bianca.

Grandi magie da Micky McConnel (Foto Ballarini)
Nella domenica sulla carta più difficile la Fileni si gode rinnovate certezze, utilissime in chiave di autostima per affrontare al meglio, e si spera con un Valentini in più, il doppio turno esterno di Forlì e S.Antimo che darà indicazioni importanti sull’immediato futuro arancioblù. Quanto all’esordio dell’esperimento domenicale all’ora di pranzo, aspettando i risultati dell’audience, la Fileni registra un calo evidente di presenze al palasport, frutto a nostro avviso non tanto della possibilità di vedersi il match comodamente dal divano quanto, in via esclusiva, per questioni legate all’orario del match. Tra le legittime ambizioni di visibilità dell’intero movimento cestistico della legadue e la disponibilità di E Tv il corto circuito sta proprio nell’orario della palla a due, che limita, inutile nascondersi, l’afflusso al Palasport e sancisce, almeno al colpo d’occhio , più un danno che non un’opportunità . Era la prima volta, vedremo come l’esperimento andrà a vanti e con quali risultati, senza escludere a priori, qualora fosse possibile, uno spostamento ad un orario più di appeal rispetto alle 12 della domenica. (Paolo Rosati)